Il contributo, che prende spunto da un dibattito tra Fernand Braudel e Hélène Ahrweiler, analizza alcuni elementi della tradizione “realpolitica” bizantina per rilevare il suo influsso sull’unione “in effigie” tra le Chiese siglata nel Concilio di Firenze del 1439. Quale primo esempio di Realpolitik filoccidentale inaugurata dagli imperatori Comneni è addotta la concessione dei privilegi commerciali a Venezia nel celebre crisobollo emanato da Alessio I. Questo atto, tanto più spregiudicato se si considera il rigetto culturale della mercatura da sempre proprio della mentalità bizantina, non riuscì tuttavia a prevedere la brutalità del protocapitalismo mercantile e fu sostanzialmente la premessa della conquista crociata di Costantinopoli nel 1204. Analogamente, può considerarsi premessa della conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453 quel secondo esempio di Realpolitik bizantina che fu il passaggio di Bessarione all’ala unionista: la sua strategica “svolta” (Kehre) e la sua Oratio dogmatica sive de unione (oggetto di breve indagine sui rapporti dottrinali e concettuali con le Epigraphai di Giovanni Bekkos) portarono alla vittoria di quest’ultima; ma lo spregiudicato e in sé lungimirante sacrificio della ragione teologica al realismo politico nulla poté, negli anni a seguire, contro la distruttiva guerra commerciale tra Genova e Venezia, che consegnò ai turchi Bisanzio. Inspired by a debate between Fernand Braudel and Hélène Ahrweiler, this contribution analyses various elements of the Byzantine “Realpolitik” tradition to highlight its influence on the symbolic union between the Churches sealed at the Council of Florence in 1439. The concession of commercial privileges to Venice in the famous golden bull issued by Alexius I was the first example of pro-Western Realpolitik inaugurated by the Comneni emperors. All the more audacious if one considers the Byzantine cultural resistance to trade, this act could not foresee, however, the brutality of mercantile proto-capitalism and ended up creating the premise for the Crusader conquest of Constantinople in 1204. Likewise, it could be considered the basis for the Ottoman conquest in 1453, the second example of Byzantine Realpolitik, which saw Bessarion’s move to the unionist faction. His strategic “about-face” (Kehre) and his Oratio dogmatica sive de unione (subject of a brief analysis of its doctrinal and theoretical connections to John Bekkos’ Epigraphai) led to the triumph of unionism. But, in the years that followed, the audacious and shrewd sacrifice of theological cause to political realism could do nothing to stop the destructive commercial war between Genoa and Venice that delivered Byzantium to the Ottomans.

Ronchey, S. (2000). La Realpolitik bizantina rispetto all'Occidente dall'XI al XV secolo. In Purificazione della memoria. Convegno storico. Arezzo, 4-11-18 marzo 2000 (pp.173-186).

La Realpolitik bizantina rispetto all'Occidente dall'XI al XV secolo

RONCHEY, SILVIA
2000

Abstract

Il contributo, che prende spunto da un dibattito tra Fernand Braudel e Hélène Ahrweiler, analizza alcuni elementi della tradizione “realpolitica” bizantina per rilevare il suo influsso sull’unione “in effigie” tra le Chiese siglata nel Concilio di Firenze del 1439. Quale primo esempio di Realpolitik filoccidentale inaugurata dagli imperatori Comneni è addotta la concessione dei privilegi commerciali a Venezia nel celebre crisobollo emanato da Alessio I. Questo atto, tanto più spregiudicato se si considera il rigetto culturale della mercatura da sempre proprio della mentalità bizantina, non riuscì tuttavia a prevedere la brutalità del protocapitalismo mercantile e fu sostanzialmente la premessa della conquista crociata di Costantinopoli nel 1204. Analogamente, può considerarsi premessa della conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453 quel secondo esempio di Realpolitik bizantina che fu il passaggio di Bessarione all’ala unionista: la sua strategica “svolta” (Kehre) e la sua Oratio dogmatica sive de unione (oggetto di breve indagine sui rapporti dottrinali e concettuali con le Epigraphai di Giovanni Bekkos) portarono alla vittoria di quest’ultima; ma lo spregiudicato e in sé lungimirante sacrificio della ragione teologica al realismo politico nulla poté, negli anni a seguire, contro la distruttiva guerra commerciale tra Genova e Venezia, che consegnò ai turchi Bisanzio. Inspired by a debate between Fernand Braudel and Hélène Ahrweiler, this contribution analyses various elements of the Byzantine “Realpolitik” tradition to highlight its influence on the symbolic union between the Churches sealed at the Council of Florence in 1439. The concession of commercial privileges to Venice in the famous golden bull issued by Alexius I was the first example of pro-Western Realpolitik inaugurated by the Comneni emperors. All the more audacious if one considers the Byzantine cultural resistance to trade, this act could not foresee, however, the brutality of mercantile proto-capitalism and ended up creating the premise for the Crusader conquest of Constantinople in 1204. Likewise, it could be considered the basis for the Ottoman conquest in 1453, the second example of Byzantine Realpolitik, which saw Bessarion’s move to the unionist faction. His strategic “about-face” (Kehre) and his Oratio dogmatica sive de unione (subject of a brief analysis of its doctrinal and theoretical connections to John Bekkos’ Epigraphai) led to the triumph of unionism. But, in the years that followed, the audacious and shrewd sacrifice of theological cause to political realism could do nothing to stop the destructive commercial war between Genoa and Venice that delivered Byzantium to the Ottomans.
Ronchey, S. (2000). La Realpolitik bizantina rispetto all'Occidente dall'XI al XV secolo. In Purificazione della memoria. Convegno storico. Arezzo, 4-11-18 marzo 2000 (pp.173-186).
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