In his Philopseudes, Lucian tells the story (12–13) of the disinfestation of a farm from snakes, carried out by a Babylonian charmer. The story has its comic pointe (underlined by a line of Tychiades, Lucian’s alter ego) in the figure of an old and shabby drakon, that arrives last. To the known folkloric parallels it can be added an ancient folk legend about a disinfestation from rats (allomotifs of snakes), in which the charmer enjoins the onlookers not to talk or laugh during the operation. The ban is disregarded when the last rat, old and lame, arrives, and the disinfestation fails. This tale seems to be attested in the Middle East at least since the Middle Ages, featuring Apollonius of Tyana as its protagonist. The finale of Philopseudes 12–13 could allude to an archaic variant of this story, and the laughter of Tychiades would prove singularly pregnant in demolishing the reliability of the report, just as in the popular story it demolishes the effectiveness of the spell.

Nel suo Philopseudes, Luciano racconta la storia (12‑13) della disinfestazione dai serpenti di una fattoria, eseguita da un incantatore babilonese. Il racconto ha la sua pointe comica (evidenziata da una battuta di Tichiade, l’alter ego dell’autore) nella figura di un vecchio e malandato drakon, che si presenta per ultimo alla chiamata dell’incantatore. Ai paralleli folklorici già noti può essere aggiunta un’antica leggenda riguardante la disinfestazione di un luogo dai ratti (allomotifs dei serpenti), nella quale l’incantatore prescrive agli astanti di non parlare o ridere durante l’operazione. Il divieto è trasgredito quando arriva l’ultimo ratto, vecchio e zoppo, e così la disinfestazione fallisce. Questo racconto sembra essere attestato nel Medio Oriente almeno dal medioevo, e presenta Apollonio di Tiana come protagonista. Il finale di Philopseudes 12‑13 potrebbe alludere a un’antica variante della storia, e la risata di Tichiade si rivelerebbe singolarmente pregnante nel demolire l’affidabilità della narrazione, così come nel racconto folklorico l’ilarità demolisce l’efficacia dell’incantesimo.

Braccini, T. (2022). Luciano e il serpente anziano: riso e folktales nel Philopseudes. GAIA, 25 [10.4000/gaia.3145].

Luciano e il serpente anziano: riso e folktales nel Philopseudes

Braccini, Tommaso
2022

Abstract

Nel suo Philopseudes, Luciano racconta la storia (12‑13) della disinfestazione dai serpenti di una fattoria, eseguita da un incantatore babilonese. Il racconto ha la sua pointe comica (evidenziata da una battuta di Tichiade, l’alter ego dell’autore) nella figura di un vecchio e malandato drakon, che si presenta per ultimo alla chiamata dell’incantatore. Ai paralleli folklorici già noti può essere aggiunta un’antica leggenda riguardante la disinfestazione di un luogo dai ratti (allomotifs dei serpenti), nella quale l’incantatore prescrive agli astanti di non parlare o ridere durante l’operazione. Il divieto è trasgredito quando arriva l’ultimo ratto, vecchio e zoppo, e così la disinfestazione fallisce. Questo racconto sembra essere attestato nel Medio Oriente almeno dal medioevo, e presenta Apollonio di Tiana come protagonista. Il finale di Philopseudes 12‑13 potrebbe alludere a un’antica variante della storia, e la risata di Tichiade si rivelerebbe singolarmente pregnante nel demolire l’affidabilità della narrazione, così come nel racconto folklorico l’ilarità demolisce l’efficacia dell’incantesimo.
Braccini, T. (2022). Luciano e il serpente anziano: riso e folktales nel Philopseudes. GAIA, 25 [10.4000/gaia.3145].
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