Il contributo è dedicato alla ricostruzione e all’indagine storica degli intrecci dinastici, politici e religiosi miranti ad un progetto di “rifondazione occidentale” di Bisanzio nel XV secolo. Il progetto di un “salvataggio occidentale di Bisanzio” in Morea – sviluppato tra gli anni Venti e Settanta del Quattrocento, promosso in particolar modo da Bessarione e da Enea Silvio Piccolomini, sfociato infine nella sfortunata spedizione antiturca condotta dopo la morte del pontefice da Sigismondo Pandolfo Malatesta — prese avvio dall’alleanza matrimoniale fra Teodoro II Paleologo e Cleopa Malatesta. La sepoltura di quest’ultima, dedicataria di un tombeau poetico bessarioneo conservato nel codice Marc. gr. 533, si lega fra l’altro all’enigmatica identificazione della cosiddetta “mummia di Mistrà”. L’analisi della vicenda politico-dinastica interessa successivamente la permanenza in Italia di Tommaso Paleologo: legittimo erede e sovrano in pectore della Nuova Bisanzio immaginato nel progetto per la riconquista della Morea promosso da Pio II, fu oggetto, oltreché di cruciali aspettative politiche, di committenze artistiche di peculiare pregnanza simbolica. In effetti non solo la figura di Tommaso, ma l’insieme delle vicissitudini politiche e dinastiche di cui sopra trovano riflesso nella maggiore pittura italiana coeva: gli elementi storici ricordati permettono in particolare un’approfondita analisi iconografica (supportata dalle tavole illustrative in appendice) del più importante prodotto dell’atmosfera filobizantina dell’epoca – e manifesto dell’impresa politico-religiosa occidentale contro i turchi –, la Flagellazione di Piero della Francesca. L’impresa sarà tuttavia destinata a fallire e sarà così che, dopo il mancato “salvataggio occidentale” di Bisanzio, l’eredità giuridico-istituzionale, politica, ecclesiastica, ideologica e per certi versi lo stile di vita stesso di Bisanzio si trasmetteranno al granducato di Mosca: le nozze tra Zoe Paleologina e Ivan III Vasilevič segneranno il definitivo tramonto del progetto di unificazione tra prima e seconda Roma e la nascita della Terza Roma. The essay investigates and reconstructs the dynastic, political, and religious intricacies involved in the “Western re-foundation” of Byzantium project in the 15th century. The plan for the “Western salvage of Byzantium” in Morea – developed between the 1420s and 1460s, promoted with particular energy by Bessarion and Aeneas Sylvius Piccolomini (Pius II), and resulting in the failed anti-Turk expedition led by Sigismondo Pandolfo Malatesta after the Pope’s death – began with the marriage of Theodore II Palaeologus and Cleopa Malatesta. The death and burial of the latter, dedicatee of a verse tombeau by Bessarion preserved in M. Marc. gr. 533, may be connected to the mysterious identification of the so-called “Mystras mummy.” Analysis of the political and dynastic events focuses subsequently on the Italian sojourn of Thomas Palaeologus. As legitimate heir and sovereign in pectore of the New Byzantium envisaged in the plan to re-conquer the Morea promoted by Pius II, he was the subject of both crucial political expectations and artistic commissions laden with unusual symbolism. In effect, the figure of Thomas and concomitant political and dynastic events are reflected in the major Italian paintings of the period. The historical elements allow us, in particular, a deeper iconographic analysis (documented by illustrations in the appendix) of the most important product of the philo-Byzantine atmosphere of the period – and manifest in the Western political and religious enterprise against the Turks – Piero della Francesca’s Flagellation of Christ. The undertaking, however, was destined to fail and so, after the abortive “Western salvage” of Byzantium, this is how the juridical, institutional, political, ecclesiastical, and ideological legacy - and, in certain ways, the very Byzantine way of life - moves to the Grand Duchy of Moscow. The marriage of Zoe Palaeologina and Ivan III (The Great) Vasilyevich marks the definitive decline of the plan to reunite the First and Second Rome with the birth of the Third Rome.

Ronchey, S. (2000). Malatesta/Paleologhi. Un'alleanza dinastica per rifondare Bisanzio nel quindicesimo secolo. BYZANTINISCHE ZEITSCHRIFT, 93(II), 521-567.

