Nel 2000 sono stati introdotti in commercio in Italia i nuovi farmaci antinfiammatori, celecoxib e rofecoxib (COXIB), che agiscono inibendo selettivamente la cicloossigenasi-2 (COX-2). I COXIB, per il loro selettivo meccanismo d’azione, riducono l’infiammazione con minori effetti collaterali a livello gastrointestinale, inoltre non riducono la produzione di trombossano e non inibiscono l’aggregazione piastrinica né allungano il tempo di sanguinamento. Nel 2001 fu pubblicata una review che sottolineava i rischi cardiovascolari associati ai COXIBs. Sebbene ci siano sufficienti dati ottenuti in studi randomizzati su rofecoxib, valdecoxib/parecoxib e celecoxib, che suggeriscono che ognuno di questi farmaci produce eventi cardiovascolari avversi, ci sono allo stesso modo numerosi studi che indicano differenti gradi di rischio associati ai diversi COXIBs. Quando si hanno pazienti con rischio assoluto di eventi cardiovascolari alto, come ad esempio in pazienti con malattia alle arterie coronarie, o con fattori di rischio multipli per la malattia alle coronarie, è prudente evitare i COXIBs. I COXIBs continueranno ad essere clinicamente utili, anche se per un gruppo di pazienti ben selezionato. Questi sono pazienti che necessitano del trattamento con antinfiammatori non steroidei nonostante ricevano già altre terapie ottimizzate (ad esempio farmaci curativi per l’artrite reumatoide e analgesici, fisioterapia, e aiuti fisici per l’osteoartrite), con un profilo di rischio cardiovascolare basso e con un rischio di sanguinamento gastrointestinale relativamente alto.

Nencini, C., Targi, M., Urso, R., Passarello, F., Giorgi, G. (2007). Sicurezza cardiovascolare degli inibitori selettivi della COX-2. BOLLETTINO D'INFORMAZIONE SU FARMACI E TERAPIA, VII(18), 8-24.

Sicurezza cardiovascolare degli inibitori selettivi della COX-2

NENCINI, CRISTINA;PASSARELLO, FRANCESCO;GIORGI, GIORGIO
2007-01-01

Abstract

Nel 2000 sono stati introdotti in commercio in Italia i nuovi farmaci antinfiammatori, celecoxib e rofecoxib (COXIB), che agiscono inibendo selettivamente la cicloossigenasi-2 (COX-2). I COXIB, per il loro selettivo meccanismo d’azione, riducono l’infiammazione con minori effetti collaterali a livello gastrointestinale, inoltre non riducono la produzione di trombossano e non inibiscono l’aggregazione piastrinica né allungano il tempo di sanguinamento. Nel 2001 fu pubblicata una review che sottolineava i rischi cardiovascolari associati ai COXIBs. Sebbene ci siano sufficienti dati ottenuti in studi randomizzati su rofecoxib, valdecoxib/parecoxib e celecoxib, che suggeriscono che ognuno di questi farmaci produce eventi cardiovascolari avversi, ci sono allo stesso modo numerosi studi che indicano differenti gradi di rischio associati ai diversi COXIBs. Quando si hanno pazienti con rischio assoluto di eventi cardiovascolari alto, come ad esempio in pazienti con malattia alle arterie coronarie, o con fattori di rischio multipli per la malattia alle coronarie, è prudente evitare i COXIBs. I COXIBs continueranno ad essere clinicamente utili, anche se per un gruppo di pazienti ben selezionato. Questi sono pazienti che necessitano del trattamento con antinfiammatori non steroidei nonostante ricevano già altre terapie ottimizzate (ad esempio farmaci curativi per l’artrite reumatoide e analgesici, fisioterapia, e aiuti fisici per l’osteoartrite), con un profilo di rischio cardiovascolare basso e con un rischio di sanguinamento gastrointestinale relativamente alto.
Nencini, C., Targi, M., Urso, R., Passarello, F., Giorgi, G. (2007). Sicurezza cardiovascolare degli inibitori selettivi della COX-2. BOLLETTINO D'INFORMAZIONE SU FARMACI E TERAPIA, VII(18), 8-24.
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