L’articolo analizza il film Todo modo di Elio Petri (1976) evidenziando la forza simbolica degli spazi ipogei e claustrofobici in cui la vicenda è interamente ambientata. Le scelte figurative di Petri e le scenografie di Dante Ferretti trasformano l’Eremo di Zafer in uno spazio di coazione spirituale, dove arte, architettura e sistemi di sorveglianza amplificano il degrado morale del potere democristiano. In un’estensione grottesca e visivamente ossessiva del romanzo di Sciascia, le sculture sacre e l’ambientazione brutalista configurano spazi opprimenti che riflettono l’illusorietà del cambiamento, e dove politica, religione e colpa si fondono in un’allucinata spirale senza via d’uscita.
Quattrocchi, L. (2025). Spazi di coazione spirituale: scenografie e arti figurative in Todo modo di Elio Petri. TODOMODO, 15, Tomo II, 121-136.
Spazi di coazione spirituale: scenografie e arti figurative in Todo modo di Elio Petri
Luca Quattrocchi
2025-01-01
Abstract
L’articolo analizza il film Todo modo di Elio Petri (1976) evidenziando la forza simbolica degli spazi ipogei e claustrofobici in cui la vicenda è interamente ambientata. Le scelte figurative di Petri e le scenografie di Dante Ferretti trasformano l’Eremo di Zafer in uno spazio di coazione spirituale, dove arte, architettura e sistemi di sorveglianza amplificano il degrado morale del potere democristiano. In un’estensione grottesca e visivamente ossessiva del romanzo di Sciascia, le sculture sacre e l’ambientazione brutalista configurano spazi opprimenti che riflettono l’illusorietà del cambiamento, e dove politica, religione e colpa si fondono in un’allucinata spirale senza via d’uscita.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/11365/1306454
