L'articolo esplora il pensiero filosofico di Romano Guardini, concentrandosi sulla sua teoria degli opposti (Der Gegensatz), esposta nell’omonima opera giovanile del 1925. È il tentativo di realizzare una filosofia della vita, capace di cogliere il dinamismo del «concreto vivente», individuare i pericoli negli estremi, celebrare l'"oscillazione", contro ogni forma di equilibrio statico. Guardini vuol rendere ragione, con rispetto "religioso", di ogni particolarità del reale, dall'ambito fisico a quello biologico, a quello psicologico. Impresa "fenomenologica", la trattazione presenta l’idea degli opposti come principio euristico capace di comprendere la realtà, attraverso una conoscenza che unisce intuizione e ragione, evitando ogni unilateralità. Nel contributo critico qui presentato, si evidenzia, quindi, il contesto storico e culturale della filosofia di Guardini, sottolineandone la rilevanza nel superare, da un lato, la diffidenza da parte dell’ambito accademico e, dall’altro, nel proporre un approccio innovativo alla comprensione del concreto vivente. L’invito è a considerare la polarità come chiave interpretativa fondamentale della realtà, offrendo un approccio alla vita che valorizza la complementarità e la tensione tra gli opposti. Elaborando creativamente la differenza tra opposizione (Gegensatz) e contraddizione (Wiederspruch), viene colto dialetticamente anche il rapporto tra opposti e il concetto di unità post-critica (in senso kantiano), per giungere ad un approfondimento sulla filosofia della vita e sulla dialettica qualitativa dell’esistenza.
Bezzini, L. (1993). Opposizione e reciprocità: il criterio ermeneutico del «Gegensatz» di Romano Guardini. BAILAMME, 13, 219-238.
Opposizione e reciprocità: il criterio ermeneutico del «Gegensatz» di Romano Guardini
Luca Bezzini
1993-01-01
Abstract
L'articolo esplora il pensiero filosofico di Romano Guardini, concentrandosi sulla sua teoria degli opposti (Der Gegensatz), esposta nell’omonima opera giovanile del 1925. È il tentativo di realizzare una filosofia della vita, capace di cogliere il dinamismo del «concreto vivente», individuare i pericoli negli estremi, celebrare l'"oscillazione", contro ogni forma di equilibrio statico. Guardini vuol rendere ragione, con rispetto "religioso", di ogni particolarità del reale, dall'ambito fisico a quello biologico, a quello psicologico. Impresa "fenomenologica", la trattazione presenta l’idea degli opposti come principio euristico capace di comprendere la realtà, attraverso una conoscenza che unisce intuizione e ragione, evitando ogni unilateralità. Nel contributo critico qui presentato, si evidenzia, quindi, il contesto storico e culturale della filosofia di Guardini, sottolineandone la rilevanza nel superare, da un lato, la diffidenza da parte dell’ambito accademico e, dall’altro, nel proporre un approccio innovativo alla comprensione del concreto vivente. L’invito è a considerare la polarità come chiave interpretativa fondamentale della realtà, offrendo un approccio alla vita che valorizza la complementarità e la tensione tra gli opposti. Elaborando creativamente la differenza tra opposizione (Gegensatz) e contraddizione (Wiederspruch), viene colto dialetticamente anche il rapporto tra opposti e il concetto di unità post-critica (in senso kantiano), per giungere ad un approfondimento sulla filosofia della vita e sulla dialettica qualitativa dell’esistenza.| File | Dimensione | Formato | |
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