In questo articolo vengono presentati i risultati ottenuti nell’ambito della collaborazione fra il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena e il laboratorio CIRCE (Centro di Ricerche Isotopiche per i Beni Ambientali e Culturali). Oggetto del presente studio è la caratterizzazione di scansioni cronologiche mediante l’utilizzo di datazioni al radiocarbonio con spettrometria di massa con acceleratore. Il sito analizzato è situato nel comune di San Giovanni d’Asso (SI) in località Pieve di Pava. Il sito di Pava è un contesto plurifrequentato, la cui cronologia si estende dal periodo etrusco al pieno Medioevo. Le due campagne svolte hanno messo in luce una chiesa in vita dal VI al XII secolo, un cimitero datato tra X e XIII secolo ed una fornace probabilmente precedente alla fine dell’VIII secolo. Queste scansioni cronologiche derivano dalle datazioni radiocarboniche realizzate a partire dalla prima campagna 2004 su campioni scelti in base ai rapporti stratigrafici e che sono state poi confrontate con risultati ottenuti da sistemi di datazione tradizionali. Il sito archeologico di Pava, per l’assenza di elementi archeologici datanti, rientra in una tipologia di siti che trae particolare beneficio dall’utilizzo della datazione radiocarbonica. Le cronologie sopra indicate derivano dalla datazione radiocarbonica di 12 campioni di carboni e ossa umane selezionati nella prima campagna di scavo, alle quali è stata agganciata la sequenza stratigrafica. La cronologia proposta per la fondazione della chiesa si basa sulla datazione radiocarbonica (427- 533 AD) di uno strato sul quale si impostano gli elementi riconosciuti come i più antichi, permettendo di collocare la costruzione dell’edificio tra V e VI secolo. Il dato conferma la precedente e debole ipotesi formulata solo sulla base di confronti con chiese scavate in altre aree della penisola. Altrettanto utile si è rivelata la datazione di un campione di carbone proveniente dal crollo della fornace che ha fornito un scansione compresa fra VIII e IX secolo, indicando una vita produttiva sicuramente precedente a tale periodo. Ciò ha permesso di spostare molto in avanti l’ultimo estremo cronologico di una struttura che utilizza caratteri costruttivi di tradizione romana. Fondamentale, infine, si è rivelata la datazione dei campioni osteologici provenienti dalle sepolture del cimitero. Considerate l’ampiezza dell’area cimiteriale, l’omogeneità delle stratigrafie e l’assenza di reperti archeologici, senza le analisi al radiocarbonio non sarebbe stato possibile ottenere riferimenti cronologici sufficientemente utili.

Campana, S., Felici, C., Francovich, R., Marasco, L., Lubritto, C., Passariello, I., et al. (2007). L’utilizzo delle datazioni al radiocarbonio nel sito archeologico di Pava. In Atti AIAR (pp.725-736).

L’utilizzo delle datazioni al radiocarbonio nel sito archeologico di Pava

CAMPANA, STEFANO;FELICI, CRISTINA;
2007

Abstract

In questo articolo vengono presentati i risultati ottenuti nell’ambito della collaborazione fra il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena e il laboratorio CIRCE (Centro di Ricerche Isotopiche per i Beni Ambientali e Culturali). Oggetto del presente studio è la caratterizzazione di scansioni cronologiche mediante l’utilizzo di datazioni al radiocarbonio con spettrometria di massa con acceleratore. Il sito analizzato è situato nel comune di San Giovanni d’Asso (SI) in località Pieve di Pava. Il sito di Pava è un contesto plurifrequentato, la cui cronologia si estende dal periodo etrusco al pieno Medioevo. Le due campagne svolte hanno messo in luce una chiesa in vita dal VI al XII secolo, un cimitero datato tra X e XIII secolo ed una fornace probabilmente precedente alla fine dell’VIII secolo. Queste scansioni cronologiche derivano dalle datazioni radiocarboniche realizzate a partire dalla prima campagna 2004 su campioni scelti in base ai rapporti stratigrafici e che sono state poi confrontate con risultati ottenuti da sistemi di datazione tradizionali. Il sito archeologico di Pava, per l’assenza di elementi archeologici datanti, rientra in una tipologia di siti che trae particolare beneficio dall’utilizzo della datazione radiocarbonica. Le cronologie sopra indicate derivano dalla datazione radiocarbonica di 12 campioni di carboni e ossa umane selezionati nella prima campagna di scavo, alle quali è stata agganciata la sequenza stratigrafica. La cronologia proposta per la fondazione della chiesa si basa sulla datazione radiocarbonica (427- 533 AD) di uno strato sul quale si impostano gli elementi riconosciuti come i più antichi, permettendo di collocare la costruzione dell’edificio tra V e VI secolo. Il dato conferma la precedente e debole ipotesi formulata solo sulla base di confronti con chiese scavate in altre aree della penisola. Altrettanto utile si è rivelata la datazione di un campione di carbone proveniente dal crollo della fornace che ha fornito un scansione compresa fra VIII e IX secolo, indicando una vita produttiva sicuramente precedente a tale periodo. Ciò ha permesso di spostare molto in avanti l’ultimo estremo cronologico di una struttura che utilizza caratteri costruttivi di tradizione romana. Fondamentale, infine, si è rivelata la datazione dei campioni osteologici provenienti dalle sepolture del cimitero. Considerate l’ampiezza dell’area cimiteriale, l’omogeneità delle stratigrafie e l’assenza di reperti archeologici, senza le analisi al radiocarbonio non sarebbe stato possibile ottenere riferimenti cronologici sufficientemente utili.
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