RESPIRAZIONE ORALE E DISGNAZIE Con il termine “Respirazione Orale” si fa riferimento ad una condizione anomala in cui il passaggio dell’aria all’interno dell’organismo avviene prevalentemente attraverso la cavità orale. In questo lavoro si mettono in evidenza i fattori causali e i meccanismi che regolano la respirazione orale in confronto con la respirazione fisiologica o nasale, cercando di fornire un orientamento diagnostico e terapeutico. - MATERIALI E METODI: Un’accurata anamnesi ed un attento esame clinico, completato da esami strumnetali specifici permettono di diagnosticare correttamente la respirazione orale. Prova di Rosenthal : venti atti respiratori prima con le 2 narici, poi con ciascuna narice separatamente; se il pz è respiratore orale apre la bocca prima della fine della prova, mentre polso e respiro aumentano di frequenza. Riflesso Narinale di Gaudin : comprimere in modo alternato per 1 secondo le ali del naso del paziente; se predomina la respirazione orale non si ha risposta riflessa dell’allargamento della narice Manovra di Robin e Soleil : il paziente respira a bocca chiusa con la mandibola in protusione; Test di Cottle : permette la diagnosi differenziale tra l’ostacolo al flusso respiratorio di tipo valvolare (narinale) e quello extravalvolare (turbinale o settale) Specchio di Glatzel : viene posta al di sotto delle narici una lastra di metallo con una superficie speculare rigata da semicerchi concentrici, la condensazione del vapore acqueo dell’aria espirata forma per ciascuna narice un alone di ampiezza proporzionale al grado di pervietà della fossa nasale - FISIOLOGIA DELLA RESPIRAZIONE La respirazione fisiologica a riposo avviene attraverso il naso4,5,6, con le labbra chiuse senza sforzo, la mandibola in posizione di riposo e la parte anteriore del dorso della lingua appoggiata sul palato5,6. Le labbra sono in contatto fra di loro: il labbro inferiore poggia sul terzo inferiore della superficie vestibolare dell’incisivo superiore, fino a toccare il labbro superiore. Con il termine “Competenza labiale” si intende il contatto fra lo stomion superiore e quello inferiore6. In condizioni anormali, quando la respirazione nasale risulta essere insufficiente o troppo faticosa, si può instaurare un tipo di respirazione supplementare: la respirazione orale, definita da Cozza et al. come una “patologica e stabile variazione della fase inspiratoria”1. - EZIOLOGIA DELLA RESPIRAZIONE ORALE Cause di respirazione orale possono essere diverse: - ostruzioni nasali, naso-faringee, oro-faringee - abitudini viziate - IMPLICAZIONI ORGANICHE DELLA RESPIRAZIONE ORALE La respirazione orale incide in modo significativo sullo sviluppo del complesso cranio-maxillo-facciale, influenzando la postura e la psiche del soggetto1,2,3,7. I soggetti respiratori orali all’esame clinico obiettivo sono caratterizzati dal viso stretto e allungato, specialmente nel terzo inferiore della faccia, occhiaie accentuate, naso stretto e narici piccole o talvolta ampie come conseguenza dello sforzo compensatorio dell’inspirazione8. Di solito hanno il labbro superiore corto e ipotonico, spesso le labbra appaiono screpolate e non presentano sigillo1. Generalmente si osserva la prominenza del mascellare superiore o inferiore ed una II o III Classe dentale1,3,9. La respirazione orale predispone il soggetto a processi infiammatori subacuti a carico di faringe, laringe, trachea e bronchi. La stasi e la congestione nasale determinano riniti, ipertrofie adenotonsillari, sinusiti e otiti con possibile ipoacusia da trasmissione1. A livello circolatorio, l’ipossia e l’ipercapnia tipici del respiratore orale determinano una vasocostrizione del circolo polmonare con aumento delle resistenze fino allo scompenso cardiaco destro1,10. La presenza di ostruzione all’interno delle vie respiratorie modifica il ritmo e l’ampiezza degli atti respiratori; con il passare del tempo si possono creare alterazioni strutturali nella gabbia toracica, alterazioni polmonari anatomo-patologiche (atelectasie circoscritte) e insufficiente funzionamento del diaframma1. A livello endocrino il soggetto mostra una disfunzione ormonale che comporta sonnolenza eccessiva, ipofunzionalità corticosurrenale e ritardo nello sviluppo in generale. Il tracciato EEG mostra una riduzione del sonno REM che può essere associata agli altri sintomi, quali sonnolenza durante il giorno, astenia, enuresi notturna, cefalea al risveglio e disturbi cognitivi1,11,12 . La respirazione orale comporta anche disturbi dispeptici (sonnolenza post prandiale eccessiva) perchè il cibo ingerito, non adeguatamente preparato al processo digestivo, si presenta sotto forma di grossi frammenti che permangono più a lungo nell’apparato gastrointestinale1,12 . - RISULTATI : A causa dello stretto legame tra funzione respiratoria e sviluppo dei mascellari, ricorre spesso l’associazione tra una crescita di tipo disgnatico e la respirazione orale che, di volta in volta, può essere riconosciuta come cofattore esogeno predisponente, coadiuvante o inducente. Data la multifattorialità dell’eziologia necessita di un approccio interdisciplinare sia nella fase diagnostica che terapeutica. - CONCLUSIONI: Come ampiamente riportato in letteratura la terapia ortodontico-ortopedica permetti in molti casi di modificare la morfologia cranio-facciale del soggetto in crescita e, quindi, si affianca efficacemente all’opera dell’otorino in modo da favorire la normalizzazione della funzione respiratoria. Per poi garantire la stabilità a lungo termine dei risultati ottenuti con i trattamenti ortodontici, in soggetti non più respiratori orali obbligati, riveste notevole valore la terapia miofunzionale, che permette il recupero di un buon equilibrio neuromuscolare attraverso l’eliminazione di abitudini viziate persistenti. La terapia logopedica, infatti, favorisce il recupero neuromuscolare senza interferire con la capacità tattile-discriminativa delle mucose orali e della lingua stessa e consente di realizzare una rieducazione funzionale mirata.

