Gennaio 2000: l’Adelphi pubblica la versione originale dei Diari di Vaslav Nizinskij. Il volume dell’Adelphi, Diari. Versione integrale , per una discutibile scelta editoriale contiene purtroppo la traduzione di soltanto tre dei quattro quaderni scritti dal danzatore tra il 19 gennaio e il 4 marzo 1919 nell’isolamento della sua casa svizzera di Saint-Moritz. Sono così passati poco più di vent’anni dalla pubblicazione italiana del Diario di Nijinskj (Adelphi 1979) , una traduzione della prima edizione del 1936 curata dalla moglie del danzatore, Romola de Pulszky, che come si scoprì solo più tardi aveva operato sui manoscritti una vera e propria censura . Dopo il 1978, anno della morte di Romola, i manoscritti di Nizinskij sono stati oggetto di vicende non sempre lineari e di numerosi passaggi di mano. Hanno viaggiato tra l’Inghilterra, gli Stati Uniti e la Svezia, sempre blindati dal rigoroso dettato testamentario della moglie del danzatore che ne impediva la pubblicazione e ne rendeva difficile l’accesso agli studiosi. Soltanto all’inizio degli anni Novanta, la seconda figlia di Nizinskij, Tamara, dà il via libera alla pubblicazione integrale in francese dei primi tre quaderni (Cahiers, Parigi 1995) . Per la pubblicazione completa bisognerà invece aspettare il 1999 quando, curato da Joan Acocella, esce negli Stati Uniti The Diary of Nijinsky. Unexpurgated Edition che comprende finalmente anche il quarto quaderno di lettere e poesie. Sin da subito, nelle ore che seguirono il suo ultimo spettacolo "Matrimonio con Dio", Nizinskij è trascinato da un’autentica passione per la scrittura. Vi si dedica intensamente, totalmente. Avviene come un travaso di energie creative dalla scena desiderata e assente, -- impossibilitato com’è per il momento a rientrare nel circuito dello spettacolo -- alla docile disponibilità della pagina vuota. L’importanza di questo fatto è stata a lungo sottovalutata. Fino a poco tempo fa gli storici della danza hanno considerato i Diari una testimonianza umana straordinaria ma fondamentalmente estranea all’arte come se il Nizinskij scrittore appartenesse ormai a un altro dominio, a qualcosa che andava al di là anche della letteratura autobiografia entrando nel territorio di esclusiva competenza degli studi psichiatrici. I Diari in effetti si rivelarono un viatico per la malattia mentale. L’ultimo quaderno si conclude il giorno del viaggio a Basilea che segna l’inizio dell’ ospedalizzazione di Nizinskij. Ma è proprio la coincidenza tra l’ingresso nella pagina e l’uscita dalle scene che rende i quattro quaderni un documento teatrale straordinario se si accetta di considerare la storia della danza anche come storia dei processi creativi e non solo come storia degli spettacoli.

DI BERNARDI, V. (2001). Il Nizinskij dei diari non censurati. Nuove prospettive. CULTURE TEATRALI, 4, 137-164.

Il Nizinskij dei diari non censurati. Nuove prospettive

DI BERNARDI, VITO
2001

Abstract

Gennaio 2000: l’Adelphi pubblica la versione originale dei Diari di Vaslav Nizinskij. Il volume dell’Adelphi, Diari. Versione integrale , per una discutibile scelta editoriale contiene purtroppo la traduzione di soltanto tre dei quattro quaderni scritti dal danzatore tra il 19 gennaio e il 4 marzo 1919 nell’isolamento della sua casa svizzera di Saint-Moritz. Sono così passati poco più di vent’anni dalla pubblicazione italiana del Diario di Nijinskj (Adelphi 1979) , una traduzione della prima edizione del 1936 curata dalla moglie del danzatore, Romola de Pulszky, che come si scoprì solo più tardi aveva operato sui manoscritti una vera e propria censura . Dopo il 1978, anno della morte di Romola, i manoscritti di Nizinskij sono stati oggetto di vicende non sempre lineari e di numerosi passaggi di mano. Hanno viaggiato tra l’Inghilterra, gli Stati Uniti e la Svezia, sempre blindati dal rigoroso dettato testamentario della moglie del danzatore che ne impediva la pubblicazione e ne rendeva difficile l’accesso agli studiosi. Soltanto all’inizio degli anni Novanta, la seconda figlia di Nizinskij, Tamara, dà il via libera alla pubblicazione integrale in francese dei primi tre quaderni (Cahiers, Parigi 1995) . Per la pubblicazione completa bisognerà invece aspettare il 1999 quando, curato da Joan Acocella, esce negli Stati Uniti The Diary of Nijinsky. Unexpurgated Edition che comprende finalmente anche il quarto quaderno di lettere e poesie. Sin da subito, nelle ore che seguirono il suo ultimo spettacolo "Matrimonio con Dio", Nizinskij è trascinato da un’autentica passione per la scrittura. Vi si dedica intensamente, totalmente. Avviene come un travaso di energie creative dalla scena desiderata e assente, -- impossibilitato com’è per il momento a rientrare nel circuito dello spettacolo -- alla docile disponibilità della pagina vuota. L’importanza di questo fatto è stata a lungo sottovalutata. Fino a poco tempo fa gli storici della danza hanno considerato i Diari una testimonianza umana straordinaria ma fondamentalmente estranea all’arte come se il Nizinskij scrittore appartenesse ormai a un altro dominio, a qualcosa che andava al di là anche della letteratura autobiografia entrando nel territorio di esclusiva competenza degli studi psichiatrici. I Diari in effetti si rivelarono un viatico per la malattia mentale. L’ultimo quaderno si conclude il giorno del viaggio a Basilea che segna l’inizio dell’ ospedalizzazione di Nizinskij. Ma è proprio la coincidenza tra l’ingresso nella pagina e l’uscita dalle scene che rende i quattro quaderni un documento teatrale straordinario se si accetta di considerare la storia della danza anche come storia dei processi creativi e non solo come storia degli spettacoli.
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