Molti sono gli studi condotti su Sivlio Berlusconi, ex primo ministro italiano, e sul Berlusconismo. Alcuni di questi indagano la peculiare relazione tra sesso e politica e gli elementi sessisti, che hanno caratterizzato tanto quel regime quanto i comportamenti, pubblici e privati, di Berlusconi. Tuttavia, la crescente attenzione per la cosiddetta «questione femminile», entro le analisi della fenomenologia e del successo del Berlusconismo, raramente si accompagnano ad un’attenzione per i modelli di genere e di relazione fra sessi promossi dai programmi della televisione generalista e da quella di Mediaset in particolare. Il saggio tenta di offrire un contributo in questa direzione, assumendo come punto di osservazione due fasi precise: l’esordio delle TV privata e la cosiddetta “makeover television”, una delle ultime e più seguite varianti del filone dei reality show, che ha trovato nelle reti Mediaset il principale veicolo di diffusione. Si mostra come queste due fasi rappresentino emblematicamente i trent’anni che le separano e condensino i tratti maschilisti, consumisti e neoliberisti dispiegati dalla tradizione televisiva che è andata costituendosi. Attraverso l’analisi dei casi di studio scelti, si mostra inoltre l’intrinseca coerenza, per logiche e risultati, tra l’attività di produzione simbolica realizzata dai programmi televisivi e quella messa in atto dall’apparato propagandistico di Berlusconi. Infine, lo sguardo si allarga alla comunicazione mediatica, pubblicitaria, politica dell’Italia contemporanea, per sottolinearne la continuità con i modelli di femminilità, di virilità e di rapporto fra i sessi che le etiche e le estetiche del Berlusconismo hanno contribuito a plasmare. Per l’analisi si impiegano le chiavi di lettura fornite dagli studi – culturali, filosofici, storici – su Berlusconi e sul Berlusconismo e i modelli interpretativi prodotti recentemente nell’ambito dei Cultural Media Studies e della Critica mediale femminista (Gill 2004; McRobbie 2004; Tasker et. al. 2007, Gill et. al. 2011).

Giomi, E. (2012). Da Drive in alla Makeover Television. Modelli di femminilità e di rapporto fra i sessi nella TV berlusconiana (e non). STUDI CULTURALI(I/2012), 3-27.

Da Drive in alla Makeover Television. Modelli di femminilità e di rapporto fra i sessi nella TV berlusconiana (e non)

GIOMI, ELISA
2012

Abstract

Molti sono gli studi condotti su Sivlio Berlusconi, ex primo ministro italiano, e sul Berlusconismo. Alcuni di questi indagano la peculiare relazione tra sesso e politica e gli elementi sessisti, che hanno caratterizzato tanto quel regime quanto i comportamenti, pubblici e privati, di Berlusconi. Tuttavia, la crescente attenzione per la cosiddetta «questione femminile», entro le analisi della fenomenologia e del successo del Berlusconismo, raramente si accompagnano ad un’attenzione per i modelli di genere e di relazione fra sessi promossi dai programmi della televisione generalista e da quella di Mediaset in particolare. Il saggio tenta di offrire un contributo in questa direzione, assumendo come punto di osservazione due fasi precise: l’esordio delle TV privata e la cosiddetta “makeover television”, una delle ultime e più seguite varianti del filone dei reality show, che ha trovato nelle reti Mediaset il principale veicolo di diffusione. Si mostra come queste due fasi rappresentino emblematicamente i trent’anni che le separano e condensino i tratti maschilisti, consumisti e neoliberisti dispiegati dalla tradizione televisiva che è andata costituendosi. Attraverso l’analisi dei casi di studio scelti, si mostra inoltre l’intrinseca coerenza, per logiche e risultati, tra l’attività di produzione simbolica realizzata dai programmi televisivi e quella messa in atto dall’apparato propagandistico di Berlusconi. Infine, lo sguardo si allarga alla comunicazione mediatica, pubblicitaria, politica dell’Italia contemporanea, per sottolinearne la continuità con i modelli di femminilità, di virilità e di rapporto fra i sessi che le etiche e le estetiche del Berlusconismo hanno contribuito a plasmare. Per l’analisi si impiegano le chiavi di lettura fornite dagli studi – culturali, filosofici, storici – su Berlusconi e sul Berlusconismo e i modelli interpretativi prodotti recentemente nell’ambito dei Cultural Media Studies e della Critica mediale femminista (Gill 2004; McRobbie 2004; Tasker et. al. 2007, Gill et. al. 2011).
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