Il presente contributo critico analizza l'incontro tra filosofia e teologia nell'opera di Romano Guardini, evidenziando la sua rilevanza e il superamento della separazione tra i due ambiti. A tale proposito, viene indagato, in particolare, il significato della “Chritliche Weltanschauung” guardiniana, come orientamento fondamentale nella produzione dell’autore. Il tema principale è l'incontro tra fede e mondo, inteso come un dialogo metodico e concreto che unisce la prospettiva cristiana con la realtà culturale, storica e sociale. Guardini propone una visione globale del mondo (Weltanschauung) che non si limita a una conoscenza astratta o sistematica, ma che si radica nella concretezza e nella totalità dell'esperienza umana. Di fondamentale importanza è il riferimento all’approccio fenomenologico, veicolato all’autore attraverso la figura di Max Scheler. Questo approccio si basa sulla rivelazione cristiana, con Cristo come punto centrale e mediatore tra Dio e il mondo, e mira a superare una rigida separazione tra teologia e filosofia, tra fede e cultura, pur nel riconoscimento della distinzione dei vari ambiti e nella salvaguardia della complessità dell’esistenza umana.
Bezzini, L. (1992). Incontro tra filosofia e teologia nella «Christliche Weltanschauung» di Romano Guardini. SAPIENZA, 45(2), 171-190.
Incontro tra filosofia e teologia nella «Christliche Weltanschauung» di Romano Guardini
Luca Bezzini
1992-01-01
Abstract
Il presente contributo critico analizza l'incontro tra filosofia e teologia nell'opera di Romano Guardini, evidenziando la sua rilevanza e il superamento della separazione tra i due ambiti. A tale proposito, viene indagato, in particolare, il significato della “Chritliche Weltanschauung” guardiniana, come orientamento fondamentale nella produzione dell’autore. Il tema principale è l'incontro tra fede e mondo, inteso come un dialogo metodico e concreto che unisce la prospettiva cristiana con la realtà culturale, storica e sociale. Guardini propone una visione globale del mondo (Weltanschauung) che non si limita a una conoscenza astratta o sistematica, ma che si radica nella concretezza e nella totalità dell'esperienza umana. Di fondamentale importanza è il riferimento all’approccio fenomenologico, veicolato all’autore attraverso la figura di Max Scheler. Questo approccio si basa sulla rivelazione cristiana, con Cristo come punto centrale e mediatore tra Dio e il mondo, e mira a superare una rigida separazione tra teologia e filosofia, tra fede e cultura, pur nel riconoscimento della distinzione dei vari ambiti e nella salvaguardia della complessità dell’esistenza umana.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/11365/1296634
