Le opere di Piero Calamandrei e Mario Bracci scelte come angolo visuale privilegiato per lo svolgimento di una serie di temi storiografici: la vicenda del principio di legalità e di certezza del diritto dalle giurisdizioni d'equità della Grande Guerra al codice di procedura civile del 1940; l'antigermanesimo e il conservatorismo liberale nella dottrina giuridica italiana tra gli anni Trenta e Quaranta; la relazione ministeriale al codice, scritta da Calamandrei, la difesa del principio di legalità, della tradizione giuridica nazionale e l'evocazione dell'eredità chiovendiana, della natura pubblica dell'azione e della giurisdizione, volta all'ampliamento della tutela dei diritti dei privati; il saggio di Bracci sui conflitti di giurisdizione e di attribuzioni nel nuovo codice di procedura; la processualistica italiana e il codice di procedura; la discussione storiografica sul carattere fascista o meno della relazione e dell'intero codice; la necessità di un'ermeneutica della reticenza, di un' interpretazione stratigrafica, decifrante e decodificante, della scrittura in un regime autoritario; l'ambivalenza politico-giuridica costitutiva di istituti e principi del codice di procedura civile e le loro metamorfosi semantiche nel mutamento dei contesti storici; il collaborazionismo necessario degli universitari oppositori del regime: la conservazione della tradizionale, 'liberale', forma codice e dei principi che restavano della civiltà giuridica liberale europea, la difesa dell'autonomia intellettuale e morale e dei residui, incerti, spazi d'indipendenza politica dell'Italia dalla Germania nazista.

Cianferotti, G. (2008). Ufficio del giurista nello Stato autoritario ed ermeneutica della reticenza. Mario Bracci e Piero Calamandrei: dalle giurisdizioni d'equità della Grande guerra al codice di procedura civile del 1940. QUADERNI FIORENTINI PER LA STORIA DEL PENSIERO GIURIDICO MODERNO, 37, 259-323.

Ufficio del giurista nello Stato autoritario ed ermeneutica della reticenza. Mario Bracci e Piero Calamandrei: dalle giurisdizioni d'equità della Grande guerra al codice di procedura civile del 1940

CIANFEROTTI, GIULIO
2008

Abstract

Le opere di Piero Calamandrei e Mario Bracci scelte come angolo visuale privilegiato per lo svolgimento di una serie di temi storiografici: la vicenda del principio di legalità e di certezza del diritto dalle giurisdizioni d'equità della Grande Guerra al codice di procedura civile del 1940; l'antigermanesimo e il conservatorismo liberale nella dottrina giuridica italiana tra gli anni Trenta e Quaranta; la relazione ministeriale al codice, scritta da Calamandrei, la difesa del principio di legalità, della tradizione giuridica nazionale e l'evocazione dell'eredità chiovendiana, della natura pubblica dell'azione e della giurisdizione, volta all'ampliamento della tutela dei diritti dei privati; il saggio di Bracci sui conflitti di giurisdizione e di attribuzioni nel nuovo codice di procedura; la processualistica italiana e il codice di procedura; la discussione storiografica sul carattere fascista o meno della relazione e dell'intero codice; la necessità di un'ermeneutica della reticenza, di un' interpretazione stratigrafica, decifrante e decodificante, della scrittura in un regime autoritario; l'ambivalenza politico-giuridica costitutiva di istituti e principi del codice di procedura civile e le loro metamorfosi semantiche nel mutamento dei contesti storici; il collaborazionismo necessario degli universitari oppositori del regime: la conservazione della tradizionale, 'liberale', forma codice e dei principi che restavano della civiltà giuridica liberale europea, la difesa dell'autonomia intellettuale e morale e dei residui, incerti, spazi d'indipendenza politica dell'Italia dalla Germania nazista.
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