This article proposes the theoretical foundations of a pedagogy of human–AI collaboration, drawing on Anders’s concept of the «Promethean gap» to interrogate the formative risks of uncritical digitalisation. Integrating phenomenology, tacit knowledge theory, developmental neuroscience, and empirical research on craft education, it argues that the body is not an instrumental support for learning but its primary cognitive site. Three pedagogical principles are derived: materialisation as an indispensable condition, graduated automation relative to embodied competence, and reflexivity on authorship in AI-mediated creative processes.
Il contributo propone le basi teoriche di una pedagogia della collaborazione umano–IA, muovendo dalla diagnosi andersiana di «discrepanza prometeica» per interrogare i rischi formativi della digitalizzazione acritica. Attraverso un dialogo tra fenomenologia (Merleau-Ponty; Varela et al.), teoria del tacit knowledge (Polanyi; Sennett), neuroscienze dello sviluppo (Huotilainen et al.) e ricerca empirica sull’educazione al craft (Vartiainen & Tedre; Bryan-Kinns et al.), il testo argomenta che il corpo non è un supporto strumentale dell’apprendimento, ma la sua sede cognitiva originaria. Su questa fondazione si articola una proposta pedagogica articolata su tre principi – la materializzazione come condizione irrinunciabile, la gradualità dell’automazione in relazione alla competenza incarnata e la riflessività sull’autorialità nel processo creativo – che orienta un uso critico e formativo dell’intelligenza artificiale nell’educazione, senza ridursi né al rifiuto tecnologico né all’accettazione acritica.
Sgorla, A.F. (2026). Educazione incarnata e intelligenza artificiale: verso una pedagogia della collaborazione umano–IA. PEDAGOGIA E VITA, 84(1), 76-90.
Educazione incarnata e intelligenza artificiale: verso una pedagogia della collaborazione umano–IA
Sgorla Andrey Felipe
2026-01-01
Abstract
This article proposes the theoretical foundations of a pedagogy of human–AI collaboration, drawing on Anders’s concept of the «Promethean gap» to interrogate the formative risks of uncritical digitalisation. Integrating phenomenology, tacit knowledge theory, developmental neuroscience, and empirical research on craft education, it argues that the body is not an instrumental support for learning but its primary cognitive site. Three pedagogical principles are derived: materialisation as an indispensable condition, graduated automation relative to embodied competence, and reflexivity on authorship in AI-mediated creative processes.| File | Dimensione | Formato | |
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