Il presente lavoro si pone l’obiettivo di fornire un contributo per la caratterizzazione sedimentologica della fascia emersa del sistema spiaggia-duna del litorale del Parco Nazionale del Circeo (Lazio meridionale) attraverso un’integrazione tra diverse tecniche di acquisizione di dati spettro-radiometrici potenzialmente in grado di stimare le caratteristiche mineralogiche e granulometriche dei sedimenti. Mediante l’utilizzo di un sensore iperspettrale aviotrasportato (MIVIS) e di uno spettroradiometro da campo, sono state analizzate le caratteristiche spettrali legate alla variabilità composizionale dei sedimenti. La composizione mineralogica, quella granulometrica ed il contenuto d’acqua dei sedimenti sono infatti determinanti primari delle loro intrinseche proprietà di riflettanza. Se gli effetti di composizione dei sedimenti, granulometria e contenuto d’acqua si distinguono spettralmente, è possibile mappare queste proprietà su scale sinottiche utilizzando overpass iperspettrali, in combinazione con alcune misure radiometriche di campo. L’approccio metodologico adottato per il processing dei dati iperspettrali è la Spectral Mixture Analysis (SMA) che identifica la riflettanza spettrale sperimentale di qualunque materiale come la combinazione lineare della riflettanza di componenti "puri" definiti endmember (em). L’insieme di tecniche iperspettrali implementate ha permesso la discriminazione spaziale di alcune caratteristiche fisico-mineralogiche dei sedimenti costieri dell’area di studio sulla base della loro risposta spettrale e ha consentito di approfondire le analisi fino alla scala di dettaglio consentita dalla elevata risoluzione spaziale delle immagini MIVIS. I risultati di abbondanza ottenuti applicando lo SMA alle immagini consentono di affermare che la composizione mineralogica della spiaggia risulta caratterizzata, a Nord, da una maggior percentuale di Pirosseni. Procedendo verso Sud aumenta il contenuto di Calcite e Feldspati. L’approccio di studio è relativamente rapido, ha bisogno di un ricorso limitato a campioni e determinazioni di laboratorio, e non interferisce con l’ambiente. Questo studio, essendo basato sull’impiego di immagini telerilevate, fornisce risultati spazialmente continui che possono essere in grado di evidenziare processi e condizioni altrimenti non facilmente rilevabili tramite misure "puntuali". Inoltre, nuovi sorvoli nelle aree costiere adiacenti, potrebbero consentire di valutare la variazione composizionale della spiaggia e quindi l’eventuale effetto selettivo sui relativi componenti, determinato da processi di arretramento/avanzamento della linea di costa e da effetti legati alla longshore current.

Manzo, C., Valentini, E., Persichillo, M.G., Filipponi, F., Taramelli, A., Giorgetti, G., et al. (2013). Integrazione di immagini iperspettrali e misure in situ per la caratterizzazione spettrale dei sedimenti costieri nell'area di Sabaudia. In Riassunti del congresso AIQUA 2013 (pp.68-68). Roma : INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Integrazione di immagini iperspettrali e misure in situ per la caratterizzazione spettrale dei sedimenti costieri nell'area di Sabaudia

Giorgetti, G.;Disperati, L.;
2013

Abstract

Il presente lavoro si pone l’obiettivo di fornire un contributo per la caratterizzazione sedimentologica della fascia emersa del sistema spiaggia-duna del litorale del Parco Nazionale del Circeo (Lazio meridionale) attraverso un’integrazione tra diverse tecniche di acquisizione di dati spettro-radiometrici potenzialmente in grado di stimare le caratteristiche mineralogiche e granulometriche dei sedimenti. Mediante l’utilizzo di un sensore iperspettrale aviotrasportato (MIVIS) e di uno spettroradiometro da campo, sono state analizzate le caratteristiche spettrali legate alla variabilità composizionale dei sedimenti. La composizione mineralogica, quella granulometrica ed il contenuto d’acqua dei sedimenti sono infatti determinanti primari delle loro intrinseche proprietà di riflettanza. Se gli effetti di composizione dei sedimenti, granulometria e contenuto d’acqua si distinguono spettralmente, è possibile mappare queste proprietà su scale sinottiche utilizzando overpass iperspettrali, in combinazione con alcune misure radiometriche di campo. L’approccio metodologico adottato per il processing dei dati iperspettrali è la Spectral Mixture Analysis (SMA) che identifica la riflettanza spettrale sperimentale di qualunque materiale come la combinazione lineare della riflettanza di componenti "puri" definiti endmember (em). L’insieme di tecniche iperspettrali implementate ha permesso la discriminazione spaziale di alcune caratteristiche fisico-mineralogiche dei sedimenti costieri dell’area di studio sulla base della loro risposta spettrale e ha consentito di approfondire le analisi fino alla scala di dettaglio consentita dalla elevata risoluzione spaziale delle immagini MIVIS. I risultati di abbondanza ottenuti applicando lo SMA alle immagini consentono di affermare che la composizione mineralogica della spiaggia risulta caratterizzata, a Nord, da una maggior percentuale di Pirosseni. Procedendo verso Sud aumenta il contenuto di Calcite e Feldspati. L’approccio di studio è relativamente rapido, ha bisogno di un ricorso limitato a campioni e determinazioni di laboratorio, e non interferisce con l’ambiente. Questo studio, essendo basato sull’impiego di immagini telerilevate, fornisce risultati spazialmente continui che possono essere in grado di evidenziare processi e condizioni altrimenti non facilmente rilevabili tramite misure "puntuali". Inoltre, nuovi sorvoli nelle aree costiere adiacenti, potrebbero consentire di valutare la variazione composizionale della spiaggia e quindi l’eventuale effetto selettivo sui relativi componenti, determinato da processi di arretramento/avanzamento della linea di costa e da effetti legati alla longshore current.
Manzo, C., Valentini, E., Persichillo, M.G., Filipponi, F., Taramelli, A., Giorgetti, G., et al. (2013). Integrazione di immagini iperspettrali e misure in situ per la caratterizzazione spettrale dei sedimenti costieri nell'area di Sabaudia. In Riassunti del congresso AIQUA 2013 (pp.68-68). Roma : INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11365/973632