Il testo cerca di mettere in luce l’importanza della presenza femminile nelle attività di sfruttamento dell’ambiente palustre e il ruolo fondamentale ricoperto dalle donne nelle economie familiari delle popolazioni che per secoli hanno vissuto a stretto contatto con il Padule di Fucecchio. Occupazioni fondamentalmente stagionali, saltuarie o complementari di altre attività, i lavori femminili nell’ambiente umido raramente risultavano enumerati ed evidenziati nei censimenti fiscali e in quelli anagrafici. Quasi una realtà sommersa. Purtuttavia si trattava di occupazioni che costituivano un settore economico non trascurabile e un comparto produttivo estremamente importante, soprattutto fra XIX e XX secolo quando si afferma pienamente anche a Fucecchio una vivace industria delle erbe palustri (l’industria del sarello) che riforniva di materie prime interessanti attività di tessitura, di impagliatura e di vivaistica svilluppatesi nell’empolese e nel pistoiese. Ecco che le tagliatrici di sarello (impiegate a centinaia nella stagione estiva) rappresentavano una realtà – scomparsa solo negli anni ’60 del ‘900 - significativa e importante per questo territorio.

Zagli, A. (2004). Donne in padule fra ‘800 e ‘900. La presenza femminile nell’economia dell’incolto palustre. In Il lavoro delle donne. Attività femminili in Valdinievole tra Ottocento e Novecento (pp. 21-42). Buggiano (Pistoia) : Edizioni Vannini.

Donne in padule fra ‘800 e ‘900. La presenza femminile nell’economia dell’incolto palustre

ZAGLI, ANDREA
2004

Abstract

Il testo cerca di mettere in luce l’importanza della presenza femminile nelle attività di sfruttamento dell’ambiente palustre e il ruolo fondamentale ricoperto dalle donne nelle economie familiari delle popolazioni che per secoli hanno vissuto a stretto contatto con il Padule di Fucecchio. Occupazioni fondamentalmente stagionali, saltuarie o complementari di altre attività, i lavori femminili nell’ambiente umido raramente risultavano enumerati ed evidenziati nei censimenti fiscali e in quelli anagrafici. Quasi una realtà sommersa. Purtuttavia si trattava di occupazioni che costituivano un settore economico non trascurabile e un comparto produttivo estremamente importante, soprattutto fra XIX e XX secolo quando si afferma pienamente anche a Fucecchio una vivace industria delle erbe palustri (l’industria del sarello) che riforniva di materie prime interessanti attività di tessitura, di impagliatura e di vivaistica svilluppatesi nell’empolese e nel pistoiese. Ecco che le tagliatrici di sarello (impiegate a centinaia nella stagione estiva) rappresentavano una realtà – scomparsa solo negli anni ’60 del ‘900 - significativa e importante per questo territorio.
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