Lucca in Europa e l’Europa vista da Lucca: il volume presenta una prima ricostruzione d’insieme, nell’alveo dei recenti percorsi intrapresi dalla storiografia italiana ed europea, del peculiare laboratorio diplomatico della piccola Repubblica. Il motto Libertas scolpito sulle porte della città indica l’autonomia statuale, ma si sostanzia della pace sociale; perciò la politica estera di prudente equilibrio e neutralità si lega in modo inestricabile con la politica interna, dettata dalla logica paternalistica dell’economia morale. In questa luce, riflettere su finalità, modi e forme dell’attività diplomatica significa indagare l’architettura istituzionale della Repubblica e i suoi complessi meccanismi di funzionamento; cogliere il ruolo centrale della famiglia patrizia, sia come base di partecipazione alla politica estera, sia come luogo di acquisizione delle competenze culturali e delle attitudini nobiliari che fondano la non ancora formalizzata professionalità del diplomatico; ragionare su quanto i libri (e su quali libri) hanno contribuito a tale formazione, si tratti di quelli della biblioteca privata dell’ambasciatore Orsucci o dei volumi della biblioteca dell’Offizio sopra le differenze (analizzata nel contributo di Annalisa Biagianti). Le istruzioni consegnate agli ambasciatori, i loro dispacci settimanali, le ampie relazioni di fine missione consentono di ricostruire i rapporti diplomatici della Repubblica con l’Impero (sotto le cui ali mantiene la propria “libertà”); con il ducato di Parma e Piacenza dal matrimonio di Elisabetta Farnese con Filippo V all’avvio del regno di Ferdinando I; con il regno di Napoli di Carlo di Borbone. Possiamo così soffermarci – in sintonia con la rinnovata sensibilità storiografica – sul cerimoniale di corte, sull’entretien diplomatique, sul ruolo fondamentale dell’informazione con i vari “livelli di verità” del gioco diplomatico, sulla formazione dell’opinione pubblica interna. E ci è dato anche di cogliere qualche aspetto particolare: il ruolo che importanti personaggi rivestono – occasionalmente, ma con grande professionalità – nella politica estera della Repubblica (Giuseppe Ruggiero Boscovich), oppure l’utilizzo a fini privati della rete di relazioni diplomatiche (Ottaviano Diodati, l’animatore della ristampa lucchese dell’Encyclopédie).

Sabbatini, R. (2012). Le Mura e l’Europa. Aspetti della politica estera della Repubblica di Lucca (1500-1799). Milano : Franco Angeli.

Le Mura e l’Europa. Aspetti della politica estera della Repubblica di Lucca (1500-1799)

SABBATINI, RENZO
2012

Abstract

Lucca in Europa e l’Europa vista da Lucca: il volume presenta una prima ricostruzione d’insieme, nell’alveo dei recenti percorsi intrapresi dalla storiografia italiana ed europea, del peculiare laboratorio diplomatico della piccola Repubblica. Il motto Libertas scolpito sulle porte della città indica l’autonomia statuale, ma si sostanzia della pace sociale; perciò la politica estera di prudente equilibrio e neutralità si lega in modo inestricabile con la politica interna, dettata dalla logica paternalistica dell’economia morale. In questa luce, riflettere su finalità, modi e forme dell’attività diplomatica significa indagare l’architettura istituzionale della Repubblica e i suoi complessi meccanismi di funzionamento; cogliere il ruolo centrale della famiglia patrizia, sia come base di partecipazione alla politica estera, sia come luogo di acquisizione delle competenze culturali e delle attitudini nobiliari che fondano la non ancora formalizzata professionalità del diplomatico; ragionare su quanto i libri (e su quali libri) hanno contribuito a tale formazione, si tratti di quelli della biblioteca privata dell’ambasciatore Orsucci o dei volumi della biblioteca dell’Offizio sopra le differenze (analizzata nel contributo di Annalisa Biagianti). Le istruzioni consegnate agli ambasciatori, i loro dispacci settimanali, le ampie relazioni di fine missione consentono di ricostruire i rapporti diplomatici della Repubblica con l’Impero (sotto le cui ali mantiene la propria “libertà”); con il ducato di Parma e Piacenza dal matrimonio di Elisabetta Farnese con Filippo V all’avvio del regno di Ferdinando I; con il regno di Napoli di Carlo di Borbone. Possiamo così soffermarci – in sintonia con la rinnovata sensibilità storiografica – sul cerimoniale di corte, sull’entretien diplomatique, sul ruolo fondamentale dell’informazione con i vari “livelli di verità” del gioco diplomatico, sulla formazione dell’opinione pubblica interna. E ci è dato anche di cogliere qualche aspetto particolare: il ruolo che importanti personaggi rivestono – occasionalmente, ma con grande professionalità – nella politica estera della Repubblica (Giuseppe Ruggiero Boscovich), oppure l’utilizzo a fini privati della rete di relazioni diplomatiche (Ottaviano Diodati, l’animatore della ristampa lucchese dell’Encyclopédie).
9788820406400
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