Lo sviluppo della contabilità macroeconomica è associato con la riflessione teorica e i problemi di politica economica. L'acquisizione dell'autonomia scientifica della disciplina h implicato la valorizzazione degli aspetti definitori e tecnico-statistici e la rarefazione dei legami con la teoria economica. L'analisi dei rapporti con la teoria economica non è pertanto soddisfacente. In genere, nella manualistica della contabilità nazionale questo momento non trova adeguata trattazione, in altri casi gli aspetti teorici costituiscono una mera introduzione al momento tecnico definitorio. Anche la storia del pensiero economico dedica scarsa attenzione agli sviluppi dei Conti Nazionali. Dopo il riferimento d'obbligo all'aritmetica politica di W. Petty e agli schemi fiocratici, l'attenzione si sposta sul potenziamento tra le due guerre mondiali: la rivoluzione keynesiana, la conversione del primo dopoguerra, la depressione degli anni trenta e la pianificazione del secondo conflitto. Il riferimento più pregnante è il Treasure White Paper sulla finanza pubblica britannica del 1941, con le stime del reddito e delle componenti della spesa di J. Meade e R. Stona, sotto la supervisione di J.M. Keynes. Senza dubbio, l'esperienza del Gabinetto di guerra britanni costituisce il momento cruciale per la predisposizione continuativa dei CN, anche per la compresenza del polo teorico-accademico e di quello politico-economico. Se la spinta decisiva alla costruzione dei CN è attribuibile largamente alla penetrazione del keynesismo negli organismi di ricerca, è eccessivo riconoscere un peso esaustivo a un particolare filone teorico o a una specifica istituzione di ricerca nello sviluppo dei CN. L'importanza del keynesismo non esclude che abbiano operato anche altre determinanti teoriche e metodologiche. Tra le altre determinanti è da menzionare l'attività svolta dal National Bureau of Economic Research tra l'anno di fondazione nel 1920 e la seconda guerra mondiale. Un'istituzione con un pronunciato orientamento statistico che ha prodotto in quello scorcio temporale non solo analisi quantitative, ma anche riflessioni teorico-metodologiche su temi di contabilità nazionale. Il tema di ricerca che lo staff del NBER si era dato nel 1920 riguardava la misurazione del prodotto nazionale e di alcune categorie distributive del prodotto e del reddito. Nel biennio che seguì furono pubblicate le stime del prodotto degli USA coordinate da W.C. Mitchell e a seguire gli Studies in Income and Wealth (con i lavori sulle scorte di M. Abramovitz e sul deprezzamento del capitale reale di S. Fabricant; i Conti Finaniari e gli Stati patrimoniali di Mitchell (seguiti nel secondo dopoguerra dai moneyflows di M.A. Copeland r dai balance sheets di R.W. Goldsmith); l'adozione della forma di rappresentazione contabile di Copeland e la valutazione dei servizi della pubblica amministrazione di S. Kuznets. Nonostante l'importanza di Mitchell nell'elaborazione dei CN - riconosciuta dalla sponda britannica (Don Patinkin) e da quella americana (Nancy Ruggles) - l'attività del NBER è stata relegata in un ambito di mero supporto tecnico-statistico alle stime predisposte nel 1934 da Kuznets per conto del Department of Commerce. Con questo scritto intendiamo puntualizzare che la critica devastante all'istituzionalismo americano (assenza di una teoria organica e scadimento nell'eclettismo metodologico) abbia impedito una analisi compiuta e pacata tra il rafforzarsi dei CN negli anni '20-30, l'orientamento teorico-metodologico del NBER e l'istituzionalismo di Mitchell. Indice: 1. il leit motiv della nascita dei Conti Nazionali: il keynesismo fiscale. - 2. Il vecchio istituzionalismo americano e i Conti Nazionali. - 3. Le stime del reddito nazionale negli Stati Uniti all'inizio del secolo. - 4. I lavori sul reddito nazionale del NBER, 1920-1930. - 5. W.C. Mirchell e H. Hoover: la costruzione dell'informazione economica e il ruolo dello Stato. - 6. W.C. Mitchell: i Conti Nazionali e l'analisi del ciclo. 7- Conclusioni.

DELLA TORRE, G. (1993). Teoria economica e Conti Nazionali. Il “National Bureau of Economic Research” (1920-30). STUDI & INFORMAZIONI(1), 67-82.

