La moderna archeologia dei paesaggi ha avuto un rapporto stretto con la archeologia medievale, fin dalla sua nascita. La storia stessa della rivista “Archeologia Medievale” enfatizza questo rapporto biunivoco. L’archeologo dei paesaggi contemporaneo parte, immancabilmente, dal documento, considerato nella sua globalità. Seguono le operazioni che possono essere fatte in base alla grammatica dell’integrazione ovvero la ricostruzione delle funzioni che un oggetto-strumento-edificio-spazio potevano svolgere all’interno della vita della comunità. Dove finisce la grammatica delle ricostruzioni comincia quella delle interpolazioni, ricostruzioni utili a far capire come funzionavano le cose in un determinato luogo in un determinato momento. Dal punto di vista dell’archeologo dei paesaggi, possiamo identificare tre fasi principali di sviluppo teorico: la archeologia geografica di tradizione britannica, fra la fine dell’Ottocento e gli anni ’50; la archeologia processuale, alla quale si deve una profonda innovazione nel campo degli approcci metodologici e dei protocolli di indagine; le correnti post-processualiste, che, partendo da giuste critiche, hanno portato a un prevalere dei tematismi sulla diacronia, a detrimento della profondità storica. Oggi si parla, piuttosto, di una “archeologia (globale) dei paesaggi”, un’archeologia capace, fra le molte cose, di restituire tangibilità tridimensionale al passato. The modern Landscape Archaeology has had a close relationship with the medieval archaeology, since its beginnings. The history of the journal "Medieval Archaeology" emphasizes this two-way relationship. The contemporary Landscape Archaeologists start, obviously, from the document, considered in its entirety. The following operations can be based on the grammar of the integration with the aim to reconstruct the features that an object-tool-building-space could play in the life of the community. Finally, there is the grammar of interpolations, reconstructions useful to understand how things work in a particular place at a particular time. From the point of view of the Landscape Archaeologist, we can identify three main stages of theoretical development: a geographical archaeology, of British tradition, between the late nineteenth and early 50s; the processual archaeology, to whom we owe a deep renewal in the field of methodological approaches and investigation procedures; the current post-processualist trends, which, starting from a justified criticism, led to a predominance of themes on diachrony, to the detriment of historical depth. Today we speak rather of an "Global Landscape Archaeology", an archaeology able, among many things, to recover ideally the three-dimensionality of the past.

Cambi, F. (2014). Archeologia medievale e storia e archeologia dei paesaggi. ARCHEOLOGIA MEDIEVALE, 40, 63-73.

Archeologia medievale e storia e archeologia dei paesaggi

CAMBI, FRANCO
2014

Abstract

La moderna archeologia dei paesaggi ha avuto un rapporto stretto con la archeologia medievale, fin dalla sua nascita. La storia stessa della rivista “Archeologia Medievale” enfatizza questo rapporto biunivoco. L’archeologo dei paesaggi contemporaneo parte, immancabilmente, dal documento, considerato nella sua globalità. Seguono le operazioni che possono essere fatte in base alla grammatica dell’integrazione ovvero la ricostruzione delle funzioni che un oggetto-strumento-edificio-spazio potevano svolgere all’interno della vita della comunità. Dove finisce la grammatica delle ricostruzioni comincia quella delle interpolazioni, ricostruzioni utili a far capire come funzionavano le cose in un determinato luogo in un determinato momento. Dal punto di vista dell’archeologo dei paesaggi, possiamo identificare tre fasi principali di sviluppo teorico: la archeologia geografica di tradizione britannica, fra la fine dell’Ottocento e gli anni ’50; la archeologia processuale, alla quale si deve una profonda innovazione nel campo degli approcci metodologici e dei protocolli di indagine; le correnti post-processualiste, che, partendo da giuste critiche, hanno portato a un prevalere dei tematismi sulla diacronia, a detrimento della profondità storica. Oggi si parla, piuttosto, di una “archeologia (globale) dei paesaggi”, un’archeologia capace, fra le molte cose, di restituire tangibilità tridimensionale al passato. The modern Landscape Archaeology has had a close relationship with the medieval archaeology, since its beginnings. The history of the journal "Medieval Archaeology" emphasizes this two-way relationship. The contemporary Landscape Archaeologists start, obviously, from the document, considered in its entirety. The following operations can be based on the grammar of the integration with the aim to reconstruct the features that an object-tool-building-space could play in the life of the community. Finally, there is the grammar of interpolations, reconstructions useful to understand how things work in a particular place at a particular time. From the point of view of the Landscape Archaeologist, we can identify three main stages of theoretical development: a geographical archaeology, of British tradition, between the late nineteenth and early 50s; the processual archaeology, to whom we owe a deep renewal in the field of methodological approaches and investigation procedures; the current post-processualist trends, which, starting from a justified criticism, led to a predominance of themes on diachrony, to the detriment of historical depth. Today we speak rather of an "Global Landscape Archaeology", an archaeology able, among many things, to recover ideally the three-dimensionality of the past.
Cambi, F. (2014). Archeologia medievale e storia e archeologia dei paesaggi. ARCHEOLOGIA MEDIEVALE, 40, 63-73.
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