Del Grosso, F., Chistoni, L., Di Matteo, C., Nannelli, P. (2010). Orthognatic implications of oral breathing.

Orthognatic implications of oral breathing

NANNELLI, PIETRO
2010-01-01

Abstract

RESPIRAZIONE ORALE E DISGNAZIE Con il termine “Respirazione Orale” si fa riferimento ad una condizione anomala in cui il passaggio dell’aria all’interno dell’organismo avviene prevalentemente attraverso la cavità orale. In questo lavoro si mettono in evidenza i fattori causali e i meccanismi che regolano la respirazione orale in confronto con la respirazione fisiologica o nasale, cercando di fornire un orientamento diagnostico e terapeutico. - MATERIALI E METODI: Un’accurata anamnesi ed un attento esame clinico, completato da esami strumnetali specifici permettono di diagnosticare correttamente la respirazione orale. Prova di Rosenthal : venti atti respiratori prima con le 2 narici, poi con ciascuna narice separatamente; se il pz è respiratore orale apre la bocca prima della fine della prova, mentre polso e respiro aumentano di frequenza. Riflesso Narinale di Gaudin : comprimere in modo alternato per 1 secondo le ali del naso del paziente; se predomina la respirazione orale non si ha risposta riflessa dell’allargamento della narice Manovra di Robin e Soleil : il paziente respira a bocca chiusa con la mandibola in protusione; Test di Cottle : permette la diagnosi differenziale tra l’ostacolo al flusso respiratorio di tipo valvolare (narinale) e quello extravalvolare (turbinale o settale) Specchio di Glatzel : viene posta al di sotto delle narici una lastra di metallo con una superficie speculare rigata da semicerchi concentrici, la condensazione del vapore acqueo dell’aria espirata forma per ciascuna narice un alone di ampiezza proporzionale al grado di pervietà della fossa nasale - FISIOLOGIA DELLA RESPIRAZIONE La respirazione fisiologica a riposo avviene attraverso il naso4,5,6, con le labbra chiuse senza sforzo, la mandibola in posizione di riposo e la parte anteriore del dorso della lingua appoggiata sul palato5,6. Le labbra sono in contatto fra di loro: il labbro inferiore poggia sul terzo inferiore della superficie vestibolare dell’incisivo superiore, fino a toccare il labbro superiore. Con il termine “Competenza labiale” si intende il contatto fra lo stomion superiore e quello inferiore6. In condizioni anormali, quando la respirazione nasale risulta essere insufficiente o troppo faticosa, si può instaurare un tipo di respirazione supplementare: la respirazione orale, definita da Cozza et al. come una “patologica e stabile variazione della fase inspiratoria”1. - EZIOLOGIA DELLA RESPIRAZIONE ORALE Cause di respirazione orale possono essere diverse: - ostruzioni nasali, naso-faringee, oro-faringee - abitudini viziate - IMPLICAZIONI ORGANICHE DELLA RESPIRAZIONE ORALE La respirazione orale incide in modo significativo sullo sviluppo del complesso cranio-maxillo-facciale, influenzando la postura e la psiche del soggetto1,2,3,7. I soggetti respiratori orali all’esame clinico obiettivo sono caratterizzati dal viso stretto e allungato, specialmente nel terzo inferiore della faccia, occhiaie accentuate, naso stretto e narici piccole o talvolta ampie come