The study case offered by the international artists exhibits set in some private galleries in Milan in the 1920s reconsiders the triumph of a special form – the solo show – in the broadest context of the art system in Italy and encompasses art criticism, market and collecting taste in the light of the different (when not yet diverging) positions in the first decade of the fascist era. By focusing on the role played by Vittorio Pica, “curator” and art critic (but also Secretary General of the Venice Biennale in the editions 1920-1926), the exhibitions set in the galleries Pesaro, Bardi and Bottega di Poesia will be discussed: the names proposed on those occasions (Bernard, Rassenfosse, Liebermann, Grigorieff...) confirm an “internationalist” line, peculiar and isolated, in which one can read reluctances, missteps and generous openings of a rather delicate handover in the Italian artistic culture of the immediate first post-war period.

Il caso di studio offerto dall’organizzazione di alcune esposizioni di artisti internazionali nel circuito delle gallerie private milanesi negli anni Venti del Novecento propone una riflessione sull’affermazione di uno specifico genere espositivo – la mostra personale – nel più ampio contesto del sistema dell’arte in Italia dal punto di vista del dibattito critico, del collezionismo e dei diversi (quando non divergenti) orientamenti culturali nella prima stagione del Ventennio fascista. Attraverso un focus sull’azione di Vittorio Pica, “curatore” e critico d’arte (nonché segretario generale della Biennale di Venezia nelle edizioni dal 1920 al 1926), si prenderanno in esame le mostre allestite nelle gallerie Pesaro, Bardi e Bottega di Poesia: i nomi proposti (Bernard, Rassenfosse, Liebermann, Grigorieff...) confermano una linea "internazionalista", molto personale e solitaria, in cui leggere resistenze, passi falsi e generose aperture di un delicato passaggio di consegne nella cultura artistica italiana dell'immediato primo dopoguerra.

Lacagnina, D. (2018). Artisti internazionali e gallerie private a Milano negli anni Venti: le mostre di Vittorio Pica. RICERCHE DI S/CONFINE, Dossier 4, 225-236.

Artisti internazionali e gallerie private a Milano negli anni Venti: le mostre di Vittorio Pica

LACAGNINA, DAVIDE
2018-01-01

Abstract

Il caso di studio offerto dall’organizzazione di alcune esposizioni di artisti internazionali nel circuito delle gallerie private milanesi negli anni Venti del Novecento propone una riflessione sull’affermazione di uno specifico genere espositivo – la mostra personale – nel più ampio contesto del sistema dell’arte in Italia dal punto di vista del dibattito critico, del collezionismo e dei diversi (quando non divergenti) orientamenti culturali nella prima stagione del Ventennio fascista. Attraverso un focus sull’azione di Vittorio Pica, “curatore” e critico d’arte (nonché segretario generale della Biennale di Venezia nelle edizioni dal 1920 al 1926), si prenderanno in esame le mostre allestite nelle gallerie Pesaro, Bardi e Bottega di Poesia: i nomi proposti (Bernard, Rassenfosse, Liebermann, Grigorieff...) confermano una linea "internazionalista", molto personale e solitaria, in cui leggere resistenze, passi falsi e generose aperture di un delicato passaggio di consegne nella cultura artistica italiana dell'immediato primo dopoguerra.
Lacagnina, D. (2018). Artisti internazionali e gallerie private a Milano negli anni Venti: le mostre di Vittorio Pica. RICERCHE DI S/CONFINE, Dossier 4, 225-236.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1010580