Le "Proprietates rerum naturalium adaptatae sermonibus de tempore" sono un’opera inedita, composta probabilmente nella seconda metà del XIV secolo, che offre ai predicatori delle introduzioni per le omelie in grado, prendendo spunto dal mondo naturale, di catturare l’attenzione del pubblico. La seconda parte dell’opera, a partire da Pasqua, è molto simile a un bestiario. Nella complessa tradizione manoscritta delle "Proprietates" particolare rilievo assume il codice Opava, Slezské zemské muzeum, RC 17 (Op). Una delle caratteristiche di Op risiede nel fatto che si conclude con una serie di capitoli, presenti solo in questo manoscritto, che non contengono più dei riferimenti liturgici (come invece accade nel resto dell’opera) ma che comunque hanno una struttura molto simile a quella delle introduzioni che si leggono da Pasqua in poi. Questo articolo presenta la trascrizione, accompagnata da un apparato delle fonti, di queste brevi ultime introduzioni dedicate a "salburia", "achel", "tregopolus", "crocinus", "phazianus", "garrulus", "upupa", "sichus", "porphirius", "nisus", "hyrundo", "gallus", "turtur", "testeum", "esox", "kalaor" e "morus". Alcuni di questi animali (e l’unica pianta, il gelso) non appartengono alla tradizione dei bestiari.
Riccardi, S. (2025). Tra bestiario e predicazione: gli ultimi capitoli inediti delle Proprietates rerum naturalium nel codice Opava, Slezské zemské museum, RC 17. SEGNO E TESTO, 23, 281-335.
Tra bestiario e predicazione: gli ultimi capitoli inediti delle Proprietates rerum naturalium nel codice Opava, Slezské zemské museum, RC 17
Sofia Riccardi
2025-01-01
Abstract
Le "Proprietates rerum naturalium adaptatae sermonibus de tempore" sono un’opera inedita, composta probabilmente nella seconda metà del XIV secolo, che offre ai predicatori delle introduzioni per le omelie in grado, prendendo spunto dal mondo naturale, di catturare l’attenzione del pubblico. La seconda parte dell’opera, a partire da Pasqua, è molto simile a un bestiario. Nella complessa tradizione manoscritta delle "Proprietates" particolare rilievo assume il codice Opava, Slezské zemské muzeum, RC 17 (Op). Una delle caratteristiche di Op risiede nel fatto che si conclude con una serie di capitoli, presenti solo in questo manoscritto, che non contengono più dei riferimenti liturgici (come invece accade nel resto dell’opera) ma che comunque hanno una struttura molto simile a quella delle introduzioni che si leggono da Pasqua in poi. Questo articolo presenta la trascrizione, accompagnata da un apparato delle fonti, di queste brevi ultime introduzioni dedicate a "salburia", "achel", "tregopolus", "crocinus", "phazianus", "garrulus", "upupa", "sichus", "porphirius", "nisus", "hyrundo", "gallus", "turtur", "testeum", "esox", "kalaor" e "morus". Alcuni di questi animali (e l’unica pianta, il gelso) non appartengono alla tradizione dei bestiari.| File | Dimensione | Formato | |
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