Le elaborazioni effettuate per il territorio della Toscana meridionale hanno consentito di pervenire ad una valutazione attendibile della sua potenzialità idrica superficiale e sotterranea; ciò risulta particolarmente importante in quanto permette di contenere i prelievi d'acqua entro i limiti propri di rinnovabilità delle risorse, evitando pericolosi sovrasfruttamenti, e di ripartire gli stessi prelievi in funzione delle effettive disponibilità idriche dei singoli domini. È stato anche evidenziato come l’intervento antropico sul ciclo dell’acqua sia capace di variare sensibilmente la reale ripartizione delle risorse idriche; gli Enti preposti alla gestione del territorio dovranno quindi mettere a punto un sistema di rilevamento di informazioni attendibili su usi e spostamenti di quantitativi d’acqua. Lo studio ha anche consentito di riconoscervi un’evoluzione climatica caratterizzata da un probabile trend verso la diminuzione delle risorse idriche potenziali rinnovabili, che è sostanzialmente legato alla diminuzione delle precipitazioni totali annue in quanto le variazioni osservate di temperatura contribuiscono a provocare solo oscillazioni di minore entità dell'evapotraspirazione reale; è probabile che ciò si sia variamente distribuito nelle stagioni (Barazzuoli et al., 2002), con trend diversi come segno e verso nelle varie località, con il risultato di una variazione tendenziale che penalizza le stagioni di transizione (forte diminuzione delle piogge autunnali e delle temperature primaverili, accanto all'aumento delle temperature autunnali). La risorsa idrica disponibile appare comunque adeguata a soddisfare le richieste attuali e future dei vari utilizzatori. Anche se al momento non sono note valutazioni aggiornate e complessive sulla domanda idrica, si può però ricordare che i fabbisogni previsti nei prossimi decenni nei bacini del fiumi Ombrone e Bruna sono pari a 90-95•106 m3/anno per l’uso idropotabile, industriale ed i servizi ed a 50-55•106 m3/anno per l’uso agricolo, per un totale di 140-150•106 m3/anno (CLES, 1991); per gli stessi bacini, i risultati ottenuti nel presente studio indicano una disponibilità media attuale di circa 1000•106 m3/anno di risorsa totale potenziale rinnovabile, con previsioni di circa 900•106 m3/anno per il trentennio 1996-2025 (-8 %). Anche se le risorse idriche coincidono, in definitiva, con i volumi d'acqua utilizzabili senza che ciò possa provocare forti squilibri al ciclo idrologico naturale, è evidente che nel territorio della Toscana meridionale la disponibilità idrica totale potenziale (attualmente pari in media a circa 1800•106 m3/anno, con previsioni al 1996-2025 di circa 1700•106 m3/anno) è ampiamente superiore alla domanda e lo sarà anche nei prossimi anni; ad esempio, il Piano d’Ambito nell’Ombrone (A.A.T.O. 6, 1999) prevede un fabbisogno di 55•106 m3/anno al 2020 (per l’uso idropotabile, con una dotazione media di 400 l/giorno per abitante). Pertanto, i problemi ricorrenti di mancanza d’acqua, riduzione della qualità chimica, ecc.. sono unicamente la conseguenza di una non corretta gestione delle risorse che trova il suo fondamento su ampie lacune conoscitive di tipo idrogeologico e su uno sfruttamento troppo “ingegneristico-minerario” degli acquiferi. A questo riguardo, il recente avvio delle attività dell’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale e dell’Autorità di Bacino dell’Ombrone costituisce senz’altro un passo fondamentale nella direzione della tutela e conservazione delle risorse idriche superficiali e sotterranee della Toscana meridionale, direzione che va però mantenuta con impegno e coerenza anche negli anni a venire. In altre parole, un vero e proprio salto di qualità nelle conoscenze è possibile solo attraverso la messa a punto e la realizzazione di un adeguato sforzo organizzativo ed economico da parte degli Enti gestori del territorio e delle sue risorse, prima fra tutte quella idrica.

Barazzuoli, P., Mocenni, B., Nocchi, M., Rigati, R., Salleolini, M. (2004). Risorse idriche nella Toscana meridionale. ETRURIANATURA, 1, 41-54.

