Articolato su due fronti il saggio “Sereni e Lugano. Una poesia e una prosa” di Laura Barile, in cui la studiosa vuole celebrare il poeta di Lugano, proprio rifacendosi a due suoi testi, che rievocano la sua realtà più prossima, la città frontaliera, la duplicità delle lingue, delle genti e delle culture, che in lui si fondono e diventano emozione e conoscenza, passato e presente, memoria e storia. Storia più privata e personale quella ricostruita nella poesia “Addio Lugano bella” del 1970, che richiama il titolo della celebre canzone anarchica di Pietro Gori, in cui il poeta percorre una strada, frastornato dal ricordo di una donna, che gli si è negata, dall’improvvisa nevicata notturna, che richiama la primavera di là da venire, da certe reminiscenze misteriose, le figure di un dipinto amato e mai più ritrovato; storia più propriamente tale quella che, nel discorso sul Petrarca pronunciato presso la Biblioteca di Lugano nel 1974, ricostruisce il rapporto amoroso, da amor de lonh, tra Francesco e Laura, presso le sorgenti del Sorga, luogo che richiama altri luoghi, altri scrittori ed artisti, come Cezanne, Char, Heidegger, in un rimando costante ed incessante.

Barile, L. (2010). Sereni e Lugano. Una poesia e una prosa. LETTERE ITALIANE, gennaio-marzo(1), 69-88.

Sereni e Lugano. Una poesia e una prosa

BARILE, LAURA
2010

Abstract

Articolato su due fronti il saggio “Sereni e Lugano. Una poesia e una prosa” di Laura Barile, in cui la studiosa vuole celebrare il poeta di Lugano, proprio rifacendosi a due suoi testi, che rievocano la sua realtà più prossima, la città frontaliera, la duplicità delle lingue, delle genti e delle culture, che in lui si fondono e diventano emozione e conoscenza, passato e presente, memoria e storia. Storia più privata e personale quella ricostruita nella poesia “Addio Lugano bella” del 1970, che richiama il titolo della celebre canzone anarchica di Pietro Gori, in cui il poeta percorre una strada, frastornato dal ricordo di una donna, che gli si è negata, dall’improvvisa nevicata notturna, che richiama la primavera di là da venire, da certe reminiscenze misteriose, le figure di un dipinto amato e mai più ritrovato; storia più propriamente tale quella che, nel discorso sul Petrarca pronunciato presso la Biblioteca di Lugano nel 1974, ricostruisce il rapporto amoroso, da amor de lonh, tra Francesco e Laura, presso le sorgenti del Sorga, luogo che richiama altri luoghi, altri scrittori ed artisti, come Cezanne, Char, Heidegger, in un rimando costante ed incessante.
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