Il saggio è introduttivo ad un volume antologico che mira ad evidenziare come tratto peculiare dei paradigmi contemporanei della ricerca sul festivo, l'accento sulla produzione, su quel "lavoro per la festa" che si articola sia sul versante della ideazione, della progettualità, della proposta di politica culturale, che su quello della partecipazione e della adesione del pubblico alle pratiche di consumo proposte. A evidente superamento del senso comune attorno alal festa come fatto di mera tradizione, della festa come eterno ritorno, da tutta Europa ci giungono attestazioni di eventi festivi che esistono e si riproducono nel tempo grazie al rapporto con le rappresentazioni prodotte in passato da specialisti (demologi o autori letterari), da operatori di settori economici (turismo) e della comunicazione culturale (i giornalisti e i comunicatori massmediali) e grazie alle sinergie con le risorse territoriali attuali, confermando così la festa come un ambito del fare sociale dotato di una propria autonomia discorsiva e di senso, ma che vive assumendosi (e mostrandoli, se adeguatamente interrogato) tutti i segni di un legame con i tempi extrafestivi (il lavoro, il tempo libero corrente,il calendario contadino ed anche quello amministrativo) con i contesti extrafestivi del vivere sociale (la politica, l'economia, la sfera religiosa) e , infine, con una produzione culturale costante che le funge da specchio, da suggeritore, da indicatore di tendenze, e che ne disegna, in ultima istanza,il pertinente contesto di fruizione.

Mugnaini, F. (2010). Sagre, fiere, feste e tradizioni, in Maremma (e altrove). LARES, LXXV, 2009(2), 223-247.

Sagre, fiere, feste e tradizioni, in Maremma (e altrove)

MUGNAINI, FABIO
2010

Abstract

Il saggio è introduttivo ad un volume antologico che mira ad evidenziare come tratto peculiare dei paradigmi contemporanei della ricerca sul festivo, l'accento sulla produzione, su quel "lavoro per la festa" che si articola sia sul versante della ideazione, della progettualità, della proposta di politica culturale, che su quello della partecipazione e della adesione del pubblico alle pratiche di consumo proposte. A evidente superamento del senso comune attorno alal festa come fatto di mera tradizione, della festa come eterno ritorno, da tutta Europa ci giungono attestazioni di eventi festivi che esistono e si riproducono nel tempo grazie al rapporto con le rappresentazioni prodotte in passato da specialisti (demologi o autori letterari), da operatori di settori economici (turismo) e della comunicazione culturale (i giornalisti e i comunicatori massmediali) e grazie alle sinergie con le risorse territoriali attuali, confermando così la festa come un ambito del fare sociale dotato di una propria autonomia discorsiva e di senso, ma che vive assumendosi (e mostrandoli, se adeguatamente interrogato) tutti i segni di un legame con i tempi extrafestivi (il lavoro, il tempo libero corrente,il calendario contadino ed anche quello amministrativo) con i contesti extrafestivi del vivere sociale (la politica, l'economia, la sfera religiosa) e , infine, con una produzione culturale costante che le funge da specchio, da suggeritore, da indicatore di tendenze, e che ne disegna, in ultima istanza,il pertinente contesto di fruizione.
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