Risorse idriche nella Toscana meridionale

BARAZZUOLI, P.;RIGATI, R.;SALLEOLINI, M.
2004-01-01

Abstract

Le elaborazioni effettuate per il territorio della Toscana meridionale hanno consentito di pervenire ad una valutazione attendibile della sua potenzialità idrica superficiale e sotterranea; ciò risulta particolarmente importante in quanto permette di contenere i prelievi d'acqua entro i limiti propri di rinnovabilità delle risorse, evitando pericolosi sovrasfruttamenti, e di ripartire gli stessi prelievi in funzione delle effettive disponibilità idriche dei singoli domini. È stato anche evidenziato come l’intervento antropico sul ciclo dell’acqua sia capace di variare sensibilmente la reale ripartizione delle risorse idriche; gli Enti preposti alla gestione del territorio dovranno quindi mettere a punto un sistema di rilevamento di informazioni attendibili su usi e spostamenti di quantitativi d’acqua. Lo studio ha anche consentito di riconoscervi un’evoluzione climatica caratterizzata da un probabile trend verso la diminuzione delle risorse idriche potenziali rinnovabili, che è sostanzialmente legato alla diminuzione delle precipitazioni totali annue in quanto le variazioni osservate di temperatura contribuiscono a provocare solo oscillazioni di minore entità dell'evapotraspirazione reale; è probabile che ciò si sia variamente distribuito nelle stagioni (Barazzuoli et al., 2002), con trend diversi come segno e verso nelle varie località, con il risultato di una variazione tendenziale che penalizza le stagioni di transizione (forte diminuzione delle piogge autunnali e delle temperature primaverili, accanto all'aumento delle temperature autunnali). La risorsa idrica disponibile appare comunque adeguata a soddisfare le richieste attuali e future dei vari utilizzatori. Anche se al momento non sono note valutazioni aggiornate e complessive sulla domanda idrica, si può però ricordare che i fabbisogni previsti nei prossimi decenni nei bacini del fiumi Ombrone e Bruna sono pari a 90-95•106 m3/anno per l’uso idropotabile, industriale ed i servizi ed a 50-55•106 m3/anno per l’uso agricolo, per un totale di 140-150•106 m3/anno (CLES, 1991); per gli stessi bacini, i risultati ottenuti nel presente studio indicano una disponibilità media attuale di circa 1000•106 m3/anno di risorsa totale potenziale rinnovabile, con previsioni di circa 900•106 m3/anno per il trentennio 1996-2025 (-8 %). Anche se le risorse idriche coincidono, in definitiva, con i volumi d'acqua utilizzabili senza che ciò possa provocare forti squilibri al ciclo idrologico naturale, è evidente che nel territorio della Toscana meridionale la disponibilità idrica totale potenziale (attualmente pari in media a circa 1800•106 m3/anno, con previsioni al 1996-2025 di circa 1700•106 m3/anno) è ampiamente superiore alla domanda e lo sarà anche nei prossimi anni; ad esempio, il Piano d’Ambito nell’Ombrone (A.A.T.O. 6, 1999) prevede un fabbisogno di 55•106 m3/anno al 2020 (per l’uso idropotabile, con una dotazione media di 400 l/giorno per abitante). Pertanto, i problemi ricorrenti di mancanza d’acqua, riduzione della qualità chimica, ecc.. sono unicamente la conseguenza di una non corretta gestione delle risorse che trova il suo fondamento su ampie lacune conoscitive di tipo idrogeologico e su uno sfruttamento troppo “ingegneristico-minerario” degli acquiferi. A questo riguardo, il recente avvio delle attività dell’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale e dell’Autorità di Bacino dell’Ombrone costituisce senz’altro un passo fondamentale nella direzione della tutela e conservazione delle risorse idriche superficiali e sotterranee della Toscana meridionale, direzione che va però mantenuta con impegno e coerenza anche negli anni a venire. In altre parole, un vero e proprio salto di qualità nelle conoscenze è possibile solo attraverso la messa a punto e la realizzazione di un adeguato sforzo organizzativo ed economico da parte degli Enti gestori del territorio e delle sue risorse, prima fra tutte quella idrica.
2004
Barazzuoli, P., Mocenni, B., Nocchi, M., Rigati, R., Salleolini, M. (2004). Risorse idriche nella Toscana meridionale. ETRURIANATURA, 1, 41-54.
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