Occuparsi di cartografia moderna del litorale toscano (arcipelago compreso) significa esplorare un mare magnum di rappresentazioni spaziali che comprende le più svariate categorie: cartografia nautica, ‘isolari’, figure terrestri di tipo corografico e topografico, carte tematiche di territori più o meno piccoli, piante di città e di fortificazioni con vedute e disegni architettonici, ecc. Non mancano rappresentazioni – quasi sempre a stampa – riferibili a fini scientifico-culturali o ad iniziative editoriali (come appunto gli isolari quattro-secenteschi e le carte regionali riunite in grandi e famosi atlanti da stampatori italiani ed europei), ma siamo in presenza in massima parte di una produzione essenzialmente manoscritta legata agli interessi strategici ed economici degli Stati europei e soprattutto dei diversi governi toscani, specialmente quelli medicei e lorenesi1, e redatta per il controllo amministrativo e politico-militare del territorio tra tempi tardo-medievali e contemporanei. E’ anche per la frammentazione fra vari Stati che per il litorale toscano (e maremmano in particolare) si dispone di numerosissime rappresentazioni cartografiche sostanzialmente riconducibili a tre motivazioni: il problema della definizione dei confini, con la sistemazione delle annose controversie dovute anche alla fruizione delle risorse acquatiche, agricole, pastorali e boschive; la sistemazione delle acque fluviali e palustri, con le conseguenti operazioni della bonifica e colonizzazione delle pianure umide retrodunali e degli stessi acquitrini costieri; il controllo e la difesa, in termini militari, doganali e sanitari, del territorio costiero. Queste importanti esigenze territoriali spiegano l'interesse dei documenti grafici a partire dal XVI secolo, allorché si formano Stati moderni meglio organizzati sul piano della burocrazia tecnico-amministrativa; da allora, le carte presentano di regola scale di riduzione e – seppure assai parzialmente – caratteri legati a rilevamenti sul terreno e misurazioni con strumenti topografici che rendono possibili l’inquadramento di una apprezzabile ricchezza di particolari topografici complessivamente di buona attendibilità.

Guarducci, A., Rombai, L. (2009). La costa vista dal mare in età moderna. Il litorale maremmano nelle cartografie e iconografie della marina francese e toscana. In La costa maremmana. Uomo e ambiente tra medioevo ed età moderna (pp.147-165). Debatte.

La costa vista dal mare in età moderna. Il litorale maremmano nelle cartografie e iconografie della marina francese e toscana

GUARDUCCI, ANNA;
2009-01-01

Abstract

Occuparsi di cartografia moderna del litorale toscano (arcipelago compreso) significa esplorare un mare magnum di rappresentazioni spaziali che comprende le più svariate categorie: cartografia nautica, ‘isolari’, figure terrestri di tipo corografico e topografico, carte tematiche di territori più o meno piccoli, piante di città e di fortificazioni con vedute e disegni architettonici, ecc. Non mancano rappresentazioni – quasi sempre a stampa – riferibili a fini scientifico-culturali o ad iniziative editoriali (come appunto gli isolari quattro-secenteschi e le carte regionali riunite in grandi e famosi atlanti da stampatori italiani ed europei), ma siamo in presenza in massima parte di una produzione essenzialmente manoscritta legata agli interessi strategici ed economici degli Stati europei e soprattutto dei diversi governi toscani, specialmente quelli medicei e lorenesi1, e redatta per il controllo amministrativo e politico-militare del territorio tra tempi tardo-medievali e contemporanei. E’ anche per la frammentazione fra vari Stati che per il litorale toscano (e maremmano in particolare) si dispone di numerosissime rappresentazioni cartografiche sostanzialmente riconducibili a tre motivazioni: il problema della definizione dei confini, con la sistemazione delle annose controversie dovute anche alla fruizione delle risorse acquatiche, agricole, pastorali e boschive; la sistemazione delle acque fluviali e palustri, con le conseguenti operazioni della bonifica e colonizzazione delle pianure umide retrodunali e degli stessi acquitrini costieri; il controllo e la difesa, in termini militari, doganali e sanitari, del territorio costiero. Queste importanti esigenze territoriali spiegano l'interesse dei documenti grafici a partire dal XVI secolo, allorché si formano Stati moderni meglio organizzati sul piano della burocrazia tecnico-amministrativa; da allora, le carte presentano di regola scale di riduzione e – seppure assai parzialmente – caratteri legati a rilevamenti sul terreno e misurazioni con strumenti topografici che rendono possibili l’inquadramento di una apprezzabile ricchezza di particolari topografici complessivamente di buona attendibilità.
2009
9788862970532
Guarducci, A., Rombai, L. (2009). La costa vista dal mare in età moderna. Il litorale maremmano nelle cartografie e iconografie della marina francese e toscana. In La costa maremmana. Uomo e ambiente tra medioevo ed età moderna (pp.147-165). Debatte.
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