Lo Schema Metropolitano dell’area Senese (SMaS) è una sperimentazione condotta da alcuni Comuni dell’area senese (Asciano, Castelnuovo Berardenga, Monteriggioni, Monteroni d’Arbia, Siena e Sovicille) che ha l’obiettivo di superare i limiti amministrativi e di proporre una pianificazione d’area vasta. Tra gli studi effettuati nel Quadro Conoscitivo si è proceduto alla redazione di una cartografia della vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento, da utilizzarsi per garantire nei Piani Strutturali un adeguato livello di protezione dei corpi idrici sotterranei. La metodologia adottata (metodo base C.N.R. – G.N.D.C.I.) è fondata sulla assunzione del rischio di inquinamento (vulnerabilità integrata) come esito della interazione di tre elementi di valutazione (la vulnerabilità intrinseca, legata alle caratteristiche idrogeologiche del territorio - la pericolosità, legata alla presenza di determinati usi antropici – l’importanza rivestita dall’acquifero, ovvero la sua rilevanza a fini antropici). Inoltre si è proceduto ad una applicazione esemplificativa del metodo parametrico S.I.N.T.A.C.S. ad una porzione del territorio finalizzata ad evidenziare da un lato i limiti oggettivi della cartografia della vulnerabilità integrata e dall’altro a sottolineare la necessità di incrementare nel futuro le conoscenze in materia di acquiferi.

Barazzuoli, P., F., C., J., M., B., M., R., R., & Salleolini, M. (2005). La vulnerabilità degli acquiferi all'inquinamento nell'ambito dello schema metropolitano dell'area senese. QUADERNI DI GEOLOGIA APPLICATA, 2, 151-157.

La vulnerabilità degli acquiferi all'inquinamento nell'ambito dello schema metropolitano dell'area senese

BARAZZUOLI, PIERO;J. MIGLIORINI;SALLEOLINI, MASSIMO
2005

Abstract

Lo Schema Metropolitano dell’area Senese (SMaS) è una sperimentazione condotta da alcuni Comuni dell’area senese (Asciano, Castelnuovo Berardenga, Monteriggioni, Monteroni d’Arbia, Siena e Sovicille) che ha l’obiettivo di superare i limiti amministrativi e di proporre una pianificazione d’area vasta. Tra gli studi effettuati nel Quadro Conoscitivo si è proceduto alla redazione di una cartografia della vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento, da utilizzarsi per garantire nei Piani Strutturali un adeguato livello di protezione dei corpi idrici sotterranei. La metodologia adottata (metodo base C.N.R. – G.N.D.C.I.) è fondata sulla assunzione del rischio di inquinamento (vulnerabilità integrata) come esito della interazione di tre elementi di valutazione (la vulnerabilità intrinseca, legata alle caratteristiche idrogeologiche del territorio - la pericolosità, legata alla presenza di determinati usi antropici – l’importanza rivestita dall’acquifero, ovvero la sua rilevanza a fini antropici). Inoltre si è proceduto ad una applicazione esemplificativa del metodo parametrico S.I.N.T.A.C.S. ad una porzione del territorio finalizzata ad evidenziare da un lato i limiti oggettivi della cartografia della vulnerabilità integrata e dall’altro a sottolineare la necessità di incrementare nel futuro le conoscenze in materia di acquiferi.
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