Il contributo prende le mosse da un raro documento (un lodo arbitrale) del marzo 1351 riguardante gli orafi Giacomo di Guerrino di Tondo e Giacomo di Tondo di Guerrino: si tratta,rispettivamente, del fratello e del figlio del celebre Tondino (o Tondo) di Guerrino, uno degli orafi più importanti attivi a Siena nei primi decenni del Trecento. Sulla base di un'attenta analisi del documento, si ipotizza che i due orafi siano ricorsi al lodo arbitrale in seguito alla morte di Tondino di Guerrino. Il lodo arbitrale conferma che i due orafi tengono bottega insieme. In base ad un altro documento del 1376, si ritiene che la bottega, alla morte dello zio, sia passata al nipote. Alla luce del contenuto del lodo arbitrale si approfondiscono alcune considerazioni, già espresse precedentemente (Cioni, 1998), in merito alla realizzazione del reliquiario della mano di Santa Lucia, firmato da Andrea di Petruccio e Giacomo di Tondino e donato da Gil de Albornoz alla cattedrale di Toledo. Successivamente ci si sofferma sulla possibile identificazione di Giacomo di Tondo (o Tondino) con l'orafo con lo stesso nome che firma - qualificandosi tuttavia come frate dell'ordine certosino- il reliquiario nel museo di Palazzo Venezia a Roma, il calice del Victoria and Albert Museum e che realizza, per l'Opera del Duomo di Siena, tra il 1406 e il 1408, il Crocifisso applicato su una rara croce di diaspro e la relativa montatura. Nell'ultima parte del contributo si presentano sei placchette che decorano il nodo di un piccolo calice di collezione privata, inedito, e si propone di inserire queste placchette nel corpus delle opere di Tondino di Guerrino, padre di Giacomo. Il contributo comprende un'appendice con tutti i documenti sinora noti relativi alla famiglia 'dei Tondi'.

Cioni, E. (2012). Nuove acquisizioni sulla bottega 'dei Tondi': un documento e alcuni smalti. OPERA NOMINA HISTORIAE, 2/3, 151-217.

Nuove acquisizioni sulla bottega 'dei Tondi': un documento e alcuni smalti

CIONI, ELISABETTA
2012

Abstract

Il contributo prende le mosse da un raro documento (un lodo arbitrale) del marzo 1351 riguardante gli orafi Giacomo di Guerrino di Tondo e Giacomo di Tondo di Guerrino: si tratta,rispettivamente, del fratello e del figlio del celebre Tondino (o Tondo) di Guerrino, uno degli orafi più importanti attivi a Siena nei primi decenni del Trecento. Sulla base di un'attenta analisi del documento, si ipotizza che i due orafi siano ricorsi al lodo arbitrale in seguito alla morte di Tondino di Guerrino. Il lodo arbitrale conferma che i due orafi tengono bottega insieme. In base ad un altro documento del 1376, si ritiene che la bottega, alla morte dello zio, sia passata al nipote. Alla luce del contenuto del lodo arbitrale si approfondiscono alcune considerazioni, già espresse precedentemente (Cioni, 1998), in merito alla realizzazione del reliquiario della mano di Santa Lucia, firmato da Andrea di Petruccio e Giacomo di Tondino e donato da Gil de Albornoz alla cattedrale di Toledo. Successivamente ci si sofferma sulla possibile identificazione di Giacomo di Tondo (o Tondino) con l'orafo con lo stesso nome che firma - qualificandosi tuttavia come frate dell'ordine certosino- il reliquiario nel museo di Palazzo Venezia a Roma, il calice del Victoria and Albert Museum e che realizza, per l'Opera del Duomo di Siena, tra il 1406 e il 1408, il Crocifisso applicato su una rara croce di diaspro e la relativa montatura. Nell'ultima parte del contributo si presentano sei placchette che decorano il nodo di un piccolo calice di collezione privata, inedito, e si propone di inserire queste placchette nel corpus delle opere di Tondino di Guerrino, padre di Giacomo. Il contributo comprende un'appendice con tutti i documenti sinora noti relativi alla famiglia 'dei Tondi'.
Cioni, E. (2012). Nuove acquisizioni sulla bottega 'dei Tondi': un documento e alcuni smalti. OPERA NOMINA HISTORIAE, 2/3, 151-217.
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