La Valdichiana, grazie alla notevole estensione delle proprietà terriere dei granduchi di Toscana e dell’Ordine militare di S. Stefano da quelli dipendenti (esse occupavano pressoché tutto il fondovalle del bacino tettonico con parte delle fasce di pedecolle), e grazie alla stretta dipendenza dell’assetto della pianura dalle ricorrenti operazioni di bonifica idraulica e di sistemazione fluviale, è da considerare la subregione toscana più e meglio rappresentata in fonti descrittive (inventari catastali, corografie), in raccolte di mappe di fattorie e poderi (cabrei) e in cartografie generali o parziali che inquadrano con minuzia e spesso eccezionale perizia, sia scritta che grafica, i terreni e i fabbricati. Tali prodotti coprono il lungo arco cronologico compreso tra la seconda metà del XVI secolo e la metà del XIX e sono particolarmente numerosi e qualificati tra la seconda metà del Settecento e quella dell’Ottocento.Il ‘trattamento’ di queste importanti fonti ha consentito di iniziare la costruzione di un data base (o una banca dati) e la georeferenziazione dei contenuti nelle ‘tavolette’ dell’Istituto Geografico Militare, relativamente alla rete degli insediamenti ‘storici’ riconoscibili nel territorio attuale: la rete è essenzialmente costituita dalle case poderali, dalle case di agenzia, dai mulini e dalle fornaci costruiti o modificati al tempo della pianificazione e della gestione territoriale dei Medici e dei Lorena. E’ infatti nei tempi granducali che il fondovalle chianino fu fatto oggetto di grandiose operazioni di bonifica, di infrastrutturazione, di insediamento e di appoderamento, sotto la direzione di scienziati e ingegneri, tra i quali spiccano Vittorio Fossombroni e Alessandro Manetti.

Guarducci, A. (2003). Contributo al censimento dei beni culturali. Gli insediamenti di bonifica della Valdichiana nelle fonti geografiche e cartografiche dei secoli XVI-XIX. In Vecchi territori, nuovi mondi: la Geografia nelle emergenze del 2000 (pp.3290-3309). Edigeo.

Contributo al censimento dei beni culturali. Gli insediamenti di bonifica della Valdichiana nelle fonti geografiche e cartografiche dei secoli XVI-XIX

GUARDUCCI, ANNA
2003

Abstract

La Valdichiana, grazie alla notevole estensione delle proprietà terriere dei granduchi di Toscana e dell’Ordine militare di S. Stefano da quelli dipendenti (esse occupavano pressoché tutto il fondovalle del bacino tettonico con parte delle fasce di pedecolle), e grazie alla stretta dipendenza dell’assetto della pianura dalle ricorrenti operazioni di bonifica idraulica e di sistemazione fluviale, è da considerare la subregione toscana più e meglio rappresentata in fonti descrittive (inventari catastali, corografie), in raccolte di mappe di fattorie e poderi (cabrei) e in cartografie generali o parziali che inquadrano con minuzia e spesso eccezionale perizia, sia scritta che grafica, i terreni e i fabbricati. Tali prodotti coprono il lungo arco cronologico compreso tra la seconda metà del XVI secolo e la metà del XIX e sono particolarmente numerosi e qualificati tra la seconda metà del Settecento e quella dell’Ottocento.Il ‘trattamento’ di queste importanti fonti ha consentito di iniziare la costruzione di un data base (o una banca dati) e la georeferenziazione dei contenuti nelle ‘tavolette’ dell’Istituto Geografico Militare, relativamente alla rete degli insediamenti ‘storici’ riconoscibili nel territorio attuale: la rete è essenzialmente costituita dalle case poderali, dalle case di agenzia, dai mulini e dalle fornaci costruiti o modificati al tempo della pianificazione e della gestione territoriale dei Medici e dei Lorena. E’ infatti nei tempi granducali che il fondovalle chianino fu fatto oggetto di grandiose operazioni di bonifica, di infrastrutturazione, di insediamento e di appoderamento, sotto la direzione di scienziati e ingegneri, tra i quali spiccano Vittorio Fossombroni e Alessandro Manetti.
Guarducci, A. (2003). Contributo al censimento dei beni culturali. Gli insediamenti di bonifica della Valdichiana nelle fonti geografiche e cartografiche dei secoli XVI-XIX. In Vecchi territori, nuovi mondi: la Geografia nelle emergenze del 2000 (pp.3290-3309). Edigeo.
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