Il saggio è frutto della rielaborazione della relazione che l’Autore ha tenuto nel Convegno su “Sistema creditizio e finanziario: problemi e prospettive” tenuto a Siena, il 9 e10 maggio 2013, ed avente ad oggetto la riorganizzazione della Vigilanza in Italia con particolare riferimento a banche e assicurazioni. Il lavoro prende le mosse dal significato da attribuire, nel contesto che qui interessa (quello della vigilanza), al termine “riorganizzazione”. Il significato immediato che il termine riorganizzazione rievoca alla mente attiene alla struttura della vigilanza alla sua architettura; ma limitarsi a considerare esclusivamente tale profilo della riorganizzazione sarebbe alquanto riduttivo soprattutto in considerazione del fatto che qualsivoglia analisi sulla struttura della Vigilanza non può prescindere da altri due importanti profili strettamente connessi con la struttura e cioè: 1) le finalità della vigilanza e, quindi, sarebbe opportuno soffermarsi a vedere come sono state riorganizzate, come sono state ripensate le fi¬nalità della vigilanza nel settore bancario e nel settore assicurativo posto che, come è noto a molti, la struttura va a braccetto con le finalità che la medesima vigilanza intende perseguire e 2) gli strumenti della vigilanza e per tale profilo, solo per semplificazione, basti pensare al passaggio dalla vigilanza strutturale alla vigilanza prudenziale realizzato gradualmente, soprattutto con il rilevante e significativo apporto del legislatore europeo per il tramite delle direttive di armonizzazione minima e, ultimamente, anche di armonizzazione massima come la direttiva 2007/44 con la quale sono state omogeneizzate le discipline esistenti in tutti e tre i settori del mercato finanziario (bancario, assicurativo e dei mercati mobiliari) relative agli assetti proprietari. Pertanto la riorganizzazione deve essere intesa nella sua accezione più am¬pia e, quindi, nel lavoro si ripercorrono non solo le modifiche intervenute sulla struttura ma anche quelle che hanno insistito su finalità ed obiettivi della vigilanza nel presupposto che la sostituzione dell’ISVAP con l’IVASS non sia solo da ricondurre alla struttura della vigilanza ma anche agli obiettivi ed alle finalità della medesima. Quanto appena detto è confermato proprio dall’incipit del comma 1 dell’art. 13 d.l. 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla l. 7 agosto 2012, n. 135 (…) nel quale sono espressamente indicate le finalità della riforma delle Vigilanza sulle imprese di assicurazioni: “al fine di assicurare la piena integrazione dell’attività di vigilanza nel settore assicurativo, anche attraverso un più stretto collega-mento con la vigilanza bancaria, è istituito con sede legale in Roma, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS)”. L’IVASS non nasce dal nulla e non nasce solo, come emerge da dichiarazioni ufficiali che hanno introdotto la riforma, per l’antifrode ma la necessaria integrazione, o come dice la norma citata, il “più stretto collegamento” fra vigilanza assicurativa e vigilanza bancaria ha radici storiche ben più profonde ed è proprio su queste radici che bisogna indagare e dalle quali prende le mosse il lavoro.

Corvese, C.G. (2014). La riorganizzazione della vigilanza in Italia: banche e assicurazioni. In Scritti per Franco Belli. I. Atti del Convegno di Siena del 9-10 maggio 2013. Sistema creditizio e finanziario: problemi e prospettive (pp.79-99). Ospedaletto (Pisa) : Pacini editore.

La riorganizzazione della vigilanza in Italia: banche e assicurazioni

CORVESE, CIRO GENNARO
2014

Abstract

Il saggio è frutto della rielaborazione della relazione che l’Autore ha tenuto nel Convegno su “Sistema creditizio e finanziario: problemi e prospettive” tenuto a Siena, il 9 e10 maggio 2013, ed avente ad oggetto la riorganizzazione della Vigilanza in Italia con particolare riferimento a banche e assicurazioni. Il lavoro prende le mosse dal significato da attribuire, nel contesto che qui interessa (quello della vigilanza), al termine “riorganizzazione”. Il significato immediato che il termine riorganizzazione rievoca alla mente attiene alla struttura della vigilanza alla sua architettura; ma limitarsi a considerare esclusivamente tale profilo della riorganizzazione sarebbe alquanto riduttivo soprattutto in considerazione del fatto che qualsivoglia analisi sulla struttura della Vigilanza non può prescindere da altri due importanti profili strettamente connessi con la struttura e cioè: 1) le finalità della vigilanza e, quindi, sarebbe opportuno soffermarsi a vedere come sono state riorganizzate, come sono state ripensate le fi¬nalità della vigilanza nel settore bancario e nel settore assicurativo posto che, come è noto a molti, la struttura va a braccetto con le finalità che la medesima vigilanza intende perseguire e 2) gli strumenti della vigilanza e per tale profilo, solo per semplificazione, basti pensare al passaggio dalla vigilanza strutturale alla vigilanza prudenziale realizzato gradualmente, soprattutto con il rilevante e significativo apporto del legislatore europeo per il tramite delle direttive di armonizzazione minima e, ultimamente, anche di armonizzazione massima come la direttiva 2007/44 con la quale sono state omogeneizzate le discipline esistenti in tutti e tre i settori del mercato finanziario (bancario, assicurativo e dei mercati mobiliari) relative agli assetti proprietari. Pertanto la riorganizzazione deve essere intesa nella sua accezione più am¬pia e, quindi, nel lavoro si ripercorrono non solo le modifiche intervenute sulla struttura ma anche quelle che hanno insistito su finalità ed obiettivi della vigilanza nel presupposto che la sostituzione dell’ISVAP con l’IVASS non sia solo da ricondurre alla struttura della vigilanza ma anche agli obiettivi ed alle finalità della medesima. Quanto appena detto è confermato proprio dall’incipit del comma 1 dell’art. 13 d.l. 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla l. 7 agosto 2012, n. 135 (…) nel quale sono espressamente indicate le finalità della riforma delle Vigilanza sulle imprese di assicurazioni: “al fine di assicurare la piena integrazione dell’attività di vigilanza nel settore assicurativo, anche attraverso un più stretto collega-mento con la vigilanza bancaria, è istituito con sede legale in Roma, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS)”. L’IVASS non nasce dal nulla e non nasce solo, come emerge da dichiarazioni ufficiali che hanno introdotto la riforma, per l’antifrode ma la necessaria integrazione, o come dice la norma citata, il “più stretto collegamento” fra vigilanza assicurativa e vigilanza bancaria ha radici storiche ben più profonde ed è proprio su queste radici che bisogna indagare e dalle quali prende le mosse il lavoro.
9788863157505
Corvese, C.G. (2014). La riorganizzazione della vigilanza in Italia: banche e assicurazioni. In Scritti per Franco Belli. I. Atti del Convegno di Siena del 9-10 maggio 2013. Sistema creditizio e finanziario: problemi e prospettive (pp.79-99). Ospedaletto (Pisa) : Pacini editore.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11365/972056