Viene anzitutto svolto il tema della formazione culturale della generazione del Novecento, l'incontro tra il soggettivismo e il volontarismo pandettistici (ereditati dal magistero dei padri fondatori della scuola giuridica nazionale e declinati nelle diverse branche del diritto), la nuova scienza psicologica europea ed americana d'inizio Novecento e l'apertura e l'aggiornamento scientifico e culturale delle Università grazie all'insegnamento di docenti ormai di formazione e di respiro europeo. Lo studio di Bracci sulla nozione di proposta in diritto amministrativo, definita come manifestazione di volontà potenziale o di desiderio giuridico, che diventa dottrina "dominante" nel diritto amministrativo e negli altri rami del diritto pubblico, come rilevò Aldo Sandulli, è un frutto maturo di questa vicenda culturale e generazionale . La successiva monografia sull'atto complesso (che tra l'altro per prima rappresenta il procedimento amministrativo come una figura sostanziale da studiare comparativamante con l'atto complesso) è un'espansione sistematica dei concetti e delle interpretazioni contenute nel saggio sulla proposta, è fondata sul medesimo impianto concettuale e lessicale soggettivistico e volontaristico, descrive una vera e propria fenomenologia della volontà nell'atto complesso, conclude un intero periodo dell'amministrativistica italiana, porta a compimento la fase del volontarismo giuridico. Delle almeno trentacinque monografie sull'atto amministrativo apparse tra il 1935 e il 1945, solo due libri di Paolo Biscatti di Ruffia e di Pietro Gasparri ripresero i temi della proposta e dell'atto complesso ed entrambi per confermare in conclusione che, nell'ottica della volontà, quel filone di ricerca era ormai esaurito. Gli anni Trenta e Quaranta segnano il superamento degli schemi pandettistici, soggettivistici e volontaristici, il mutamento del lessico giuridico italiano, il tramonto del linguaggio della volontà nella scienza del diritto pubblico e privato (in corrispondenza con gli effetti della crisi del '29, l'avvento dell'economia regolata e del dirigismo pubblico e lo spostamento dei confini tra diritto pubblico e diritto privato). Le categorie civilistiche e pubblicistiche fondamentali vengono ripensate, a partire dalla nozione di causa nel negozio giuridico, dal passaggio dallo schema unico del contratto di scambio alla pluralità delle figure contrattuali (contratto normativo, contratti plurilaterali etc.), dalla nozione unica di proprietà alla teorizzazione della pluralità delle forme di proprietà, dalla figura sostanziale di procedimento amministrativo alla concezione oggettiva e formale sandulliana del procedimento amministrativo come fattispecie a formazione progressiva.

Cianferotti, G. (2005). I primi scritti di Mario Bracci e la cultura della "generazione del Novecento". RIVISTA TRIMESTRALE DI DIRITTO PUBBLICO, 55(4), 911-960.

I primi scritti di Mario Bracci e la cultura della "generazione del Novecento"

CIANFEROTTI, GIULIO
2005

Abstract

Viene anzitutto svolto il tema della formazione culturale della generazione del Novecento, l'incontro tra il soggettivismo e il volontarismo pandettistici (ereditati dal magistero dei padri fondatori della scuola giuridica nazionale e declinati nelle diverse branche del diritto), la nuova scienza psicologica europea ed americana d'inizio Novecento e l'apertura e l'aggiornamento scientifico e culturale delle Università grazie all'insegnamento di docenti ormai di formazione e di respiro europeo. Lo studio di Bracci sulla nozione di proposta in diritto amministrativo, definita come manifestazione di volontà potenziale o di desiderio giuridico, che diventa dottrina "dominante" nel diritto amministrativo e negli altri rami del diritto pubblico, come rilevò Aldo Sandulli, è un frutto maturo di questa vicenda culturale e generazionale . La successiva monografia sull'atto complesso (che tra l'altro per prima rappresenta il procedimento amministrativo come una figura sostanziale da studiare comparativamante con l'atto complesso) è un'espansione sistematica dei concetti e delle interpretazioni contenute nel saggio sulla proposta, è fondata sul medesimo impianto concettuale e lessicale soggettivistico e volontaristico, descrive una vera e propria fenomenologia della volontà nell'atto complesso, conclude un intero periodo dell'amministrativistica italiana, porta a compimento la fase del volontarismo giuridico. Delle almeno trentacinque monografie sull'atto amministrativo apparse tra il 1935 e il 1945, solo due libri di Paolo Biscatti di Ruffia e di Pietro Gasparri ripresero i temi della proposta e dell'atto complesso ed entrambi per confermare in conclusione che, nell'ottica della volontà, quel filone di ricerca era ormai esaurito. Gli anni Trenta e Quaranta segnano il superamento degli schemi pandettistici, soggettivistici e volontaristici, il mutamento del lessico giuridico italiano, il tramonto del linguaggio della volontà nella scienza del diritto pubblico e privato (in corrispondenza con gli effetti della crisi del '29, l'avvento dell'economia regolata e del dirigismo pubblico e lo spostamento dei confini tra diritto pubblico e diritto privato). Le categorie civilistiche e pubblicistiche fondamentali vengono ripensate, a partire dalla nozione di causa nel negozio giuridico, dal passaggio dallo schema unico del contratto di scambio alla pluralità delle figure contrattuali (contratto normativo, contratti plurilaterali etc.), dalla nozione unica di proprietà alla teorizzazione della pluralità delle forme di proprietà, dalla figura sostanziale di procedimento amministrativo alla concezione oggettiva e formale sandulliana del procedimento amministrativo come fattispecie a formazione progressiva.
Cianferotti, G. (2005). I primi scritti di Mario Bracci e la cultura della "generazione del Novecento". RIVISTA TRIMESTRALE DI DIRITTO PUBBLICO, 55(4), 911-960.
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