Il contributo analizza in chiave integrata il ruolo della scuola e del terzo settore nel supporto a giovani con cittadinanza non italiana, focalizzandosi sul contesto aretino e sulle pratiche attuate in collaborazione con una associazione del territorio che collabora con gli istituti scolastici. La ricerca adotta un approccio misto, basato su questionari rivolti al corpo docente, interviste a studenti e osservazione partecipante durante attività di doposcuola. I risultati evidenziano la centralità delle difficoltà linguistiche, in particolare della scarsa padronanza dell’“italiano per lo studio”, come fattore critico nel percorso scolastico di ragazze e ragazzi con retroterra migratorio. Emergono inoltre limiti strutturali del sistema scolastico italiano, che fatica a garantire un supporto sistematico all’inclusione, e il ruolo strategico delle associazioni del territorio nel colmare tali lacune attraverso azioni di mediazione linguistico-culturale e potenziamento linguistico. Il saggio propone una riflessione teorica sull’educazione plurilingue e sulla mediazione come dispositivo non solo linguistico, ma anche pedagogico e relazionale, capace di attivare processi di riconoscimento e partecipazione. Infine, viene avanzata la proposta di un modello educativo “decentrato”, fondato su una comunità educante plurale, in cui scuola e terzo settore operano in sinergia per costruire percorsi realmente inclusivi.
Nodari, R. (2025). Lingua, mediazione e inclusione: un'indagine sulla collaborazione tra scuola e terzo settore per il supporto a giovani con retroterra migratorio in Toscana. ITALIANO LINGUADUE, 17(2), 207-226 [10.54103/2037-3597/30439].
Lingua, mediazione e inclusione: un'indagine sulla collaborazione tra scuola e terzo settore per il supporto a giovani con retroterra migratorio in Toscana
Nodari, Rosalba
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza in chiave integrata il ruolo della scuola e del terzo settore nel supporto a giovani con cittadinanza non italiana, focalizzandosi sul contesto aretino e sulle pratiche attuate in collaborazione con una associazione del territorio che collabora con gli istituti scolastici. La ricerca adotta un approccio misto, basato su questionari rivolti al corpo docente, interviste a studenti e osservazione partecipante durante attività di doposcuola. I risultati evidenziano la centralità delle difficoltà linguistiche, in particolare della scarsa padronanza dell’“italiano per lo studio”, come fattore critico nel percorso scolastico di ragazze e ragazzi con retroterra migratorio. Emergono inoltre limiti strutturali del sistema scolastico italiano, che fatica a garantire un supporto sistematico all’inclusione, e il ruolo strategico delle associazioni del territorio nel colmare tali lacune attraverso azioni di mediazione linguistico-culturale e potenziamento linguistico. Il saggio propone una riflessione teorica sull’educazione plurilingue e sulla mediazione come dispositivo non solo linguistico, ma anche pedagogico e relazionale, capace di attivare processi di riconoscimento e partecipazione. Infine, viene avanzata la proposta di un modello educativo “decentrato”, fondato su una comunità educante plurale, in cui scuola e terzo settore operano in sinergia per costruire percorsi realmente inclusivi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/11365/1306994
