Behind every desire, there’s the desire of not dying. Every civilization has dealt with the fear of death and the necessary elaboration of grief through the intuition that there’s an afterlife where the spiritual side of any man survives. Around this otherworldly destiny, which characterizes the religious belief of different cultures through the centuries, revolves a big portion of artistic production. In this brief contribution, the explicit desire for eternity in some art commissions in the Sienese area, in medieval era and early Renaissance, often results of last will in testaments, will be exemplified. The considerable amount of money spent for paintings, chapels, embroidered paraments, miniated liturgical books, epigraphs with emblems, portraits, names, dates, was really considered as a proper investment to satisfy the greatest of desires: the immortality one, if not of the body, at least of the soul and memory.

Il desiderio di non morire è sotteso ad ogni altro desiderio che sostanzialmente ne costituisce una derivazione. Ogni civiltà ha affrontato l’angoscia della morte e la necessaria elaborazione del lutto tramite l’intuizione di un oltre e la convinzione relativa a un aldilà nel quale sopravvive la parte spirituale di ogni uomo. Attorno a questo destino ultraterreno dell’uomo, che pur nella diversità caratterizza in maniera unitaria il pensiero religioso delle diverse culture attraverso i secoli, si condensa larga parte della produzione artistica. In questo breve contributo verrà esemplificato l’esplicitarsi del desiderio di eternità in alcune commissioni artistiche in area senese, in epoca medievale e di primo rinascimento, di frequente scaturite dalle ultime volontà espresse dai committenti nei testamenti. Le enormi somme di denaro impiegate per dipinti, cappelle, paramenti ricamati, libri liturgici miniati, epigrafi con stemmi, ritratti, nomi, date, furono realmente considerate veri e propri investimenti per poter soddisfare il più grande dei desideri: quello dell’immortalità se non del corpo almeno dell’anima e del ricordo.

Gianni, A. (2024). Cupientes tesaurizzare in coelo: commissioni artistiche e desiderio di immortalità nell'arte senese. In Images of desire in the mediterranean world (pp.421-438). Firenze : Sismel - Edizioni del Galluzzo.

Cupientes tesaurizzare in coelo: commissioni artistiche e desiderio di immortalità nell'arte senese

Gianni, Alessandra
2024-01-01

Abstract

Behind every desire, there’s the desire of not dying. Every civilization has dealt with the fear of death and the necessary elaboration of grief through the intuition that there’s an afterlife where the spiritual side of any man survives. Around this otherworldly destiny, which characterizes the religious belief of different cultures through the centuries, revolves a big portion of artistic production. In this brief contribution, the explicit desire for eternity in some art commissions in the Sienese area, in medieval era and early Renaissance, often results of last will in testaments, will be exemplified. The considerable amount of money spent for paintings, chapels, embroidered paraments, miniated liturgical books, epigraphs with emblems, portraits, names, dates, was really considered as a proper investment to satisfy the greatest of desires: the immortality one, if not of the body, at least of the soul and memory.
2024
978-88-9290-320-3
Il desiderio di non morire è sotteso ad ogni altro desiderio che sostanzialmente ne costituisce una derivazione. Ogni civiltà ha affrontato l’angoscia della morte e la necessaria elaborazione del lutto tramite l’intuizione di un oltre e la convinzione relativa a un aldilà nel quale sopravvive la parte spirituale di ogni uomo. Attorno a questo destino ultraterreno dell’uomo, che pur nella diversità caratterizza in maniera unitaria il pensiero religioso delle diverse culture attraverso i secoli, si condensa larga parte della produzione artistica. In questo breve contributo verrà esemplificato l’esplicitarsi del desiderio di eternità in alcune commissioni artistiche in area senese, in epoca medievale e di primo rinascimento, di frequente scaturite dalle ultime volontà espresse dai committenti nei testamenti. Le enormi somme di denaro impiegate per dipinti, cappelle, paramenti ricamati, libri liturgici miniati, epigrafi con stemmi, ritratti, nomi, date, furono realmente considerate veri e propri investimenti per poter soddisfare il più grande dei desideri: quello dell’immortalità se non del corpo almeno dell’anima e del ricordo.
Gianni, A. (2024). Cupientes tesaurizzare in coelo: commissioni artistiche e desiderio di immortalità nell'arte senese. In Images of desire in the mediterranean world (pp.421-438). Firenze : Sismel - Edizioni del Galluzzo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1252619