Il lavoro si inserisce nelle ricerche che l’Autore ha condotto in questi anni sulla comunità di Bientina per la pubblicazione di un’ampia monografia, ampliando un aspetto che nella trattazione dell’evoluzione demografica della comunità era rimasto appena accennato. Partendo dall’analisi delle difficili condizioni igienico-sanitarie dell’insediamento, emerse con particolare gravità già agli inizi del XVII secolo e dovute alle difficoltà dell’impianto urbanistico di origine medievale di contenere l’aumento della popolazione determinatosi nella seconda metà del XVI secolo, il testo mira a ricostruire i difficili anni di crisi fra il 1629-32 quando alle avverse condizioni metereologiche – acuite dal fragile equilibrio idraulico di una zona umida particolarmente complessa – si sommarono anni di cattivi raccolti e di fame, ma soprattutto l’insorgere della grave epidemia di peste che colpì la Toscana, con cadenze diverse, fra il 1630 e il 1632. La ricostruzione della tragica emergenza sanitaria – condotta su fonti d’archivio locali e sui carteggi con gli uffici di Sanità di Firenze e Pisa – disegna la cronaca drammatica di quegli anni, le dinamiche economiche e sociali, evidenziando il quadro delle tipiche crisi di mortalità dell’Europa del ‘600 in un ristretto e particolare microcosmo locale.

Zagli, A. (1996). La cronaca di una maledizione: la peste del 1631 a Bientina. ERBA D'ARNO, 64-65, 31-57.

La cronaca di una maledizione: la peste del 1631 a Bientina

ZAGLI, ANDREA
1996

Abstract

Il lavoro si inserisce nelle ricerche che l’Autore ha condotto in questi anni sulla comunità di Bientina per la pubblicazione di un’ampia monografia, ampliando un aspetto che nella trattazione dell’evoluzione demografica della comunità era rimasto appena accennato. Partendo dall’analisi delle difficili condizioni igienico-sanitarie dell’insediamento, emerse con particolare gravità già agli inizi del XVII secolo e dovute alle difficoltà dell’impianto urbanistico di origine medievale di contenere l’aumento della popolazione determinatosi nella seconda metà del XVI secolo, il testo mira a ricostruire i difficili anni di crisi fra il 1629-32 quando alle avverse condizioni metereologiche – acuite dal fragile equilibrio idraulico di una zona umida particolarmente complessa – si sommarono anni di cattivi raccolti e di fame, ma soprattutto l’insorgere della grave epidemia di peste che colpì la Toscana, con cadenze diverse, fra il 1630 e il 1632. La ricostruzione della tragica emergenza sanitaria – condotta su fonti d’archivio locali e sui carteggi con gli uffici di Sanità di Firenze e Pisa – disegna la cronaca drammatica di quegli anni, le dinamiche economiche e sociali, evidenziando il quadro delle tipiche crisi di mortalità dell’Europa del ‘600 in un ristretto e particolare microcosmo locale.
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