Il ruolo dell'attività fisica nella prevenzione del sovrappeso e dell'obesità ha ricevuto considerevole attenzione durante gli ultimi 10 anni. Ci sono, infatti, diverse review sull'associazione tra attività fisica e sovrappeso, mentre solo poche ricerche si sono occupate della relazione con il sottopeso, in particolare negli adolescenti (Levin S et al, 2003; Kumar BN et al, 2004). Fino a pochi anni fa, lo studio del sottopeso nei paesi sviluppati è stato meno frequente rispetto al sovrappeso, anche a causa della mancanza di cut-offs univoci e specifici per questa fascia di età e pertanto, probabilmente, meno discusso nella letteratura sull'attività fisica. Recentemente, invece, uno studio di follow-up condotto su una coorte di studenti svedesi ha fornito dati interessanti sul potenziale legame tra bassi livelli di attività fisica nel tempo libero e sottopeso (Elinder LS et al, 2011), aprendo la strada a future ricerche dimostrative basate su dati prospettici e valide misure di attività fisica. Inoltre, uno tra i primi studi di prevalenza del sottopeso negli adolescenti in 10 paesi europei e negli U.S.A. (Lazzeri G.et al, under review) ha evidenziato, utilizzando il cut-off BMI = 17kg/m2 all'età di 18 anni proposto da Cole and colleagues (2007) per unificare la definizione di 'Thinness' (sottopeso di grado 2) per bambini e adolescenti, una tendenza della percentuale di sottopeso in aumento nel periodo 1998-2006, soprattutto nelle ragazze di 15 anni in Francia e in Svezia. Risultati analoghi sono emersi anche dai dati toscani ottenuti nel 2010 da campioni comparabili ( stessa metodologia HBSC-international survey e cut-offs epidemiologici di Cole). Nel periodo 2006-2010, infatti, i dati mostrano, a fronte di una omogenea diminuzione del sovrappeso totale (BMI> 25) negli adolescenti, sia complessivamente (19,6% 2006 vs 16,8% 2010, a 11 anni; 17,9% 2006 vs 14,5% 2010, a 13 anni; 19,7% 2006 vs 12,9% 2010, a 15 anni) che stratificando per sesso, un aumento del sottopeso nelle femmine (3,1% 2006 vs 4,2% 2010) e anche nei maschi (1,2% 2006 vs 1,4% 2010) di 15 anni. In conclusione, se futuri studi di coorte, basati sia su valutazioni della dieta che su valide misure di attività fisica giornaliera complessiva, confermassero il ruolo dell'attività fisica nella riduzione della prevalenza di sottopeso, si potrebbero progettare azioni sinergiche, mirate a combinare interventi nutrizionali con la promozione dell'attività fisica, non solo per la prevenzione del sovrappeso. Affrontando, pertanto, il sottopeso non come un problema aggiuntivo di sanità pubblica ma con lo scopo comune di promuovere 'un corpo sano'.

Rossi, S., Pozzi, T., Simi, R., Lazzeri, G. (2013). Azioni sinergiche per la prevenzione di sovrappeso e sottopeso negli adolescenti: potenziale importanza dell'attività fisica.. In 46° Congresso Nazionale della Società Italiana di Igiene: La SIti per la difesa e per il rinnovamento del Servizio Sanitario Nazionale (pp.531-531).

Azioni sinergiche per la prevenzione di sovrappeso e sottopeso negli adolescenti: potenziale importanza dell'attività fisica.

ROSSI, STEFANIA;POZZI, TERESA;SIMI, RITA;LAZZERI, GIACOMO
2013-01-01

Abstract

Il ruolo dell'attività fisica nella prevenzione del sovrappeso e dell'obesità ha ricevuto considerevole attenzione durante gli ultimi 10 anni. Ci sono, infatti, diverse review sull'associazione tra attività fisica e sovrappeso, mentre solo poche ricerche si sono occupate della relazione con il sottopeso, in particolare negli adolescenti (Levin S et al, 2003; Kumar BN et al, 2004). Fino a pochi anni fa, lo studio del sottopeso nei paesi sviluppati è stato meno frequente rispetto al sovrappeso, anche a causa della mancanza di cut-offs univoci e specifici per questa fascia di età e pertanto, probabilmente, meno discusso nella letteratura sull'attività fisica. Recentemente, invece, uno studio di follow-up condotto su una coorte di studenti svedesi ha fornito dati interessanti sul potenziale legame tra bassi livelli di attività fisica nel tempo libero e sottopeso (Elinder LS et al, 2011), aprendo la strada a future ricerche dimostrative basate su dati prospettici e valide misure di attività fisica. Inoltre, uno tra i primi studi di prevalenza del sottopeso negli adolescenti in 10 paesi europei e negli U.S.A. (Lazzeri G.et al, under review) ha evidenziato, utilizzando il cut-off BMI = 17kg/m2 all'età di 18 anni proposto da Cole and colleagues (2007) per unificare la definizione di 'Thinness' (sottopeso di grado 2) per bambini e adolescenti, una tendenza della percentuale di sottopeso in aumento nel periodo 1998-2006, soprattutto nelle ragazze di 15 anni in Francia e in Svezia. Risultati analoghi sono emersi anche dai dati toscani ottenuti nel 2010 da campioni comparabili ( stessa metodologia HBSC-international survey e cut-offs epidemiologici di Cole). Nel periodo 2006-2010, infatti, i dati mostrano, a fronte di una omogenea diminuzione del sovrappeso totale (BMI> 25) negli adolescenti, sia complessivamente (19,6% 2006 vs 16,8% 2010, a 11 anni; 17,9% 2006 vs 14,5% 2010, a 13 anni; 19,7% 2006 vs 12,9% 2010, a 15 anni) che stratificando per sesso, un aumento del sottopeso nelle femmine (3,1% 2006 vs 4,2% 2010) e anche nei maschi (1,2% 2006 vs 1,4% 2010) di 15 anni. In conclusione, se futuri studi di coorte, basati sia su valutazioni della dieta che su valide misure di attività fisica giornaliera complessiva, confermassero il ruolo dell'attività fisica nella riduzione della prevalenza di sottopeso, si potrebbero progettare azioni sinergiche, mirate a combinare interventi nutrizionali con la promozione dell'attività fisica, non solo per la prevenzione del sovrappeso. Affrontando, pertanto, il sottopeso non come un problema aggiuntivo di sanità pubblica ma con lo scopo comune di promuovere 'un corpo sano'.
Rossi, S., Pozzi, T., Simi, R., Lazzeri, G. (2013). Azioni sinergiche per la prevenzione di sovrappeso e sottopeso negli adolescenti: potenziale importanza dell'attività fisica.. In 46° Congresso Nazionale della Società Italiana di Igiene: La SIti per la difesa e per il rinnovamento del Servizio Sanitario Nazionale (pp.531-531).
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