The long-term prominence of Florentine’s patricians has produced a great range of sources, widely originated by the transmission along the time of social roles, political and religious careers, economic interests and heritages, concerning land ownership above all. Necessity of economic administration, but furthermore, of transmitting property and land richness – and memory of these – is the main reason because the private archives of Tuscan gentle families are full of precious primary sources for the study of the country and, more widely, for rural history from Middle Age to XX century. The aim of this paper is focusing on these documentary sources and present a first research’s account about the family’s archive of the Serristori. The case study is limited to the second half of XVII century. In a way, it’s a methodological survey in a particular type of primary source: the private letters about administration and exploitation of rural properties between the padroni and their agenti. The Casato, from the native Figline, was full integrated in the Florence’s aristocracy by the XIV-XV centuries but maintained strong economic interests and a great social influence in the native Valdarno. These letters – exchanged on a weekly or daily basis – are very important to highlight mentality (“paternalism”) and social and economic strategies about the wide rural tenancies from Valdarno to Valdichiana lead by the padroni according to their peripherals agents. But more widely the dense correspondence also contains lively and direct evidences of rural life in a typical Tuscan sharecropping rural area.

La lunga permanenza ai vertici della società fiorentina e toscana di famiglie di alto lignaggio ha significato una cospicua produzione di documentazione che testimonia la trasmissione per secoli, da una generazione all’altra, dei ruoli sociali, degli interessi e dei patrimoni, in gran parte fondati sulla proprietà della terra. La trasmissione della memoria e la necessità di conservare la ricchezza lungo le generazioni, spesso per un arco di molti secoli, ha fatto sì che gli archivi privati delle famiglie gentilizie toscane siano preziosi giacimenti di testimonianze e di informazioni per lo studio delle campagne toscane e più in generale per lo studio dell’agricoltura dal medioevo al XX secolo. Lo scopo del presente lavoro è quello di fornire un esempio dell’uso di tali fonti private, quali informazioni contengano e che interesse possano avere per lo studio dell’agricoltura toscana. Il caso proposto fa riferimento alla famiglia Serristori, originaria di Figline nel Valdarno ma pienamente affermata nella Firenze medicea. Il periodo campione preso in considerazione è la seconda metà del XVII secolo, con i membri della famiglia impegnati in carriere di alto profilo ma interessati ad esercitare un forte “paternalismo” a distanza anche nella località di origine dove vantavano cospicui interessi economici. Le fonti principali analizzate sono le lettere che i Serristori scambiavano con i propri agenti addetti all’amministrazione delle vaste fattorie che la famiglia possedeva fra il Valdarno e la Valdichiana. Le lettere settimanali o giornaliere assicuravano un flusso continuo di informazioni e di notizie sulla vita rurale, sulle raccolte e i mercati, sui comportamenti e gli atteggiamenti della grande proprietà nobiliare, sul funzionamento reale dei rapporti di produzione

Zagli, A. (2018). Mezzadria e vita rurale nelle fattorie valdarnesi dei Serristori (secolo XVII). RICERCHE STORICHE(1), 99-132.

Mezzadria e vita rurale nelle fattorie valdarnesi dei Serristori (secolo XVII)

Zagli Andrea
2018

Abstract

La lunga permanenza ai vertici della società fiorentina e toscana di famiglie di alto lignaggio ha significato una cospicua produzione di documentazione che testimonia la trasmissione per secoli, da una generazione all’altra, dei ruoli sociali, degli interessi e dei patrimoni, in gran parte fondati sulla proprietà della terra. La trasmissione della memoria e la necessità di conservare la ricchezza lungo le generazioni, spesso per un arco di molti secoli, ha fatto sì che gli archivi privati delle famiglie gentilizie toscane siano preziosi giacimenti di testimonianze e di informazioni per lo studio delle campagne toscane e più in generale per lo studio dell’agricoltura dal medioevo al XX secolo. Lo scopo del presente lavoro è quello di fornire un esempio dell’uso di tali fonti private, quali informazioni contengano e che interesse possano avere per lo studio dell’agricoltura toscana. Il caso proposto fa riferimento alla famiglia Serristori, originaria di Figline nel Valdarno ma pienamente affermata nella Firenze medicea. Il periodo campione preso in considerazione è la seconda metà del XVII secolo, con i membri della famiglia impegnati in carriere di alto profilo ma interessati ad esercitare un forte “paternalismo” a distanza anche nella località di origine dove vantavano cospicui interessi economici. Le fonti principali analizzate sono le lettere che i Serristori scambiavano con i propri agenti addetti all’amministrazione delle vaste fattorie che la famiglia possedeva fra il Valdarno e la Valdichiana. Le lettere settimanali o giornaliere assicuravano un flusso continuo di informazioni e di notizie sulla vita rurale, sulle raccolte e i mercati, sui comportamenti e gli atteggiamenti della grande proprietà nobiliare, sul funzionamento reale dei rapporti di produzione
Zagli, A. (2018). Mezzadria e vita rurale nelle fattorie valdarnesi dei Serristori (secolo XVII). RICERCHE STORICHE(1), 99-132.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11365/1043984