Il saggio propone un dialogo inedito tra due tradizioni pedagogiche sviluppate in parallelo senza mai incontrarsi sistematicamente: quella italiana della creatività – da Munari a Rodari a Malaguzzi – e quella nordica della Craft and Making Practice (CMaP). Entrambe con-vergono sull’intuizione che il fare con le mani è forma primaria di conoscenza, che la creatività non precede il gesto ma emerge nel gesto, che l’errore è risorsa e non deviazione. Attraverso un approccio inter- e transdisciplinare che intreccia pedagogia della creatività, neuropsicologia cognitiva e scienze dell’educazione, il saggio mostra come la CMaP – con il holistic craft di Pöllänen, la materialità del gesto teorizzata da Ingold, Sennett e Malafouris, i significati nar-rativi documentati da Kouhia – offra i fondamenti epistemologici e i modelli didattici che la tradizione italiana aveva intuito, ma non sistematizzato. La scrittura a mano viene riletta nella sua duplice dimensione, grafico-espressiva e narrativa, come pratica artigianale generativa di identità e benessere eudaimonico, valida per tutto l’arco della vita e, in particolare, nelle diverse fasi evolutive del percorso scolastico. Le implicazioni riguardano la progettazione didattica, la valutazione dei processi creativi e la formazione di docenti capaci di abitare la propria pratica di scrittura come artigiani riflessivi.

Sgorla, A.F. (2026). Scrivere con le mani, pensare con il corpo: la Craft and Making Practice come fondamento per una pedagogia della creatività nella scrittura. GRAPHOS, 1, 37-46 [10.4454/graphos.169].

Scrivere con le mani, pensare con il corpo: la Craft and Making Practice come fondamento per una pedagogia della creatività nella scrittura

Sgorla, Andrey Felipe
2026-01-01

Abstract

Il saggio propone un dialogo inedito tra due tradizioni pedagogiche sviluppate in parallelo senza mai incontrarsi sistematicamente: quella italiana della creatività – da Munari a Rodari a Malaguzzi – e quella nordica della Craft and Making Practice (CMaP). Entrambe con-vergono sull’intuizione che il fare con le mani è forma primaria di conoscenza, che la creatività non precede il gesto ma emerge nel gesto, che l’errore è risorsa e non deviazione. Attraverso un approccio inter- e transdisciplinare che intreccia pedagogia della creatività, neuropsicologia cognitiva e scienze dell’educazione, il saggio mostra come la CMaP – con il holistic craft di Pöllänen, la materialità del gesto teorizzata da Ingold, Sennett e Malafouris, i significati nar-rativi documentati da Kouhia – offra i fondamenti epistemologici e i modelli didattici che la tradizione italiana aveva intuito, ma non sistematizzato. La scrittura a mano viene riletta nella sua duplice dimensione, grafico-espressiva e narrativa, come pratica artigianale generativa di identità e benessere eudaimonico, valida per tutto l’arco della vita e, in particolare, nelle diverse fasi evolutive del percorso scolastico. Le implicazioni riguardano la progettazione didattica, la valutazione dei processi creativi e la formazione di docenti capaci di abitare la propria pratica di scrittura come artigiani riflessivi.
2026
Sgorla, A.F. (2026). Scrivere con le mani, pensare con il corpo: la Craft and Making Practice come fondamento per una pedagogia della creatività nella scrittura. GRAPHOS, 1, 37-46 [10.4454/graphos.169].
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