ll volume è una raccolta di brani che, pur centrati sulle diverse specificità del cluster toscano, intendono approfondire attraverso una loro lettura unitaria la natura complessa e le diverse fonti del vantaggio competitivo del sistema moda italiano. Coinvolgendo studiosi di diversa matrice professionale e utilizzando differenti metodi d’indagine (analisi statistiche di banche dati, interviste dirette a piccoli campioni di imprese, esame di singoli casi aziendali, ricerche sulla letteratura disponibile) viene proposta un’ampia lettura della fashion economy toscana in modo da cogliere le molteplici sfaccettature dell’attuale complessità ambientale e inquadrare meglio l’estrema dinamicità dei comportamenti imprenditoriali nel settore. Il primo capitolo (di Mauro Grassi) esamina le caratteristiche distintive del sistema moda toscano rispetto al resto d'Italia, individuando alcuni caratteri peculiari della filiera produttiva e dei differenziali di performance rispetto ad altri sistemi regionali. Il secondo capitolo (di Riccardo Perugi) analizza la recente demografia aziendale (natalità/mortalità) nel settore moda in Toscana permettendo di cogliere alcune marcate differenze nei processi di sviluppo imprenditoriale tanto a livello settoriale che territoriale. Il terzo capitolo (di Dario Caserta e Marco Ricchetti)approfondisce la posizione della moda italiana nel quadro dell’interscambio commerciale mondiale, permettendo di cogliere alcuni aspetti della crescente internazionalizzazione della competizione e il ruolo della Toscana nel panorama nazionale e internazionale dei prodotti moda. Il quarto capitolo (di Lorenzo Zanni) analizza il ruolo dei servizi nello sviluppo imprenditoriale della moda in Toscana e fa luce su alcuni tratti distintivi della domanda e dell’offerta di servizi specialistici per il sistema moda. Il quinto capitolo (di Sandrine Labory) sviluppa il tema delle possibili relazioni tra la grande impresa (o impresa media leader) e un sistema locale di piccole e medie imprese con specifico riferimento al settore moda: si individuano diverse soluzioni organizzative dal diverso impatto sugli attori e sulla rete relazioni locali e si sollevano alcuni interrogativi inerenti la recente affermazione di imprese leader nei sistemi produttivi locali meritevoli di approfondimenti futuri. L’appendice al volume riporta, infine, dei casi aziendali riguardanti alcune imprese leader e delle piccole imprese del sistema moda in Toscana Con riferimento al capitolo 4, curato da Lorenzo Zanni, si osserva che gli studi sul sistema moda tendono di norma a privilegiare l’analisi della dimensione verticale della filiera produttiva; minore attenzione viene dedicata alla dimensione orizzontale, soprattutto a quei servizi di supporto che si inseriscono in stadi diversi della filiera. La scarsa considerazione delle attività terziarie nella filiera della moda dipende anche dalla loro difficile classificazione: pur riconoscendo il ruolo fondamentale nella determinazione del vantaggio competitivo del settore, risulta arduo stimare il reale contributo dei servizi al sistema moda in Italia. Tale difficoltà dipende da due principali fattori: anzitutto si tratta di attività eterogenee, dove interagiscono diverse e mutevoli professionalità; in secondo luogo tali servizi vengono spesso erogati da soggetti singoli (lavoratori autonomi) oppure da micro-unità produttive collegate a collaboratori esterni con formule di lavoro indipendente che spesso sfuggono alle rilevazioni statistiche. I dati e le stime, quando disponibili, forniscono così una misura molto approssimata della dimensione economica delle attività terziarie o tendono a sottostimare il numero di addetti nella filiera moda (Balistri-Picchi, 2000; Hermes lab 2001). Nel primo capitolo del presente volume è stata sottolineata la crescente integrazione tra il settore terziario e l’industria moda avvenuta nell’ultimo decennio in regione; a partire da tali premesse si intende qui approfondire la natura e il ruolo giocato dalle imprese del terziario nello sviluppo della moda in Toscana sia sotto il profilo della domanda che dell’offerta di tali servizi. L'analisi teorica viene supportata da verifiche empiriche sia con casi aziendali che con una survey analysis basata su questionari

Zanni, L. (2002). Il ruolo dei servizi nello sviluppo imprenditoriale del sistema moda in Toscana. In Il sistema moda in Toscana (pp. 147-220). Firenze : Irpet.