Teoria economica e Conti Nazionali. Il “National Bureau of Economic Research” (1920-30)

DELLA TORRE, GIUSEPPE
1993

Abstract

Lo sviluppo della contabilità macroeconomica è associato con la riflessione teorica e i problemi di politica economica. L'acquisizione dell'autonomia scientifica della disciplina h implicato la valorizzazione degli aspetti definitori e tecnico-statistici e la rarefazione dei legami con la teoria economica. L'analisi dei rapporti con la teoria economica non è pertanto soddisfacente. In genere, nella manualistica della contabilità nazionale questo momento non trova adeguata trattazione, in altri casi gli aspetti teorici costituiscono una mera introduzione al momento tecnico definitorio. Anche la storia del pensiero economico dedica scarsa attenzione agli sviluppi dei Conti Nazionali. Dopo il riferimento d'obbligo all'aritmetica politica di W. Petty e agli schemi fiocratici, l'attenzione si sposta sul potenziamento tra le due guerre mondiali: la rivoluzione keynesiana, la conversione del primo dopoguerra, la depressione degli anni trenta e la pianificazione del secondo conflitto. Il riferimento più pregnante è il Treasure White Paper sulla finanza pubblica britannica del 1941, con le stime del reddito e delle componenti della spesa di J. Meade e R. Stona, sotto la supervisione di J.M. Keynes. Senza dubbio, l'esperienza del Gabinetto di guerra britanni costituisce il momento cruciale per la predisposizione continuativa dei CN, anche per la compresenza del polo teorico-accademico e di quello politico-economico. Se la spinta decisiva alla costruzione dei CN è attribuibile largamente alla penetrazione del keynesismo negli organismi di ricerca, è eccessivo riconoscere un peso esaustivo a un particolare filone teorico o a una specifica istituzione di ricerca nello sviluppo dei CN. L'importanza del keynesismo non esclude che abbiano operato anche altre determinanti teoriche e metodologiche. Tra le altre determinanti è da menzionare l'attività svolta dal National Bureau of Economic Research tra l'anno di fondazione nel 1920 e la seconda guerra mondiale. Un'istituzione con un pronunciato orientamento statistico che ha prodotto in quello scorcio temporale non solo analisi quantitative, ma anche riflessioni teorico-metodologiche su temi di contabilità nazionale. Il tema di ricerca che lo staff del NBER si era dato nel 1920 riguardava la misurazione del prodotto nazionale e di alcune categorie distributive del prodotto e del reddito. Nel biennio che seguì furono pubblicate le stime del prodotto degli USA coordinate da W.C. Mitchell e a seguire gli Studies in Income and Wealth (con i lavori sulle scorte di M. Abramovitz e sul deprezzamento del capitale reale di S. Fabricant; i Conti Finaniari e gli Stati patrimoniali di Mitchell (seguiti nel secondo dopoguerra dai moneyflows di M.A. Copeland r dai balance sheets di R.W. Goldsmith); l'adozione della forma di rappresentazione contabile di Copeland e la valutazione dei servizi della pubblica amministrazione di S. Kuznets. Nonostante l'importanza di Mitchell nell'elaborazione dei CN - riconosciuta dalla sponda britannica (Don Patinkin) e da quella americana (Nancy Ruggles) - l'attività del NBER è stata relegata in un ambito di mero supporto tecnico-statistico alle stime predisposte nel 1934 da Kuznets per conto del Department of Commerce. Con questo scritto intendiamo puntualizzare che la critica devastante all'istituzionalismo americano (assenza di una teoria organica e scadimento nell'eclettismo metodologico) abbia impedito una analisi compiuta e pacata tra il rafforzarsi dei CN negli anni '20-30, l'orientamento teorico-metodologico del NBER e l'istituzionalismo di Mitchell. Indice: 1. il leit motiv della nascita dei Conti Nazionali: il keynesismo fiscale. - 2. Il vecchio istituzionalismo americano e i Conti Nazionali. - 3. Le stime del reddito nazionale negli Stati Uniti all'inizio del secolo. - 4. I lavori sul reddito nazionale del NBER, 1920-1930. - 5. W.C. Mirchell e H. Hoover: la costruzione dell'informazione economica e il ruolo dello Stato. - 6. W.C. Mitchell: i Conti Nazionali e l'analisi del ciclo. 7- Conclusioni.
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