conseguenza dello sforzo compensatorio dell’inspirazione8. Di solito hanno il labbro superiore corto e ipotonico, spesso le labbra appaiono screpolate e non presentano sigillo1. Generalmente si osserva la prominenza del mascellare superiore o inferiore ed una II o III Classe dentale1,3,9. La respirazione orale predispone il soggetto a processi infiammatori subacuti a carico di faringe, laringe, trachea e bronchi. La stasi e la congestione nasale determinano riniti, ipertrofie adenotonsillari, sinusiti e otiti con possibile ipoacusia da trasmissione1. A livello circolatorio, l’ipossia e l’ipercapnia tipici del respiratore orale determinano una vasocostrizione del circolo polmonare con aumento delle resistenze fino allo scompenso cardiaco destro1,10. La presenza di ostruzione all’interno delle vie respiratorie modifica il ritmo e l’ampiezza degli atti respiratori; con il passare del tempo si possono creare alterazioni strutturali nella gabbia toracica, alterazioni polmonari anatomo-patologiche (atelectasie circoscritte) e insufficiente funzionamento del diaframma1. A livello endocrino il soggetto mostra una disfunzione ormonale che comporta sonnolenza eccessiva, ipofunzionalità corticosurrenale e ritardo nello sviluppo in generale. Il tracciato EEG mostra una riduzione del sonno REM che può essere associata agli altri sintomi, quali sonnolenza durante il giorno, astenia, enuresi notturna, cefalea al risveglio e disturbi cognitivi1,11,12 . La respirazione orale comporta anche disturbi dispeptici (sonnolenza post prandiale eccessiva) perchè il cibo ingerito, non adeguatamente preparato al processo digestivo, si presenta sotto forma di grossi frammenti che permangono più a lungo nell’apparato gastrointestinale1,12 . - RISULTATI : A causa dello stretto legame tra funzione respiratoria e sviluppo dei mascellari, ricorre spesso l’associazione tra una crescita di tipo disgnatico e la respirazione orale che, di volta in volta, può essere riconosciuta come cofattore esogeno predisponente, coadiuvante o inducente. Data la multifattorialità dell’eziologia necessita di un approccio interdisciplinare sia nella fase diagnostica che terapeutica. - CONCLUSIONI: Come ampiamente riportato in letteratura la terapia ortodontico-ortopedica permetti in molti casi di modificare la morfologia cranio-facciale del soggetto in crescita e, quindi, si affianca efficacemente all’opera dell’otorino in modo da favorire la normalizzazione della funzione respiratoria. Per poi garantire la stabilità a lungo termine dei risultati ottenuti con i trattamenti ortodontici, in soggetti non più respiratori orali obbligati, riveste notevole valore la terapia miofunzionale, che permette il recupero di un buon equilibrio neuromuscolare attraverso l’eliminazione di abitudini viziate persistenti. La terapia logopedica, infatti, favorisce il recupero neuromuscolare senza interferire con la capacità tattile-discriminativa delle mucose orali e della lingua stessa e consente di realizzare una rieducazione funzionale mirata.
2010
Del Grosso, F., Chistoni, L., Di Matteo, C., Nannelli, P. (2010). Orthognatic implications of oral breathing.
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