INTRODUZIONE: L a sclerosi multipla (SM) è la più comune malattia neurologica del sistema nervoso centrale che causa una disabilità permanente nei giovani adulti. Affligge 2,5-3 milioni di persone nel mondo con una prevalenza media di 30 casi per 100.000 ed un’incidenza media di 2,5 casi per 100.000. In Europa le persone con SM sono circa 450.000 con una prevalenza di 80 casi per 100.000 e un’incidenza di 3,8 casi per 100.000. L’Italia si colloca tra le aree ad alto rischio di SM, con tassi più elevati in Sardegna. La prevalenza in Italia è stimata sino ad oggi ed aggiornata annualmente dalla Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) in 72 mila persone con SM e 2 mila nuovi casi l’anno. Singoli studi negli scorsi anni hanno stimato, in singole aree geografiche, tassi di prevalenza tra 100 e 140 casi per 100.000 e di incidenza tra 4 e 7 casi per 100.000, con l’eccezione dei dati più elevati della Sardegna. Sebbene dal 1980 ad oggi siano stati condotti molti studi epidemiologici in Italia nelle differenti aree geografiche, non sono presenti studi sulla prevalenza totale della malattia nel nostro Paese. Per ottenere questa informazione sarebbe necessario un registro nazionale di malattia ma, per il momento, sono presenti solo un registro clinico (iMED), serie cliniche locali e due registri regionali, quello toscano e quello ligure, entrambi fondati dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM). Il nostro obiettivo è calcolare i casi prevalenti di SM in Italia utilizzando gli studi epidemiologici presenti in letteratura. METODI: Partendo dall’analisi dei lavori scientifici pubblicati sull’epidemiologia della SM in Italia, abbiamo confrontato i dati epidemiologici ottenuti nelle stesse aree geografiche in differenti periodi temporali. Quindi abbiamo calcolato i tassi di incidenza medi per l’Italia (5,5 casi per 100.000) e per la Sardegna (10 casi per 100.000) e il tasso di mortalità (0,4 casi per 100.000) e li abbiamo applicati, tenendo conto anche dell’incremento/del decremento della popolazione generale e della mortalità dei pazienti con SM (0,4 per 100.000), per rivalutare al 2013 i dati epidemiologici pubblicati precedentemente. Infine abbiamo calcolato una prevalenza totale in base al tasso di prevalenza medio stimato espresso come range di valori (280-300 casi per 100.000 in Sardegna e 160-180 casi per 100.000 nel resto dell’Italia) applicato alla popolazione delle varie regioni italiane a fine 2013. RISULTATI: Gli studi epidemiologici più recenti pubblicati negli ultimi 15 anni mostrano tassi di prevalenza che variano nell’Italia continentale e in Sicilia da 50 a 167 casi per 100.000 e in Sardegna da 140 a 224 casi per 100.000, e tassi di incidenza che variano da 4,2 a 9,7 casi per 100.000. Considerando i diversi studi condotti nelle stesse aree geografiche in tempi diversi, possiamo osservare come siano aumentati i tassi di prevalenza e di incidenza nel tempo in tutta l’Italia, nonostante i diversi approcci metodologici considerati. Per quanto riguarda le nostre stime di prevalenza ottenute sommando ai dati di prevalenza originari l’incremento annuo dei casi e sottraendo la mortalità annua, otteniamo valori di prevalenza che variano da 112 a 219 casi per 100.000 nell’Italia continentale e in Sicilia e da 331 a 414 per 100.000 in Sardegna. Infine abbiamo applicato i tassi di prevalenza medi (espressi come range di valori) alla popolazione residente nelle varie regioni a fine 2013 ed abbiamo ottenuto una prevalenza totale che varia da 97.500 a 109.400 casi di SM totali. CONCLUSIONI: Questo studio è il primo rivolto a stimare i casi totali di SM in Italia anche se, per ottenere dati certi, sarebbe necessaria la creazione di un registro nazionale o la creazione di algoritmi in grado di catturare tutti i pazienti con SM. Lo studio conferma che l’Italia si colloca tra le aree ad alto rischio e che la prevalenza sta aumentando nel tempo, come confermato anche dalla letteratura. Questo aumento non è dovuto solo al naturale eccesso di casi incidenti sui morti annui e all’aumentata sopravvivenza in tutta la popolazione, ma anche ad un vero incremento dell’incidenza causato non dal miglioramento dell’accuratezza diagnostica ma, molto probabilmente, dal cambiamento dei fattori di rischio comportamentali e ambientali.

Bezzini, D., & Battaglia, M.A. (2014). Stima della prevalenza della sclerosi multipla in Italia nel 2013. In Atti del 47° congresso nazionale SItI (pp.139-140).

