Il presente contributo propone una rilettura pedagogica critica del concetto di desiderio nell’età adolescenziale, interrogando la retorica dellacrisi che permea il discorso pubblico e scientifico sull’adolescenza. Attraverso una decostruzione delle narrazioni dominanti, che riducono glie le adolescenti a individui vulnerabili, passivi e bisognosi di sorveglianza, l’articolo sviluppa una prospettiva teorica fondata sul riconoscimentodella pluralità delle adolescenze e sulla valorizzazione dell’agency giovanile. In questo senso il desiderio diviene una risorsa generativa fonda-mentale, la cui espressione è, tuttavia, mediata da assi intersezionali quali genere, classe, provenienza, abilità e orientamento sessuale. In questoquadro, la lettura ad alta voce e condivisa e le pratiche autobiografico-narrative vengono proposte come dispositivi formativi capaci di riaprirespazi in cui riappropriarsi del desiderio autentico, sostenere la costruzione di senso e promuovere forme di riconoscimento reciproco. L’espe-rienza del laboratorio “L’ironia e il desiderio: leggere per pensare, sognare e crescere”, realizzato nell’ambito del progetto “Leggere: forte!”,offre una cornice esemplificativa delle potenzialità trasformative di tali pratiche.
Carletti, C. (2026). Dare voce al desiderio. Pratiche autobiografiche e lettura condivisa come dispositivi generativi nelle adolescenze contemporanee. EFFETTI DI LETTURA, 5(1), 61-69 [10.7347/EdL-01-2026-05].
Dare voce al desiderio. Pratiche autobiografiche e lettura condivisa come dispositivi generativi nelle adolescenze contemporanee
Chiara Carletti
2026-01-01
Abstract
Il presente contributo propone una rilettura pedagogica critica del concetto di desiderio nell’età adolescenziale, interrogando la retorica dellacrisi che permea il discorso pubblico e scientifico sull’adolescenza. Attraverso una decostruzione delle narrazioni dominanti, che riducono glie le adolescenti a individui vulnerabili, passivi e bisognosi di sorveglianza, l’articolo sviluppa una prospettiva teorica fondata sul riconoscimentodella pluralità delle adolescenze e sulla valorizzazione dell’agency giovanile. In questo senso il desiderio diviene una risorsa generativa fonda-mentale, la cui espressione è, tuttavia, mediata da assi intersezionali quali genere, classe, provenienza, abilità e orientamento sessuale. In questoquadro, la lettura ad alta voce e condivisa e le pratiche autobiografico-narrative vengono proposte come dispositivi formativi capaci di riaprirespazi in cui riappropriarsi del desiderio autentico, sostenere la costruzione di senso e promuovere forme di riconoscimento reciproco. L’espe-rienza del laboratorio “L’ironia e il desiderio: leggere per pensare, sognare e crescere”, realizzato nell’ambito del progetto “Leggere: forte!”,offre una cornice esemplificativa delle potenzialità trasformative di tali pratiche.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/11365/1319754
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