Il ruolo dei servizi nello sviluppo imprenditoriale del sistema moda in Toscana

ZANNI, LORENZO
2002

Abstract

ll volume è una raccolta di brani che, pur centrati sulle diverse specificità del cluster toscano, intendono approfondire attraverso una loro lettura unitaria la natura complessa e le diverse fonti del vantaggio competitivo del sistema moda italiano. Coinvolgendo studiosi di diversa matrice professionale e utilizzando differenti metodi d’indagine (analisi statistiche di banche dati, interviste dirette a piccoli campioni di imprese, esame di singoli casi aziendali, ricerche sulla letteratura disponibile) viene proposta un’ampia lettura della fashion economy toscana in modo da cogliere le molteplici sfaccettature dell’attuale complessità ambientale e inquadrare meglio l’estrema dinamicità dei comportamenti imprenditoriali nel settore. Il primo capitolo (di Mauro Grassi) esamina le caratteristiche distintive del sistema moda toscano rispetto al resto d'Italia, individuando alcuni caratteri peculiari della filiera produttiva e dei differenziali di performance rispetto ad altri sistemi regionali. Il secondo capitolo (di Riccardo Perugi) analizza la recente demografia aziendale (natalità/mortalità) nel settore moda in Toscana permettendo di cogliere alcune marcate differenze nei processi di sviluppo imprenditoriale tanto a livello settoriale che territoriale. Il terzo capitolo (di Dario Caserta e Marco Ricchetti)approfondisce la posizione della moda italiana nel quadro dell’interscambio commerciale mondiale, permettendo di cogliere alcuni aspetti della crescente internazionalizzazione della competizione e il ruolo della Toscana nel panorama nazionale e internazionale dei prodotti moda. Il quarto capitolo (di Lorenzo Zanni) analizza il ruolo dei servizi nello sviluppo imprenditoriale della moda in Toscana e fa luce su alcuni tratti distintivi della domanda e dell’offerta di servizi specialistici per il sistema moda. Il quinto capitolo (di Sandrine Labory) sviluppa il tema delle possibili relazioni tra la grande impresa (o impresa media leader) e un sistema locale di piccole e medie imprese con specifico riferimento al settore moda: si individuano diverse soluzioni organizzative dal diverso impatto sugli attori e sulla rete relazioni locali e si sollevano alcuni interrogativi inerenti la recente affermazione di imprese leader nei sistemi produttivi locali meritevoli di approfondimenti futuri. L’appendice al volume riporta, infine, dei casi aziendali riguardanti alcune imprese leader e delle piccole imprese del sistema moda in Toscana Con riferimento al capitolo 4, curato da Lorenzo Zanni, si osserva che gli studi sul sistema moda tendono di norma a privilegiare l’analisi della dimensione verticale della filiera produttiva; minore attenzione viene dedicata alla dimensione orizzontale, soprattutto a quei servizi di supporto che si inseriscono in stadi diversi della filiera. La scarsa considerazione delle attività terziarie nella filiera della moda dipende anche dalla loro difficile classificazione: pur riconoscendo il ruolo fondamentale nella determinazione del vantaggio competitivo del settore, risulta arduo stimare il reale contributo dei servizi al sistema moda in Italia. Tale difficoltà dipende da due principali fattori: anzitutto si tratta di attività eterogenee, dove interagiscono diverse e mutevoli professionalità; in secondo luogo tali servizi vengono spesso erogati da soggetti singoli (lavoratori autonomi) oppure da micro-unità produttive collegate a collaboratori esterni con formule di lavoro indipendente che spesso sfuggono alle rilevazioni statistiche. I dati e le stime, quando disponibili, forniscono così una misura molto approssimata della dimensione economica delle attività terziarie o tendono a sottostimare il numero di addetti nella filiera moda (Balistri-Picchi, 2000; Hermes lab 2001). Nel primo capitolo del presente volume è stata sottolineata la crescente integrazione tra il settore terziario e l’industria moda avvenuta nell’ultimo decennio in regione; a partire da tali premesse si intende qui approfondire la natura e il ruolo giocato dalle imprese del terziario nello sviluppo della moda in Toscana sia sotto il profilo della domanda che dell’offerta di tali servizi. L'analisi teorica viene supportata da verifiche empiriche sia con casi aziendali che con una survey analysis basata su questionari
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