Stima della prevalenza della sclerosi multipla in Italia nel 2013

Bezzini D.
Writing – Original Draft Preparation
;
Battaglia M. A.
2014

Abstract

INTRODUZIONE: L a sclerosi multipla (SM) è la più comune malattia neurologica del sistema nervoso centrale che causa una disabilità permanente nei giovani adulti. Affligge 2,5-3 milioni di persone nel mondo con una prevalenza media di 30 casi per 100.000 ed un’incidenza media di 2,5 casi per 100.000. In Europa le persone con SM sono circa 450.000 con una prevalenza di 80 casi per 100.000 e un’incidenza di 3,8 casi per 100.000. L’Italia si colloca tra le aree ad alto rischio di SM, con tassi più elevati in Sardegna. La prevalenza in Italia è stimata sino ad oggi ed aggiornata annualmente dalla Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) in 72 mila persone con SM e 2 mila nuovi casi l’anno. Singoli studi negli scorsi anni hanno stimato, in singole aree geografiche, tassi di prevalenza tra 100 e 140 casi per 100.000 e di incidenza tra 4 e 7 casi per 100.000, con l’eccezione dei dati più elevati della Sardegna. Sebbene dal 1980 ad oggi siano stati condotti molti studi epidemiologici in Italia nelle differenti aree geografiche, non sono presenti studi sulla prevalenza totale della malattia nel nostro Paese. Per ottenere questa informazione sarebbe necessario un registro nazionale di malattia ma, per il momento, sono presenti solo un registro clinico (iMED), serie cliniche locali e due registri regionali, quello toscano e quello ligure, entrambi fondati dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM). Il nostro obiettivo è calcolare i casi prevalenti di SM in Italia utilizzando gli studi epidemiologici presenti in letteratura. METODI: Partendo dall’analisi dei lavori scientifici pubblicati sull’epidemiologia della SM in Italia, abbiamo confrontato i dati epidemiologici ottenuti nelle stesse aree geografiche in differenti periodi temporali. Quindi abbiamo calcolato i tassi di incidenza medi per l’Italia (5,5 casi per 100.000) e per la Sardegna (10 casi per 100.000) e il tasso di mortalità (0,4 casi per 100.000) e li abbiamo applicati, tenendo conto anche dell’incremento/del decremento della popolazione generale e della mortalità dei pazienti con SM (0,4 per 100.000), per rivalutare al 2013 i dati epidemiologici pubblicati precedentemente. Infine abbiamo calcolato una prevalenza totale in base al tasso di prevalenza medio stimato espresso come range di valori (280-300 casi per 100.000 in Sardegna e 160-180 casi per 100.000 nel resto dell’Italia) applicato alla popolazione delle varie regioni italiane a fine 2013. RISULTATI: Gli studi epidemiologici più recenti pubblicati negli ultimi 15 anni mostrano tassi di prevalenza che variano nell’Italia continentale e in Sicilia da 50 a 167 casi per 100.000 e in Sardegna da 140 a 224 casi per 100.000, e tassi di incidenza che variano da 4,2 a 9,7 casi per 100.000. Considerando i diversi studi condotti nelle stesse aree geografiche in tempi diversi, possiamo osservare come siano aumentati i tassi di prevalenza e di incidenza nel tempo in tutta l’Italia, nonostante i diversi approcci metodologici considerati. Per quanto riguarda le nostre stime di prevalenza ottenute sommando ai dati di prevalenza originari l’incremento annuo dei casi e sottraendo la mortalità annua, otteniamo valori di prevalenza che variano da 112 a 219 casi per 100.000 nell’Italia continentale e in Sicilia e da 331 a 414 per 100.000 in Sardegna. Infine abbiamo applicato i tassi di prevalenza medi (espressi come range di valori) alla popolazione residente nelle varie regioni a fine 2013 ed abbiamo ottenuto una prevalenza totale che varia da 97.500 a 109.400 casi di SM totali. CONCLUSIONI: Questo studio è il primo rivolto a stimare i casi totali di SM in Italia anche se, per ottenere dati certi, sarebbe necessaria la creazione di un registro nazionale o la creazione di algoritmi in grado di catturare tutti i pazienti con SM. Lo studio conferma che l’Italia si colloca tra le aree ad alto rischio e che la prevalenza sta aumentando nel tempo, come confermato anche dalla letteratura. Questo aumento non è dovuto solo al naturale eccesso di casi incidenti sui morti annui e all’aumentata sopravvivenza in tutta la popolazione, ma anche ad un vero incremento dell’incidenza causato non dal miglioramento dell’accuratezza diagnostica ma, molto probabilmente, dal cambiamento dei fattori di rischio comportamentali e ambientali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11365/1036005