Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale ha assunto un ruolo centrale nel processo di digitalizzazione della giustizia, alimentando un dibattito che non riguarda soltanto l’efficienza o la prevedibilità delle decisioni, ma investe direttamente le condizioni epistemiche e istituzionali dell’esercizio della funzione giurisdizionale. L’impiego di tecniche di apprendimento automatico nel dominio giuridico non può essere valutato esclusivamente in termini di performance algoritmica, poiché incide sulle modalità di selezione, organizzazione e qualificazione delle informazioni rilevanti ai fini della decisione. Il presente lavoro si colloca nell’ambito degli studi su Intelligenza Artificiale e diritto e adotta una prospettiva processuale, con particolare riferimento al settore penale quale ambito paradigmatico per osservare la tensione tra inferenza statistica e giustificazione giuridica. L’obiettivo della ricerca non consiste nell’elaborazione di modelli decisionali automatizzati, né nella proposta di soluzioni operative per l’automazione del giudizio, ma nell’analisi critica delle modalità attraverso cui strumenti di apprendimento automatico possono intervenire nelle fasi che precedono la decisione, contribuendo a strutturare il materiale informativo, a gerarchizzare i fattori rilevanti e a orientare, anche indirettamente, il processo argomentativo. L’indagine empirica è condotta su un corpus di decisioni relative a casi di omicidio stradale, utilizzato quale banco di prova per mettere a confronto le regolarità individuate da modelli statistici con i percorsi motivazionali adottati nei provvedimenti giudiziari. Il confronto evidenzia la distanza strutturale tra correlazione statistica e qualificazione giuridica del fatto, mostrando come la razionalità algoritmica operi secondo criteri di ottimizzazione che non coincidono con la logica probatoria e con gli standard di giustificazione richiesti nel processo penale. Parallelamente, un’analisi empirica sulla fiducia nei sistemi di Intelligenza Artificiale applicati al contesto giudiziario consente di approfondire il rischio di deferenza all’output algoritmico e le sue possibili ricadute sulla qualità del controllo umano e sulla tenuta delle garanzie difensive. Il contributo della ricerca risiede, pertanto, nell’individuazione dei limiti epistemici e istituzionali dell’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nel processo decisionale giudiziario. La questione centrale non è la sostituibilità del giudice, bensì la trasformazione delle condizioni cognitive e argomentative entro cui la decisione prende forma. In questa prospettiva, l’Intelligenza Artificiale può essere concepita come infrastruttura informativa e strumento di supporto, a condizione che il suo impiego resti subordinato a criteri di intelligibilità, contestabilità e responsabilità coerenti con i principi dello Stato di diritto.

Garzo, G. (2026). L’Intelligenza Artificiale nel Decision-Making Giudiziario. Analisi e Applicazioni nei Casi di Omicidio Stradale.

L’Intelligenza Artificiale nel Decision-Making Giudiziario. Analisi e Applicazioni nei Casi di Omicidio Stradale

Grazia Garzo
2026-06-04

Abstract

Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale ha assunto un ruolo centrale nel processo di digitalizzazione della giustizia, alimentando un dibattito che non riguarda soltanto l’efficienza o la prevedibilità delle decisioni, ma investe direttamente le condizioni epistemiche e istituzionali dell’esercizio della funzione giurisdizionale. L’impiego di tecniche di apprendimento automatico nel dominio giuridico non può essere valutato esclusivamente in termini di performance algoritmica, poiché incide sulle modalità di selezione, organizzazione e qualificazione delle informazioni rilevanti ai fini della decisione. Il presente lavoro si colloca nell’ambito degli studi su Intelligenza Artificiale e diritto e adotta una prospettiva processuale, con particolare riferimento al settore penale quale ambito paradigmatico per osservare la tensione tra inferenza statistica e giustificazione giuridica. L’obiettivo della ricerca non consiste nell’elaborazione di modelli decisionali automatizzati, né nella proposta di soluzioni operative per l’automazione del giudizio, ma nell’analisi critica delle modalità attraverso cui strumenti di apprendimento automatico possono intervenire nelle fasi che precedono la decisione, contribuendo a strutturare il materiale informativo, a gerarchizzare i fattori rilevanti e a orientare, anche indirettamente, il processo argomentativo. L’indagine empirica è condotta su un corpus di decisioni relative a casi di omicidio stradale, utilizzato quale banco di prova per mettere a confronto le regolarità individuate da modelli statistici con i percorsi motivazionali adottati nei provvedimenti giudiziari. Il confronto evidenzia la distanza strutturale tra correlazione statistica e qualificazione giuridica del fatto, mostrando come la razionalità algoritmica operi secondo criteri di ottimizzazione che non coincidono con la logica probatoria e con gli standard di giustificazione richiesti nel processo penale. Parallelamente, un’analisi empirica sulla fiducia nei sistemi di Intelligenza Artificiale applicati al contesto giudiziario consente di approfondire il rischio di deferenza all’output algoritmico e le sue possibili ricadute sulla qualità del controllo umano e sulla tenuta delle garanzie difensive. Il contributo della ricerca risiede, pertanto, nell’individuazione dei limiti epistemici e istituzionali dell’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nel processo decisionale giudiziario. La questione centrale non è la sostituibilità del giudice, bensì la trasformazione delle condizioni cognitive e argomentative entro cui la decisione prende forma. In questa prospettiva, l’Intelligenza Artificiale può essere concepita come infrastruttura informativa e strumento di supporto, a condizione che il suo impiego resti subordinato a criteri di intelligibilità, contestabilità e responsabilità coerenti con i principi dello Stato di diritto.
4-giu-2026
XXXVIII
Garzo, G. (2026). L’Intelligenza Artificiale nel Decision-Making Giudiziario. Analisi e Applicazioni nei Casi di Omicidio Stradale.
Garzo, Grazia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1318204