Il saggio si propone di descrivere i principali meccanismi di innovazione riscontrati nella mano principale del canzoniere delle nostre origini poetiche, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 3793 (comunemente noto come V). Far emergere alcune tipologie fisse di innovazione ha permesso di inquadrare la sua innovatività anche rispetto ai copisti degli altri canzonieri della lirica italiana del Duecento, Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Banco rari 217, ex Palatino 418 (P) e Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi 9 (L). L’obiettivo non vuole essere quello di riconsiderare i rapporti tra i testimoni per le singole tradizioni, ma semmai di continuare a riflettere sul ruolo attivo esercitato dai singoli copisti nella trasmissione dei testi, e a ragionare sulla loro consapevolezza e coscienza poetica. Riflessioni di questo genere confermano quanto resti ancora da dire sulla ricezione della lirica italiana medievale, anche quando risultino coinvolti i manoscritti da sempre più studiati.
Brancato, V. (2021). Meccanismi di innovazione nei canzonieri delle origini: la mano principale del Vaticano Latino 3793. STUDI DI FILOLOGIA ITALIANA, 79, 5-48.
Meccanismi di innovazione nei canzonieri delle origini: la mano principale del Vaticano Latino 3793
Brancato, Vittoria
2021-01-01
Abstract
Il saggio si propone di descrivere i principali meccanismi di innovazione riscontrati nella mano principale del canzoniere delle nostre origini poetiche, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 3793 (comunemente noto come V). Far emergere alcune tipologie fisse di innovazione ha permesso di inquadrare la sua innovatività anche rispetto ai copisti degli altri canzonieri della lirica italiana del Duecento, Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Banco rari 217, ex Palatino 418 (P) e Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi 9 (L). L’obiettivo non vuole essere quello di riconsiderare i rapporti tra i testimoni per le singole tradizioni, ma semmai di continuare a riflettere sul ruolo attivo esercitato dai singoli copisti nella trasmissione dei testi, e a ragionare sulla loro consapevolezza e coscienza poetica. Riflessioni di questo genere confermano quanto resti ancora da dire sulla ricezione della lirica italiana medievale, anche quando risultino coinvolti i manoscritti da sempre più studiati.File | Dimensione | Formato | |
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