Nel paesaggio sonoro della città romana c’è una voce che risuona continuamente e che sovrasta tutte le altre, quella dei praecones, i banditori. A loro spetta il compito di replicare e trasmettere le parole del potere, ma anche quello di organizzare la regia delle voci in molte occasioni della vita quotidiana; imponendo il silenzio alle cerimonie religiose, decretando l’inizio e la fine delle dichiarazioni pubbliche nel processo, chiamando i cittadini alle assemblee, gestendo le vendite all’incanto o muovendosi per la città alla ricerca delle persone scomparse, la voce del praeco scandisce il ritmo di eventi pubblici e privati. Da tempo gli studiosi hanno puntato l’attenzione sulla posizione ambigua di questo personaggio, investito di un ruolo ufficiale e autorevole ma nello stesso tempo screditato, individuando nella “vendita della voce” l’elemento più squalificante della sua attività. C’è forse però anche un altro aspetto, direttamente legato alle modalità della sua performance sonora, che può giustificare il discredito che circonda il praeco. La sua infatti è una voce speciale se, come osserva Lucrezio, deve riuscire da sola a riverberarsi in mille altre per raggiungere tutti i destinatari del suo messaggio; e in effetti, i testi la descrivono come contraddistinta da caratteri che rispondono perfettamente a questo scopo: alta, insistente, perentoria e onnipresente. A partire dalla modalità del grido, necessaria per farsi sentire anche a distanza e ottenere l’audientia della folla, fino all'uso della voce continuo per rivolgersi a chiunque e in qualsiasi situazione, il saggio cerca di mettere a fuoco le caratteristiche specifiche della performance di questo professionista e virtuoso della voce per confrontarle con gli habitus vocali e verbali propri dell’élite - sulle tracce di un codice dell’espressione orale che assegna non solo all’uso della parola ma anche a quello della voce un ruolo fondamentale nella costruzione dell’identità sociale della persona.

Mencacci, F. (2012). La voce del banditore. Performance vocale e stili di comunicazione a Roma. In Les sons du pouvoir dans les mondes anciens (pp. 329-348). Presses Universitaires de Franche-Comté.

La voce del banditore. Performance vocale e stili di comunicazione a Roma

MENCACCI, FRANCESCA
2012

Abstract

Nel paesaggio sonoro della città romana c’è una voce che risuona continuamente e che sovrasta tutte le altre, quella dei praecones, i banditori. A loro spetta il compito di replicare e trasmettere le parole del potere, ma anche quello di organizzare la regia delle voci in molte occasioni della vita quotidiana; imponendo il silenzio alle cerimonie religiose, decretando l’inizio e la fine delle dichiarazioni pubbliche nel processo, chiamando i cittadini alle assemblee, gestendo le vendite all’incanto o muovendosi per la città alla ricerca delle persone scomparse, la voce del praeco scandisce il ritmo di eventi pubblici e privati. Da tempo gli studiosi hanno puntato l’attenzione sulla posizione ambigua di questo personaggio, investito di un ruolo ufficiale e autorevole ma nello stesso tempo screditato, individuando nella “vendita della voce” l’elemento più squalificante della sua attività. C’è forse però anche un altro aspetto, direttamente legato alle modalità della sua performance sonora, che può giustificare il discredito che circonda il praeco. La sua infatti è una voce speciale se, come osserva Lucrezio, deve riuscire da sola a riverberarsi in mille altre per raggiungere tutti i destinatari del suo messaggio; e in effetti, i testi la descrivono come contraddistinta da caratteri che rispondono perfettamente a questo scopo: alta, insistente, perentoria e onnipresente. A partire dalla modalità del grido, necessaria per farsi sentire anche a distanza e ottenere l’audientia della folla, fino all'uso della voce continuo per rivolgersi a chiunque e in qualsiasi situazione, il saggio cerca di mettere a fuoco le caratteristiche specifiche della performance di questo professionista e virtuoso della voce per confrontarle con gli habitus vocali e verbali propri dell’élite - sulle tracce di un codice dell’espressione orale che assegna non solo all’uso della parola ma anche a quello della voce un ruolo fondamentale nella costruzione dell’identità sociale della persona.
9782848674322
Mencacci, F. (2012). La voce del banditore. Performance vocale e stili di comunicazione a Roma. In Les sons du pouvoir dans les mondes anciens (pp. 329-348). Presses Universitaires de Franche-Comté.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11365/5669