Gli stati che oggi discutono sulla sicurezza mondiale devono fare i conti con un orizzonte internazionale nuovo e dai tratti estremamente allarmanti. Due elementi del tutto inediti dalla fine della guerra fredda caratterizzano infatti lo scenario attuale: il terrorismo globale di matrice islamica e l’ escalation della proliferazione nucleare. In particolar modo si teme che proprio le varie organizzazioni terroristiche possano dotarsi di armi atomiche, oltre che chimiche e biologiche. Non si tratta di un terrorismo regionale, localizzato, fenomeno non certo nuovo a livello nazionale, ma di un terrorismo con una sua dimensione transnazionale generalizzata, che non può essere facilmente monitorato né reciso d’un colpo e che non conosce frontiere. Esso mira a destabilizzare gli stati e le popolazioni, domina i media e i pensieri dei politici, dei servizi segreti e, più in generale, incide sugli equilibri internazionali tentando di scardinarli e facendoci dubitare di ogni criterio possibile di sicurezza. Ci troviamo di fronte a un terrore globale che genera una paura globalizzata che a sua volta minaccia la democrazia e i diritti umani. Non è facile per la Comunità Internazionale combattere questo nuovo nemico. Stati Uniti, Russia, Cina, India, i regimi filo-occidentali del mondo islamico, l’Unione Europea, soprattutto l’Onu, devono creare un sistema di sicurezza concertato, in grado di combattere il pericolo del terrorismo in tutto il mondo. È necessario sviluppare un sistema di prevenzione e difesa basato simultaneamente sulla forza e sulla coesione fra i governi democratici, sull’armonizzazione delle legislazioni in materia di terrorismo e su un intenso dialogo con i paesi islamici. È un processo che richiederà tempo e perseveranza.

Casini, F. (2007). La Comunità internazionale nell'era del terrorismo globale. IL POLITICO, 72(3), 21-62.

La Comunità internazionale nell'era del terrorismo globale

CASINI, FABIO
2007

Abstract

Gli stati che oggi discutono sulla sicurezza mondiale devono fare i conti con un orizzonte internazionale nuovo e dai tratti estremamente allarmanti. Due elementi del tutto inediti dalla fine della guerra fredda caratterizzano infatti lo scenario attuale: il terrorismo globale di matrice islamica e l’ escalation della proliferazione nucleare. In particolar modo si teme che proprio le varie organizzazioni terroristiche possano dotarsi di armi atomiche, oltre che chimiche e biologiche. Non si tratta di un terrorismo regionale, localizzato, fenomeno non certo nuovo a livello nazionale, ma di un terrorismo con una sua dimensione transnazionale generalizzata, che non può essere facilmente monitorato né reciso d’un colpo e che non conosce frontiere. Esso mira a destabilizzare gli stati e le popolazioni, domina i media e i pensieri dei politici, dei servizi segreti e, più in generale, incide sugli equilibri internazionali tentando di scardinarli e facendoci dubitare di ogni criterio possibile di sicurezza. Ci troviamo di fronte a un terrore globale che genera una paura globalizzata che a sua volta minaccia la democrazia e i diritti umani. Non è facile per la Comunità Internazionale combattere questo nuovo nemico. Stati Uniti, Russia, Cina, India, i regimi filo-occidentali del mondo islamico, l’Unione Europea, soprattutto l’Onu, devono creare un sistema di sicurezza concertato, in grado di combattere il pericolo del terrorismo in tutto il mondo. È necessario sviluppare un sistema di prevenzione e difesa basato simultaneamente sulla forza e sulla coesione fra i governi democratici, sull’armonizzazione delle legislazioni in materia di terrorismo e su un intenso dialogo con i paesi islamici. È un processo che richiederà tempo e perseveranza.
Casini, F. (2007). La Comunità internazionale nell'era del terrorismo globale. IL POLITICO, 72(3), 21-62.
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