Nel corso della loro plurisecolare storia, i vari ordini religiosi hanno frequentemente avuto a disposizione ingenti ricchezze materiali da amministrare. A tutela di una corretta gestione le costituzioni e gli statuti interni di tali congregazioni, le cosiddette “regole”, fissavano numerose norme e fornivano molteplici indicazioni sulle loro modalità di amministrazione e sulle correlate esigenze di rendicontazione. Era indispensabile, pertanto, la presenza di apposite figure, istruite ed esperte nelle pratiche contabili. Prendendo spunto da tali considerazioni, questo studio presenta il legame tra il patrimonio di un monastero religioso e l’economo deputato alla sua gestione e controllo, nel ricostruire nei suoi tratti essenziali l’opera del padre benedettino Placido Maria Vannetti, “cellerario” del monastero di Monte Oliveto Maggiore tra il 1841 ed il 1872. Il fine auspicato è stato non solo quello di mostrare le peculiarità del sistema di documenti contabili da lui impiegato, ma anche di mettere in luce come il contributo del Vannetti sia stato di fondamentale rilevanza ai fini della salvaguardia e della conservazione di un patrimonio non solo materiale ma anche artistico di inestimabile valore, in un momento storico ricco di eventi drammatici e di repentini cambiamenti politici.

Barnabe', F. (2005). L’Ottocento Benedettino nella figura e nell’opera di un Padre Cellerario. CONTABILITÀ E CULTURA AZIENDALE, V(1), 95-109.

L’Ottocento Benedettino nella figura e nell’opera di un Padre Cellerario

BARNABE', FEDERICO
2005

Abstract

Nel corso della loro plurisecolare storia, i vari ordini religiosi hanno frequentemente avuto a disposizione ingenti ricchezze materiali da amministrare. A tutela di una corretta gestione le costituzioni e gli statuti interni di tali congregazioni, le cosiddette “regole”, fissavano numerose norme e fornivano molteplici indicazioni sulle loro modalità di amministrazione e sulle correlate esigenze di rendicontazione. Era indispensabile, pertanto, la presenza di apposite figure, istruite ed esperte nelle pratiche contabili. Prendendo spunto da tali considerazioni, questo studio presenta il legame tra il patrimonio di un monastero religioso e l’economo deputato alla sua gestione e controllo, nel ricostruire nei suoi tratti essenziali l’opera del padre benedettino Placido Maria Vannetti, “cellerario” del monastero di Monte Oliveto Maggiore tra il 1841 ed il 1872. Il fine auspicato è stato non solo quello di mostrare le peculiarità del sistema di documenti contabili da lui impiegato, ma anche di mettere in luce come il contributo del Vannetti sia stato di fondamentale rilevanza ai fini della salvaguardia e della conservazione di un patrimonio non solo materiale ma anche artistico di inestimabile valore, in un momento storico ricco di eventi drammatici e di repentini cambiamenti politici.
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