La ricerca sulle relazioni intergruppi ha esplorato stereotipi e pregiudizi legati al genere, all’orientamento sessuale, all’etnia e alla religione. Una dimensione ancora poco indagata riguarda, tuttavia, le persone single, spesso soggette a una forma di pregiudizio definita singlism—la convinzione secondo cui il benessere personale dipenderebbe da una relazione sentimentale stabile (DePaulo & Morris, 2005). Questo lavoro intende indagare come le aspettative sociali nei confronti della condizione di single si intersechino con la giustizia riproduttiva, con particolare attenzione alle pressioni sociali vissute dalle donne in relazione al cosiddetto “orologio biologico” e alla maternità. Obiettivi e metodi L’obiettivo dello studio è esplorare in che modo le norme sociali e culturali influenzino il vissuto delle donne single rispetto alle scelte riproduttive e al benessere emotivo. Sono state condotte interviste semi-strutturate con 24 partecipanti di età compresa tra i 20 e i 34 anni, residenti in Italia. L’analisi qualitativa dei dati ha permesso di ricostruire le principali forme di pressione sociale percepite e di comprenderne le implicazioni soggettive. Risultati I risultati indicano che le norme sociali tendono a rappresentare le relazioni romantiche e la genitorialità come tappe fondamentali nella realizzazione personale. Questa pressione risulta più marcata tra le donne nella fascia d’età più adulta, che riferiscono una maggiore esposizione allo stigma sociale legato alla condizione di single e alla mancanza di figli. Le donne più giovani, pur consapevoli delle aspettative sociali, sembrano percepire tali pressioni in misura minore. Conclusioni Lo studio evidenzia come lo stigma associato alla condizione di single possa avere un impatto sul benessere emotivo e, potenzialmente, sulle scelte riproduttive delle donne. Tuttavia, l’effettiva influenza di tali pressioni sulle decisioni individuali rimane una questione aperta, che richiede ulteriori approfondimenti. Mettendo in luce l’intersezione tra singlism e giustizia riproduttiva, la ricerca contribuisce al dibattito sulle norme di genere, sull’autonomia individuale e sugli ostacoli strutturali che limitano la piena autodeterminazione.
Rullo, M., Amicone, G., Paolo Visintin, E. (2025). GIUTIZIA RIPRODUTTIVA E SINGLEHOOD: SFIDARE LO STIGMA DELL’OROLOGIO BIOLOGICO. In (Intervento presentato al convegno XIX Congresso Nazionale della Sezione di Psicologia Sociale dell’Associazione Italiana di Psicologia (AIP) [XIX National Congress of the Social Psychology Section of the Italian Association of Psychology (AIP)] tenutosi a Bergamo, Italy.
GIUTIZIA RIPRODUTTIVA E SINGLEHOOD: SFIDARE LO STIGMA DELL’OROLOGIO BIOLOGICO
marika rullo
;giulia amicone;
2025-01-01
Abstract
La ricerca sulle relazioni intergruppi ha esplorato stereotipi e pregiudizi legati al genere, all’orientamento sessuale, all’etnia e alla religione. Una dimensione ancora poco indagata riguarda, tuttavia, le persone single, spesso soggette a una forma di pregiudizio definita singlism—la convinzione secondo cui il benessere personale dipenderebbe da una relazione sentimentale stabile (DePaulo & Morris, 2005). Questo lavoro intende indagare come le aspettative sociali nei confronti della condizione di single si intersechino con la giustizia riproduttiva, con particolare attenzione alle pressioni sociali vissute dalle donne in relazione al cosiddetto “orologio biologico” e alla maternità. Obiettivi e metodi L’obiettivo dello studio è esplorare in che modo le norme sociali e culturali influenzino il vissuto delle donne single rispetto alle scelte riproduttive e al benessere emotivo. Sono state condotte interviste semi-strutturate con 24 partecipanti di età compresa tra i 20 e i 34 anni, residenti in Italia. L’analisi qualitativa dei dati ha permesso di ricostruire le principali forme di pressione sociale percepite e di comprenderne le implicazioni soggettive. Risultati I risultati indicano che le norme sociali tendono a rappresentare le relazioni romantiche e la genitorialità come tappe fondamentali nella realizzazione personale. Questa pressione risulta più marcata tra le donne nella fascia d’età più adulta, che riferiscono una maggiore esposizione allo stigma sociale legato alla condizione di single e alla mancanza di figli. Le donne più giovani, pur consapevoli delle aspettative sociali, sembrano percepire tali pressioni in misura minore. Conclusioni Lo studio evidenzia come lo stigma associato alla condizione di single possa avere un impatto sul benessere emotivo e, potenzialmente, sulle scelte riproduttive delle donne. Tuttavia, l’effettiva influenza di tali pressioni sulle decisioni individuali rimane una questione aperta, che richiede ulteriori approfondimenti. Mettendo in luce l’intersezione tra singlism e giustizia riproduttiva, la ricerca contribuisce al dibattito sulle norme di genere, sull’autonomia individuale e sugli ostacoli strutturali che limitano la piena autodeterminazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/11365/1318014
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