The personal and family history of Giovanni di Agnolo Niccolini (1544-1611) in many ways recounts the modifications affecting the Florentine patriciate in the second half of the sixteenth century. The aristocratisation of the patriciate, which carried within peculiar mercantile and banking origins, found its first legitimacy in the exercise of public offices, and was connected to longevity and participation of lineages in the leading roles of administration, diplomacy and politics. Furthermore, from the fifteenth century onwards this aristocratic identity began to be stated also by means of cultural and artistic patronage to the point that the patriciate became the culturally leading class in Medicean Florence, as ‘city of art’ that the dominant family, together with the elite, was promoting to legitimate and exalt its power and pre-eminence both within and beyond the city. These features are analysed along the life of Giovanni Niccolini thanks to the extensive historical sources preserved in Niccolini’s family archive. His career fully displayed – before his role as resident ‘ambassador’ to the Holy See (1587-1611) – a well-planned path under the Medici’s rule towards a dimension of the ‘perfect’ Florentine gentleman: rich, with prominent kinships, in the favour of the sovereign, loving art and artistic patronage with a key role in justify the social rise and the historical identity of his lineage.

La storia personale e familiare di Giovanni di Agnolo Niccolini (1544-1611) è emblematica per molti aspetti delle trasformazioni che riguardarono il patriziato di Firenze nella seconda metà del XVI secolo. Il processo di “aristocratizzazione” del patriziato cittadino, che affondava le sue origini nelle attività mercantili e bancarie, trovò la sua piena legittimazione nell’esercizio delle cariche pubbliche, in una posizione distintiva legata alla longevità e alla partecipazione dei principali lignaggi alla gestione del potere nei ruoli guida dell’amministrazione pubblica, della diplomazia e dell’attività politica all’ombra dei Medici. Inoltre, a partire dal XV secolo, l’identità aristocratica iniziò sempre di più ad essere caratterizzata dal mecenatismo e dal patronato artistico e culturale, al punto che il patriziato divenne la principale élite culturale della Firenze dei Medici, in sintonia con l’immagine di Firenze ‘città culla delle arti’ promossa dalla famiglia dominante per esaltare e legittimare il proprio potere all’interno e fuori della città. Queste caratteristiche sono esaminate attraverso la vita di Giovanni Niccolini grazie allo studio nelle numerose fonti autobiografiche ed epistolari conservate nell’archivio privato di famiglia. La sua carriera mostra pienamente – già prima dell’importante ruolo di ambasciatore residente a Roma che avrebbe ricoperto presso la Santa Sede nella maturità (1587-1611) – un percorso ben pianificato e costruito all’ombra del potere mediceo di ‘perfetto’ gentiluomo fiorentino: ricco, al centro di una rete di importanti parentele, con il costante favore del sovrano, amante delle arti e del collezionismo, con il ruolo chiave che avrebbe avuto, attraverso le sue opere e la sua carriera di fedele servitore dei granduchi, nel promuovere l'ascesa sociale e l'identità storica della sua stirpe.

Zagli, A. (2019). The career and artistic patronage of a Florentine patrician: Giovanni di Agnolo Niccolini (1544-1611). RICERCHE STORICHE, 49(3), 49-74.

The career and artistic patronage of a Florentine patrician: Giovanni di Agnolo Niccolini (1544-1611)

Zagli, Andrea
2019-01-01

Abstract

La storia personale e familiare di Giovanni di Agnolo Niccolini (1544-1611) è emblematica per molti aspetti delle trasformazioni che riguardarono il patriziato di Firenze nella seconda metà del XVI secolo. Il processo di “aristocratizzazione” del patriziato cittadino, che affondava le sue origini nelle attività mercantili e bancarie, trovò la sua piena legittimazione nell’esercizio delle cariche pubbliche, in una posizione distintiva legata alla longevità e alla partecipazione dei principali lignaggi alla gestione del potere nei ruoli guida dell’amministrazione pubblica, della diplomazia e dell’attività politica all’ombra dei Medici. Inoltre, a partire dal XV secolo, l’identità aristocratica iniziò sempre di più ad essere caratterizzata dal mecenatismo e dal patronato artistico e culturale, al punto che il patriziato divenne la principale élite culturale della Firenze dei Medici, in sintonia con l’immagine di Firenze ‘città culla delle arti’ promossa dalla famiglia dominante per esaltare e legittimare il proprio potere all’interno e fuori della città. Queste caratteristiche sono esaminate attraverso la vita di Giovanni Niccolini grazie allo studio nelle numerose fonti autobiografiche ed epistolari conservate nell’archivio privato di famiglia. La sua carriera mostra pienamente – già prima dell’importante ruolo di ambasciatore residente a Roma che avrebbe ricoperto presso la Santa Sede nella maturità (1587-1611) – un percorso ben pianificato e costruito all’ombra del potere mediceo di ‘perfetto’ gentiluomo fiorentino: ricco, al centro di una rete di importanti parentele, con il costante favore del sovrano, amante delle arti e del collezionismo, con il ruolo chiave che avrebbe avuto, attraverso le sue opere e la sua carriera di fedele servitore dei granduchi, nel promuovere l'ascesa sociale e l'identità storica della sua stirpe.
Zagli, A. (2019). The career and artistic patronage of a Florentine patrician: Giovanni di Agnolo Niccolini (1544-1611). RICERCHE STORICHE, 49(3), 49-74.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1095139