Introduzione: Durante la gravidanza si sviluppa nelle donne una maggiore attenzione e preoccupazione per i possibili pericoli derivati dall’alimentazione. Detti pericoli possono essere prevenuti con una corretta informazione e con l’applicazioni di semplici norme igieniche. Solitamente le donne attingono informazioni riguardo a questo argomento da internet, da libri e riviste, da personale sanitario e da altre fonti meno importanti/affidabili/censibili. Gli obiettivi di questo studio sono: 1) Valutare la percezione e la conoscenza delle donne in gravidanza riguardo al rischio alimentare; 2) stabilire le fonti più consultate dalle donne riguardo a questo argomento. Metodi: I dati sono stati raccolti mediante un questionario anonimo, usato precedentemente in un altro studio Italiano, consegnato a tutte le donne ricoverate in attesa di partorire presso l’Azienda Ospedaliera “Le Scotte” di Siena dal Settembre 2013 al Febbraio 2014. Sono stati consegnati in totale 260 questionari. I questionari sono stati processati con un dispositivo di lettura ottica. L’ analisi dei dati è stata condotta mediante Odds Ratio e test χ ² . Risultati: I questionari riconsegnati sono stati il 57,3%. Più del 90% delle donne si è interessato al rischio alimentare in gravidanza; il 79,5% ha ricevuto informazioni dal ginecologoe/o almeno il 45% da Internet. Inoltre, la parità, la nazionalità ed il livello di educazione hanno influito sulla consapevolezza e sulla conoscenza di alcuni aspetti dei detti rischi: le donne straniere hanno ricevuto informazioni dal ginecologo in misura minore rispetto alle Italiane (OR 0,32, p=0,01); le laureate rispetto alle non laureate hanno una maggior consapevolezza del problema della Listeria (OP 3,86, p<0,001); le primipare, rispetto alle multipare, considerano più pericoloso il Toxoplasma (p=0,004). Conclusioni: Le donne sostengono di avere una buona consapevolezza dei rischi legati all’alimentazione, tuttavia non sempre le loro conoscenze sono risultate corrette. Questa discrepanza può essere dovuta ad un uso sbagliato delle fonti di informazione; infatti, molte di esse come internet o gli amici non sempre sono affidabili. Poiché la maggior parte di questi rischi sono facilmente evitabili, sarebbe auspicabile una migliore educazione nutrizionale ad opera di personale sanitario come l’ostetrica, la dietista ed il ginecologo, addestrati a lavorare in Team.

Ricchi, E., Messina, G., Serafini, A., Petraglia, F., Verzuri, A., Severi, F.M., et al. (2014). Cosa sanno le donne dei rischi alimentari in gravidanza. In Educare alla responsabilità (pp.117-118). Lulu Pr.

Cosa sanno le donne dei rischi alimentari in gravidanza

MESSINA, GABRIELE;SERAFINI, ANDREA;PETRAGLIA, FELICE;VERZURI, AGNESE;SEVERI, FILIBERTO MARIA;NANTE, NICOLA
2014

Abstract

Introduzione: Durante la gravidanza si sviluppa nelle donne una maggiore attenzione e preoccupazione per i possibili pericoli derivati dall’alimentazione. Detti pericoli possono essere prevenuti con una corretta informazione e con l’applicazioni di semplici norme igieniche. Solitamente le donne attingono informazioni riguardo a questo argomento da internet, da libri e riviste, da personale sanitario e da altre fonti meno importanti/affidabili/censibili. Gli obiettivi di questo studio sono: 1) Valutare la percezione e la conoscenza delle donne in gravidanza riguardo al rischio alimentare; 2) stabilire le fonti più consultate dalle donne riguardo a questo argomento. Metodi: I dati sono stati raccolti mediante un questionario anonimo, usato precedentemente in un altro studio Italiano, consegnato a tutte le donne ricoverate in attesa di partorire presso l’Azienda Ospedaliera “Le Scotte” di Siena dal Settembre 2013 al Febbraio 2014. Sono stati consegnati in totale 260 questionari. I questionari sono stati processati con un dispositivo di lettura ottica. L’ analisi dei dati è stata condotta mediante Odds Ratio e test χ ² . Risultati: I questionari riconsegnati sono stati il 57,3%. Più del 90% delle donne si è interessato al rischio alimentare in gravidanza; il 79,5% ha ricevuto informazioni dal ginecologoe/o almeno il 45% da Internet. Inoltre, la parità, la nazionalità ed il livello di educazione hanno influito sulla consapevolezza e sulla conoscenza di alcuni aspetti dei detti rischi: le donne straniere hanno ricevuto informazioni dal ginecologo in misura minore rispetto alle Italiane (OR 0,32, p=0,01); le laureate rispetto alle non laureate hanno una maggior consapevolezza del problema della Listeria (OP 3,86, p<0,001); le primipare, rispetto alle multipare, considerano più pericoloso il Toxoplasma (p=0,004). Conclusioni: Le donne sostengono di avere una buona consapevolezza dei rischi legati all’alimentazione, tuttavia non sempre le loro conoscenze sono risultate corrette. Questa discrepanza può essere dovuta ad un uso sbagliato delle fonti di informazione; infatti, molte di esse come internet o gli amici non sempre sono affidabili. Poiché la maggior parte di questi rischi sono facilmente evitabili, sarebbe auspicabile una migliore educazione nutrizionale ad opera di personale sanitario come l’ostetrica, la dietista ed il ginecologo, addestrati a lavorare in Team.
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