Malatesta/Paleologhi. Un'alleanza dinastica per rifondare Bisanzio nel quindicesimo secolo

RONCHEY, SILVIA
2000

Abstract

Il contributo è dedicato alla ricostruzione e all’indagine storica degli intrecci dinastici, politici e religiosi miranti ad un progetto di “rifondazione occidentale” di Bisanzio nel XV secolo. Il progetto di un “salvataggio occidentale di Bisanzio” in Morea – sviluppato tra gli anni Venti e Settanta del Quattrocento, promosso in particolar modo da Bessarione e da Enea Silvio Piccolomini, sfociato infine nella sfortunata spedizione antiturca condotta dopo la morte del pontefice da Sigismondo Pandolfo Malatesta — prese avvio dall’alleanza matrimoniale fra Teodoro II Paleologo e Cleopa Malatesta. La sepoltura di quest’ultima, dedicataria di un tombeau poetico bessarioneo conservato nel codice Marc. gr. 533, si lega fra l’altro all’enigmatica identificazione della cosiddetta “mummia di Mistrà”. L’analisi della vicenda politico-dinastica interessa successivamente la permanenza in Italia di Tommaso Paleologo: legittimo erede e sovrano in pectore della Nuova Bisanzio immaginato nel progetto per la riconquista della Morea promosso da Pio II, fu oggetto, oltreché di cruciali aspettative politiche, di committenze artistiche di peculiare pregnanza simbolica. In effetti non solo la figura di Tommaso, ma l’insieme delle vicissitudini politiche e dinastiche di cui sopra trovano riflesso nella maggiore pittura italiana coeva: gli elementi storici ricordati permettono in particolare un’approfondita analisi iconografica (supportata dalle tavole illustrative in appendice) del più importante prodotto dell’atmosfera filobizantina dell’epoca – e manifesto dell’impresa politico-religiosa occidentale contro i turchi –, la Flagellazione di Piero della Francesca. L’impresa sarà tuttavia destinata a fallire e sarà così che, dopo il mancato “salvataggio occidentale” di Bisanzio, l’eredità giuridico-istituzionale, politica, ecclesiastica, ideologica e per certi versi lo stile di vita stesso di Bisanzio si trasmetteranno al granducato di Mosca: le nozze tra Zoe Paleologina e Ivan III Vasilevič segneranno il definitivo tramonto del progetto di unificazione tra prima e seconda Roma e la nascita della Terza Roma. The essay investigates and reconstructs the dynastic, political, and religious intricacies involved in the “Western re-foundation” of Byzantium project in the 15th century. The plan for the “Western salvage of Byzantium” in Morea – developed between the 1420s and 1460s, promoted with particular energy by Bessarion and Aeneas Sylvius Piccolomini (Pius II), and resulting in the failed anti-Turk expedition led by Sigismondo Pandolfo Malatesta after the Pope’s death – began with the marriage of Theodore II Palaeologus and Cleopa Malatesta. The death and burial of the latter, dedicatee of a verse tombeau by Bessarion preserved in M. Marc. gr. 533, may be connected to the mysterious identification of the so-called “Mystras mummy.” Analysis of the political and dynastic events focuses subsequently on the Italian sojourn of Thomas Palaeologus. As legitimate heir and sovereign in pectore of the New Byzantium envisaged in the plan to re-conquer the Morea promoted by Pius II, he was the subject of both crucial political expectations and artistic commissions laden with unusual symbolism. In effect, the figure of Thomas and concomitant political and dynastic events are reflected in the major Italian paintings of the period. The historical elements allow us, in particular, a deeper iconographic analysis (documented by illustrations in the appendix) of the most important product of the philo-Byzantine atmosphere of the period – and manifest in the Western political and religious enterprise against the Turks – Piero della Francesca’s Flagellation of Christ. The undertaking, however, was destined to fail and so, after the abortive “Western salvage” of Byzantium, this is how the juridical, institutional, political, ecclesiastical, and ideological legacy - and, in certain ways, the very Byzantine way of life - moves to the Grand Duchy of Moscow. The marriage of Zoe Palaeologina and Ivan III (The Great) Vasilyevich marks the definitive decline of the plan to reunite the First and Second Rome with the birth of the Third Rome.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11365/40834
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