Il massiccio aspromontano incombe sulla parte più meridionale dell'odierna Calabria e, con i suoi numerosi rilievi e promontori costieri, priva il sottostante litorale di significative aree pianeggianti. Dalla media età del Bronzo alcuni abitati indigeni naturalmente difesi (i maggiori dei quali estesi per alcune decine di ettari) si andarono strutturando all'interno di un sistema insediativo teso a far pervenire ai principali approdi e scali marittimi i prodotti e le risorse aspromontani (forestali, cerealicole, vinicole, pastorali, olearie, minerarie). Con l'arrivo dei coloni greci fra VIII e VII sec. a.C. (reggini e locresi) la situazione non mutò radicalmente per circa un secolo : Metauros rimase nella Piana di Gioia Tauro, ai piedi nord-occidentali dell'Aspromonte, un centro 'emporico' a popolamento misto siculo-euboico. Ma la fondazione poco più a N delle 'sub-colonie' da parte locrese sempre sul versante tirrenico (Medma ed Hipponion) portò poi anche alla conquista di Metauros a metà VI ed alla conseguente crisi dei connessi abitati anellenici nell'interno (quali Castellace di Oppido Mamertina), alla delimitazione di confini tra i territori coloniali, ormai attigui, di Rhegion, Lokroi e relative 'sub-colonie' (con conseguenze in ambito sacro e militare), alla crisi del sistema produttivo e commerciale che dal cuore dell'Aspromonte consentiva l'esportazione delle risorse dell'area. Solo con l'arrivo dei Brettii alla metà del IV sec. a.C. sembra riprendere piede l'antico sistema insediativo anellenico, a danno delle chorai coloniali greche, facilitato dalle conseguenze della conquista siracusana di Rhegion (386-351/0 a.C.).

Cordiano, G. (2014). Siculi, Greci, Brettii in Aspromonte tra età arcaica ed ellenistica. Insediamenti costieri e non in Magna Grecia tra Rhegion, Lokroi Epizephyrioi e Metauros. In Implantations humaines en milieu littoral méditerranéen : facteurs d’installation et processus d’appropriation de l’espace (Préhistoire, Antiquité, Moyen Âge). XXXIV e rencontres internationales d’archéologie et d’histoire d’Antibes (pp.267-284). Editions APDCA.

Siculi, Greci, Brettii in Aspromonte tra età arcaica ed ellenistica. Insediamenti costieri e non in Magna Grecia tra Rhegion, Lokroi Epizephyrioi e Metauros

CORDIANO, GIUSEPPE
2014

Abstract

Il massiccio aspromontano incombe sulla parte più meridionale dell'odierna Calabria e, con i suoi numerosi rilievi e promontori costieri, priva il sottostante litorale di significative aree pianeggianti. Dalla media età del Bronzo alcuni abitati indigeni naturalmente difesi (i maggiori dei quali estesi per alcune decine di ettari) si andarono strutturando all'interno di un sistema insediativo teso a far pervenire ai principali approdi e scali marittimi i prodotti e le risorse aspromontani (forestali, cerealicole, vinicole, pastorali, olearie, minerarie). Con l'arrivo dei coloni greci fra VIII e VII sec. a.C. (reggini e locresi) la situazione non mutò radicalmente per circa un secolo : Metauros rimase nella Piana di Gioia Tauro, ai piedi nord-occidentali dell'Aspromonte, un centro 'emporico' a popolamento misto siculo-euboico. Ma la fondazione poco più a N delle 'sub-colonie' da parte locrese sempre sul versante tirrenico (Medma ed Hipponion) portò poi anche alla conquista di Metauros a metà VI ed alla conseguente crisi dei connessi abitati anellenici nell'interno (quali Castellace di Oppido Mamertina), alla delimitazione di confini tra i territori coloniali, ormai attigui, di Rhegion, Lokroi e relative 'sub-colonie' (con conseguenze in ambito sacro e militare), alla crisi del sistema produttivo e commerciale che dal cuore dell'Aspromonte consentiva l'esportazione delle risorse dell'area. Solo con l'arrivo dei Brettii alla metà del IV sec. a.C. sembra riprendere piede l'antico sistema insediativo anellenico, a danno delle chorai coloniali greche, facilitato dalle conseguenze della conquista siracusana di Rhegion (386-351/0 a.C.).
978-2-904110-54-2
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