I cambiamenti climatici in atto agiscono con maggiore intensità negli ambienti estremi o caratterizzati da una forte stagionalità, per es. gli ambienti di montagna. La diminuzione delle risorse causata dal cambiamento climatico può aumentare la competizione, sia a livello interspecifico che intraspecifico. Negli ultimi 30 anni, nel suo areale storico del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), il numero di camosci appenninici Rupicapra pyrenaica ornata è diminuito di circa il 50%. Condivide parzialmente il proprio habitat con una popolazione reintrodotta di cervo Cervus elaphus (oggi abbondante: 1972– 1985, 81 individui rilasciati; 2010, c. 2500 individui). Recenti studi condotti nel PNALM hanno mostrato come la presenza del cervo ad alte densità limiti indirettamente il camoscio, contribuendo a provocare (a) una minore sopravvivenza dei piccoli; (b) una ridotta qualità della dieta del camoscio a causa del sovrappascolo e del calpestio; (c) una minore efficienza di pascolo degli individui adulti. Le informazioni su possibili effetti della diminuzione di risorse sul comportamento sociale (per es. aumento della competizione intraspecifica) sono scarse. Mediante osservazioni comportamentali (luglio-ottobre 2014/2015) abbiamo esaminato il comportamento aggressivo e di vigilanza nelle femmine di camoscio, in tre aree con diversa qualità del pascolo, per verificare se la scarsità di risorse possa influire sullo “stress” sociale. Nelle due aree più povere, caratterizzate da temperature estive ed autunnali più alte e dalla presenza del cervo, abbiamo osservato (a) una significativa maggiore frequenza di manifestazioni di aggressività tra le femmine e verso i piccoli; (b) una significativa maggiore frequenza e durata del comportamento di vigilanza. Questi risultati suggeriscono una più elevata competizione intraspecifica ed un maggiore stress nelle aree in cui le risorse sono di scarsa qualità. Se l’attuale cambiamento climatico è all’origine dell’impoverimento della vegetazione pascolata dagli ungulati di montagna, in tempi medio-lunghi ci possiamo attendere una locale conseguente crescita di stress a livello intra-gruppo, soprattutto nelle aree frequentate anche da competitori ecologici come il cervo.

Baruzzi, C., Bernardini, S., Brunetti, C., Cotza, A., Fattorini, N., Ferretti, F., et al. (2016). Qualità del pascolo e comportamento sociale nel camoscio appenninico. HYSTRIX, 27(Supplement (X Congresso Italiano di Teriologia)), 69-69.

Qualità del pascolo e comportamento sociale nel camoscio appenninico

Cotza Antonella;Fattorini Niccolo';Ferretti Francesco;Lovari Sandro;
2016-01-01

Abstract

I cambiamenti climatici in atto agiscono con maggiore intensità negli ambienti estremi o caratterizzati da una forte stagionalità, per es. gli ambienti di montagna. La diminuzione delle risorse causata dal cambiamento climatico può aumentare la competizione, sia a livello interspecifico che intraspecifico. Negli ultimi 30 anni, nel suo areale storico del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), il numero di camosci appenninici Rupicapra pyrenaica ornata è diminuito di circa il 50%. Condivide parzialmente il proprio habitat con una popolazione reintrodotta di cervo Cervus elaphus (oggi abbondante: 1972– 1985, 81 individui rilasciati; 2010, c. 2500 individui). Recenti studi condotti nel PNALM hanno mostrato come la presenza del cervo ad alte densità limiti indirettamente il camoscio, contribuendo a provocare (a) una minore sopravvivenza dei piccoli; (b) una ridotta qualità della dieta del camoscio a causa del sovrappascolo e del calpestio; (c) una minore efficienza di pascolo degli individui adulti. Le informazioni su possibili effetti della diminuzione di risorse sul comportamento sociale (per es. aumento della competizione intraspecifica) sono scarse. Mediante osservazioni comportamentali (luglio-ottobre 2014/2015) abbiamo esaminato il comportamento aggressivo e di vigilanza nelle femmine di camoscio, in tre aree con diversa qualità del pascolo, per verificare se la scarsità di risorse possa influire sullo “stress” sociale. Nelle due aree più povere, caratterizzate da temperature estive ed autunnali più alte e dalla presenza del cervo, abbiamo osservato (a) una significativa maggiore frequenza di manifestazioni di aggressività tra le femmine e verso i piccoli; (b) una significativa maggiore frequenza e durata del comportamento di vigilanza. Questi risultati suggeriscono una più elevata competizione intraspecifica ed un maggiore stress nelle aree in cui le risorse sono di scarsa qualità. Se l’attuale cambiamento climatico è all’origine dell’impoverimento della vegetazione pascolata dagli ungulati di montagna, in tempi medio-lunghi ci possiamo attendere una locale conseguente crescita di stress a livello intra-gruppo, soprattutto nelle aree frequentate anche da competitori ecologici come il cervo.
2016
Baruzzi, C., Bernardini, S., Brunetti, C., Cotza, A., Fattorini, N., Ferretti, F., et al. (2016). Qualità del pascolo e comportamento sociale nel camoscio appenninico. HYSTRIX, 27(Supplement (X Congresso Italiano di Teriologia)), 69-69.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1237015