La ricerca sull’apprendimento artigianale ha dimostrato che la trasmissione del sapere si fonda sull’interazione incarnata tra corpo, materiale e gesto —un sapere tacito (tacit knowledge) e propriocettivo che si sviluppa attraverso la pratica prolungata e il dialogo con la materia. Resta tuttavia inesplorato come l’intelligenza artificiale generativa riconfiguri tali processi: in che modo il corpo del praticante si relaziona con l’output algoritmico, e a quali condizioni la conoscenza propriocettiva può essere trasmessa in ecologie tecnologicamente mediate. Il contributo affronta queste questioni proponendo il concetto di corporeità estesa tecnosensibile, che descrive la condizione in cui il corpo non è sostituito dall’algoritmo ma si espande attraverso interfacce digitali che ne amplificano percezione e capacità immaginativa. L’analisi, fondata sulla fenomenologia della corporeità, la cognizione incarnata e il framework delle ecologie ibride di apprendimento artigianale, articola la riconfigurazione su tre piani: manualità espansa, coautorialità umano–macchina e sostenibilità educativa —intesa come possibilità di preservare e trasmettere il sapere incarnato in ambienti ibridi. I risultati evidenziano un paradosso pedagogico —il sapere sensoriale resiste alla digitalizzazione da cui gli ambienti ibridi dipendono —e derivano criteri progettuali per ambienti di apprendimento embodied in dialogo con le tecnologie emergenti.
Sgorla, A.F. (2026). Pedagogia dell’embodiment tecnosensibile: corporeità estesa, sapere tacito ed ecologie ibride di apprendimento. JOURNAL OF INCLUSIVE METHODOLOGY AND TECHNOLOGY IN LEARNING AND TEACHING, 6(2), 1-12 [10.32043/jimtlt.v6i2].
Pedagogia dell’embodiment tecnosensibile: corporeità estesa, sapere tacito ed ecologie ibride di apprendimento
Sgorla, Andrey Felipe
2026-01-01
Abstract
La ricerca sull’apprendimento artigianale ha dimostrato che la trasmissione del sapere si fonda sull’interazione incarnata tra corpo, materiale e gesto —un sapere tacito (tacit knowledge) e propriocettivo che si sviluppa attraverso la pratica prolungata e il dialogo con la materia. Resta tuttavia inesplorato come l’intelligenza artificiale generativa riconfiguri tali processi: in che modo il corpo del praticante si relaziona con l’output algoritmico, e a quali condizioni la conoscenza propriocettiva può essere trasmessa in ecologie tecnologicamente mediate. Il contributo affronta queste questioni proponendo il concetto di corporeità estesa tecnosensibile, che descrive la condizione in cui il corpo non è sostituito dall’algoritmo ma si espande attraverso interfacce digitali che ne amplificano percezione e capacità immaginativa. L’analisi, fondata sulla fenomenologia della corporeità, la cognizione incarnata e il framework delle ecologie ibride di apprendimento artigianale, articola la riconfigurazione su tre piani: manualità espansa, coautorialità umano–macchina e sostenibilità educativa —intesa come possibilità di preservare e trasmettere il sapere incarnato in ambienti ibridi. I risultati evidenziano un paradosso pedagogico —il sapere sensoriale resiste alla digitalizzazione da cui gli ambienti ibridi dipendono —e derivano criteri progettuali per ambienti di apprendimento embodied in dialogo con le tecnologie emergenti.| File | Dimensione | Formato | |
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