Introduzione. Vi è crescente interesse per impegnare più attivamente il farmacista nella promozione di servizi di salute pubblica, come nel caso degli interventi di supporto alla cessazione tabagica. Obiettivi dello studio. Analizzare la letteratura scientifica riguardante gli studi che vedono i farmacisti coinvolti in progetti di supporto alla cessazione tabagica; investigare con una indagine conoscitiva le abitudini, le conoscenze e le attitudini di un gruppo di farmacisti italiani verso il controllo del fumo di tabacco. Materiali e metodi. Abbiamo operato una ricerca bibliografica sul data base PubMed ed analizzato gli articoli pubblicati in lingua inglese dal 1980 all’aprile 2009, relativi ad interventi di cessazione tabagica operati da farmacisti; abbiamo esaminato le abitudini, conoscenze e attitudini di un gruppo di 46 farmacisti dell’area senese con questionario auto-somministrato. Risultati. La revisione della letteratura ha evidenziato 14 studi che hanno risposto ai criteri di inclusione; l’analisi dei risultati ha indicato che i farmacisti sono in grado di svolgere interventi di supporto alla cessazione tabagica. Quarantasei farmacisti (19 maschi; età media 40,5 anni) hanno risposto al questionario. Tredici (28% del totale) si sono dichiarati fumatori, 9 (20%) ex-fumatori. Nessuno ha riferito di aver avuto un’educazione specifica sul tabagismo durante il corso universitario, ma la gran parte durante programmi educativi post-laurea. La maggioranza dei farmacisti ha risposto di chiedere ai propri interlocutori se fumassero, di discutere dei rischi per la salute legati al fumo di tabacco e di fornire consigli e farmaci per aiutare a smettere di fumare;pochi indirizzavano i fumatori che non erano riusciti a smettere verso centri anti-fumo in grado di erogare programmi più intensivi di cessazione tabagica. Conclusioni. I farmacisti possono contribuire a ridurre il numero dei fumatori. I farmacisti italiani sono interessati a fornire servizi di supporto alla cessazione tabagica. Probabilmente una maggiore cooperazione con gli altri operatori sanitari impegnati nella lotta al fumo potrebbe garantire politiche anti-tabagiche più efficaci.

DE BERNARDO, T., Bracci, L.S., Rossi, M., Nutini, S., Massarelli, P., Savigni, P., et al. (2010). Farmacisti e promozione della cessazione tabagica: studio conoscitivo a Siena e revisione della letteratura. RASSEGNA DI PATOLOGIA DELL’APPARATO RESPIRATORIO, 25(6), 356-361.

Farmacisti e promozione della cessazione tabagica: studio conoscitivo a Siena e revisione della letteratura

MASSARELLI, PAOLA;
2010

Abstract

Introduzione. Vi è crescente interesse per impegnare più attivamente il farmacista nella promozione di servizi di salute pubblica, come nel caso degli interventi di supporto alla cessazione tabagica. Obiettivi dello studio. Analizzare la letteratura scientifica riguardante gli studi che vedono i farmacisti coinvolti in progetti di supporto alla cessazione tabagica; investigare con una indagine conoscitiva le abitudini, le conoscenze e le attitudini di un gruppo di farmacisti italiani verso il controllo del fumo di tabacco. Materiali e metodi. Abbiamo operato una ricerca bibliografica sul data base PubMed ed analizzato gli articoli pubblicati in lingua inglese dal 1980 all’aprile 2009, relativi ad interventi di cessazione tabagica operati da farmacisti; abbiamo esaminato le abitudini, conoscenze e attitudini di un gruppo di 46 farmacisti dell’area senese con questionario auto-somministrato. Risultati. La revisione della letteratura ha evidenziato 14 studi che hanno risposto ai criteri di inclusione; l’analisi dei risultati ha indicato che i farmacisti sono in grado di svolgere interventi di supporto alla cessazione tabagica. Quarantasei farmacisti (19 maschi; età media 40,5 anni) hanno risposto al questionario. Tredici (28% del totale) si sono dichiarati fumatori, 9 (20%) ex-fumatori. Nessuno ha riferito di aver avuto un’educazione specifica sul tabagismo durante il corso universitario, ma la gran parte durante programmi educativi post-laurea. La maggioranza dei farmacisti ha risposto di chiedere ai propri interlocutori se fumassero, di discutere dei rischi per la salute legati al fumo di tabacco e di fornire consigli e farmaci per aiutare a smettere di fumare;pochi indirizzavano i fumatori che non erano riusciti a smettere verso centri anti-fumo in grado di erogare programmi più intensivi di cessazione tabagica. Conclusioni. I farmacisti possono contribuire a ridurre il numero dei fumatori. I farmacisti italiani sono interessati a fornire servizi di supporto alla cessazione tabagica. Probabilmente una maggiore cooperazione con gli altri operatori sanitari impegnati nella lotta al fumo potrebbe garantire politiche anti-tabagiche più efficaci.
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